Bologna, ASILI NIDO. UNO SCIOPERO UTILE ED IMPORTANTE

Bologna -

Lo sciopero di venerdì 15 giugno è stato un successo sia per l’alta partecipazione sia per i risultati della manifestazione e dell’iniziativa in consiglio comunale che fra l’altro hanno avuto molto risalto sulla stampa e nelle tv locali.
Lo sciopero e la mobilitazione (manifestazione fino sotto casa di Prodi e pacifica “invasione” del consiglio comunale) hanno  reso chiaro a tutti, anche a settori importanti della maggioranza di governo della nostra città, i danni che la sperimentazione ha provocato negli asili nido ed allo stesso tempo ha messo a nudo la grande difficoltà in cui si trovano coloro che continuano a sostenerne la validità.
Il primo risultato concreto è stato quello di avere obbligato l’amministrazione a riaprire il confronto che dovrebbe ripartire già nei prossimi giorni.
La giornata di venerdì è la dimostrazione che, attraverso la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori , la battaglia contro la sperimentazione e la deleteria politica dell’assessorato all’istruzione, si può vincere!

 

LO SCIOPERO


L’adesione è stata molto alta (circa l’80%) nonostante il boicottaggio da parte delle altre organizzazioni sindacali e le  pressioni subite da diverse lavoratrici da parte di alcuni pedagogisti, fino ad arrivare alle minacce da parte di un consigliere di Qre.
Lo sciopero convocato contro la inutile follia della “sperimentazione” tanto cara all’assessore Virgilio, ha assunto il carattere più complessivo di difesa e di rilancio del nido comunale a gestione diretta che questa giunta, sta mettendo in seria discussione attraverso un sistema di concorrenza verso il basso con i nidi  privati e/o gestiti dalle cooperative ecc...

 

LA MANIFESTAZIONE


La decisione di trasformare il  presidio programmato sotto Palazzo  d’Accursio in una manifestazione fino sotto casa di Prodi ci ha permesso di  dare una grande visibilità ai motivi della protesta e allo stesso tempo di rappresentare simbolicamente il fatto che i nidi del Comune di Bologna e il progetto pedagogico devono tornare ad essere il fiore all’occhiello dei servizi cittadini ed un modello di riferimento per tutto il Paese.
In questo senso la politica di taglio delle risorse economiche e di ridimensionamento della qualità del servizio portata avanti dall’amministrazione comunale è una vera e propria follia.
Follia di cui fra l’altro si conoscono solo le intenzioni generiche in quanto l’assessore, ad oggi,  non è nemmeno riuscita a quantificare il “risparmio ottenuto” con la sperimentazione.

 

LA PRESENZA IN CONSIGLIO COMUNALE


La decisione infine di “trasferire” il presidio dalla piazza all’interno del consiglio comunale dove l’assessore avrebbe dovuto rispondere ad una domanda d’attualità fatta da un consigliere della Margherita proprio sulla sperimentazione, ci ha permesso di interloquire con i consiglieri comunali, diversi dei quali ci hanno espresso solidarietà ed adesione alle motivazioni dello sciopero ed ha obbligato la giunta, tramite l’assessore Mancuso,  ad ascoltare direttamente la voce di chi nei nidi ci lavora da anni!
Il fatto che l’assessore Virgilio non si sia presentata in consiglio comunale per rispondere alla domanda sulla sperimentazione o come riportano alcune cronache giornalistiche sia “scappata via” prima che arrivassero le lavoratrici, si commenta da sé!

 

LA RIAPERTURA DEL CONFRONTO


Come abbiamo dichiarato pubblicamente durante l’incontro con l’assessore Mancuso, accogliamo  positivamente la decisione di riaprire il confronto ma l’amministrazione deve abbandonare la sperimentazione ed ogni ipotesi di “fare cassa” con i nidi.
Ogni eventuale ipotesi di accordo non può avvenire quando i lavoratori sono in ferie e i bambini a casa e deve essere sottoposta al giudizio delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
In questo senso, a fronte di un possibile accordo che soppianti o superi la sperimentazione, abbiamo già dichiarato che come RdB faremo un referendum (istituto previsto dal contratto) fra i lavoratori della categoria con carattere vincolante.
Al confronto, che su richiesta di cgil, cisl e uil, si terrà su tavoli separati (da una parte RdB dall’altra gli altri sindacati), parteciperanno anche lavoratrici che hanno condiviso il percorso di lotta portato avanti fin qui.
Cercheremo come sempre di dare la massima informazione sull’andamento della discussione nei tempi più brevi possibili.
In questo senso, per facilitare il lavoro d’informazione, invitiamo quei nidi che ancor non hanno indicato un proprio referente a comunicarcelo il prima possibile.

