500 dipendenti Capitolini in assemblea per il contratto. La vertenza non si sblocca

13 maggio sciopero per la difesa dei servizi pubblici e dei salari e per la stabilizzazione delle lavoratrici precarie.

Roma -

Questa mattina si è svolta una grande assemblea dei lavoratori capitolini convocata dai sindacati di base di Roma Capitale. Questa la risposta alla ennesima prepotenza della gestione commissariale, dopo la minaccia di chiedere indietro ai lavoratori 340 milioni di salario accessorio, il mancato superamento del contratto unilaterale e lo scippo della festività del 21 aprile, che era sempre stata celebrata dai lavoratori romani.

Da via della Greca si è snodato un corteo spontaneo che ha portato la protesta sotto il palazzo Senatorio dove una delegazione è stata ricevuta dal Sub Commissario Rolli. Dopo aver denunciato le "trattative segrete" con cgil cisl e uil, la delegazione non ha ricevuto alcuna risposta sul salario accessorio e il licenziamento a giugno del precariato dei nidi e delle scuole dell'infanzia comunali.
La Sub Commissaria, pur manifestando disponibilità a trovare soluzioni, si è trincerata dietro i vincoli di bilancio stabiliti dal Governo, chiarendo che l'obiettivo della gestione commissariale è quello di ridurre il debito. Anche sul tema del precariato la Rolli ha rimandato ogni soluzione nelle mani del Governo.

Di fronte a questa situazione si rafforzano le ragioni dello sciopero nazionale  del personale di nidi e scuole e di tutto il personale capitolino che USB ha indetto per il prossimo 13 maggio. Due i temi al centro dello sciopero: l'annosa questione del contratto per i dipendenti capitolini e un piano generalizzato di assunzioni per le precarie di tutta Italia, come avevano chiesto le maestre e le educatrici che l'8 marzo si erano arrampicate sui ponteggi in piazza Madonna di Loreto.

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