 

GLI ALTRI SINDACATI

Per quanto riguarda le altre organizzazioni sindacali siamo di fronte ad un vero e proprio teatrino messo in campo da chi soffre della “sindrome del governo amico”.
Una vera e propria malattia che impedisce in sede nazionale quanto in sede locale un’opposizione vera e quindi il ricorso allo sciopero per contrastare le politiche portate avanti appunto da un governo considerato amico.
Hanno difeso e mantenuto la firma dell’accordo del luglio 2005 fino a quando non era più possibile fare altrimenti.
Hanno ritirato la firma solo dopo la nostra dichiarazione di sciopero!
Hanno prima rifiutato il nostro appello a scioperare unitariamente, al di là delle differenze di posizione (basti pensare che la cisl difende i processi di privatizzazione e di finanziamento ai privati) poi hanno fatto di tutto perché lo sciopero di venerdì non riuscisse dichiarando a destra e a manca che era “inutile”.
Hanno chiesto tavoli di trattativa separati ed il giorno prima dello sciopero la cgil ha dichiarato che il merito della riapertura del confronto era suo (sich!) e che serviva una conferenza di programma “per modernizzare il modello dei nidi vecchio di trenta anni”
Noi crediamo invece che oggi più che mai sia necessario difendere quel modello pedagogico che per decenni ci ha fatto eccellere in tutto il Paese e non solo.
Crediamo che dietro l’idea di modernizzare i nidi fino ad oggi si siano nascosti tentativi di ridimensionamento ed in qualche caso di smantellamento degli stessi.
Si tratta forse di modernità sostituire i nidi con gli assegni famigliari, con i cosiddetti servizi integrativi che assomigliano molto al badandato di vecchia memoria, con il finanziamento ai nidi privati, con la gestione al risparmio delle cooperative, o infine con i nonni?

 

L’ASSESSORE VIRGILIO


Dopo lo sciopero di venerdì scorso  è ormai sotto gli occhi di tutti che esiste un problema serio di gestione dei rapporti fra l’assessore e le lavoratrici e fra l’assessore e le organizzazioni sindacali che se non risolto rischia di rendere impossibile qualsiasi dialogo proficuo con l’amministrazione comunale.
Abbiamo denunciato questa grave situazione durante l’incontro con Mancuso e abbiamo chiesto che della questione  si  faccia carico l’intera giunta.
Come è possibile discutere nel merito delle questioni con chi non ascolta, non si presenta, non ha mai presentato uno straccio di programma sui servizi educativi e scolastici, privilegia la propaganda attraverso i quotidiani e prescinde dalla volontà di chi i servizi li gestisce quotidianamente ?
C’è da interrogarsi su come sia possibile che chi si rappresenta pubblicamente come difensore dei servizi pubblici, nel concreto abbia aumentato i finanziamenti alle scuole private, tagliato risorse ai nidi pubblici e portato avanti complessivamente una politica disastrosa per i servizi scolastici ed educativi della nostra città.
Questa vera e propria mistificazione,  è possibile grazie anche alle conseguenze della “sindrome da governo amico” di cui abbiamo detto prima.
Infatti con la giunta Guazzaloca molti di coloro che oggi continuano a difendere l’operato dell’assessore, erano disponibili a scendere in piazza e a “chiedere la testa” dell’assessore all’istruzione per molto meno.
Da sottolineare che la sera dello sciopero l’assessore, dopo avere dato i numeri sull’adesione allo sciopero  in un maldestro tentativo di ridimensionarne la portata, ha inviato una lunga lettera ai quotidiani con la quale continua a difendere la sperimentazione con le solite trite e ritrite argomentazioni (per chi non tiene al proprio fegato ed intende leggerla integralmente, ce ne può fare richiesta e la spediremo).

 

 

Non c’è che dire: un bell’inizio per la riapertura del confronto!!!!
Giù le mani dai nidi!!!
La mobilitazione continua!!

 



LA MOBILITAZIONE NON SI FERMA!!

Andremo al confronto con l’amministrazione con la consapevolezza che la mobilitazione si può fermare solo quando sarà ottenuto il risultato del ritiro delle regole che stanno alla base della sperimentazione e per questo stiamo ragionando sulle modalità con cui proseguire la mobilitazione.Ogni suggerimento è ben accetto!

 


16 giugno 2007 - La Repubblica

Corteo sotto casa del premier. Duro attacco all´assessore Virgilio. Le Rdb: "Serve una supplente, si deve dimettere"
Le maestre dei nidi s´appellano a Prodi

Bologna - Da Palazzo d´Accursio fin sotto casa di Romano Prodi e ritorno. In tempo per un blitz in consiglio comunale. Adesioni allo sciopero all´80% secondo le Rdb, solo al 40% secondo il Comune. Insegnanti, "dade", e genitori, un centinaio in tutto, in corteo per protestare contro la sostituzione delle supplenze negli asili nido. E una dura polemica contro l´assessore Virgilio con l´invito delle Rdb all´assessore alle dimissioni. (segue articolo)

La protesta delle Rdb davanti a casa Prodi. Poi in Comune l´incontro con Mancuso
Nidi, maestre contro la Virgilio "Non ci ha ricevute, si dimetta"
Anche la Margherita accusa l´assessore "Tra dieci giorni saranno pronti i dati sui test negli asili della città"
di SILVIA BIGNAMI

Bologna - Il mondo dei nidi in marcia. Da Palazzo D´Accursio fin sotto casa di Romano Prodi e ritorno. In tempo per un blitz in consiglio comunale. Adesioni all´80% secondo le Rdb, solo al 40% secondo il Comune. Insegnanti, «dade», e genitori, un centinaio in tutto, in sciopero per protestare contro la sostituzione delle supplenze negli asili nido. Ma in consiglio l´assessore non c´è. L´ennesimo «schiaffo» alle Rdb, che vengono ricevute dall´assessore agli Affari Istituzionali Libero Mancuso e da Valerio Montalto, responsabile delle relazioni sindacali per il Comune. Mentre in consiglio scoppia la bagarre, con la Margherita che accusa la Virgilio di «scarso senso istituzionale» per aver disertato la seduta, e le «dade» che ne chiedono in coro le dimissioni.
«L´assessore non ha un rapporto corretto con le controparti» scandisce netto Massimo Betti, del sindacato, a Mancuso: «Tutta la giunta deve farsi carico di questo problema». L´assessore media - «Le vostre ragioni saranno rappresentate con la massima attenzione alla giunta» - ma lo «sgarbo» brucia. Ci prova Montalto: «La sperimentazione termina tra 10 giorni. Lunedì la discussione si riapre con la convocazione di due tavoli separati. Uno per i sindacati confederali, che non hanno scioperato, e uno per le Rdb». E sull´assenza dell´assessore specifica: «I sindacati di base non avevano chiesto un incontro».
Tavoli sindacali di nuovo aperti da lunedì dunque. Ma a certe condizioni, aggiungono le Rdb: «Qualunque nuovo accordo sarà sottoposto a un referendum tra le lavoratrici». Ora però anche la politica alza la voce e in consiglio comunale piovono attacchi sia dalla Cdl, che dalla maggioranza. Il capogruppo Dl Giovanni Mazzanti, che aveva chiesto con una interpellanza di «disporre finalmente dei dati sull´analisi quantitativa e qualitativa della sperimentazione» accusa l´assessore di «mancanza istituzionale» per la sua assenza, e per non avere fatto abbastanza «per evitare questo sciopero». Nella sua replica scritta, letta dal presidente del consiglio comunale Gianni Sofri, la Virgilio suggerisce di fissare una udienza conoscitiva, e promette una «risposta scritta» sulla sperimentazione entro poche ore.
Dal documento, che arriva solo nel tardo pomeriggio, mancano però proprio quei «dati» sul risparmio economico che Mazzanti aveva chiesto, e che dovrebbe aggirarsi intorno ai 400mila euro: «Per quelli, bisogna pazientare ancora 10 giorni, che finisca la sperimentazione il 30 giugno». Sconcertato il Verde Roberto Panzacchi, che aveva già fissato una udienza conoscitiva in commissione scuola per il 29: «Possibile che l´assessore non sappia nulla fino al 1º luglio? Chiediamo questi dati da un anno». Duro Roberto Sconciaforni, Prc, l´unico a partecipare al corteo delle Rdb: «A noi non interessa il rendiconto economico, perché non si risparmia sui servizi. Ma qui siamo al caos. La giunta deve archiviare questa sperimentazione».

Signa, incendio alla Rindi: allarme nube tossica, filtri speciali a San Colombano
Brucia la fabbrica di colla a rischio le acque dell´Arno
di MICHELE BOCCI

Firenze - Ieri mattina alle 6 e mezzo un incendio ha distrutto il capannone di Signa delle industrie chimiche Rindi, che producono vernici ed adesivi per calzature. Le sostanze tossiche e le strutture bruciate hanno fatto alzare un fumo nero, i pompieri hanno allontanato tutti coloro che si trovavano nella zona. E nel pomeriggio l´Arpat ha chiesto ai responsabili dell´impianto di depurazione di San Colombano di avviare un´operazione speciale di filtro dell´acqua per ripulire quella usata ieri dai vigili del fuoco per spegnere l´incendio, considerata a rischio contaminazione.
I tecnici dei pompieri devono ancora chiarire se le cause sono dolose oppure accidentali. Il fuoco è partito ieri mattina prima che gli operai entrassero al lavoro nel capannone. Visto che le sostanze utilizzate dall´industria sono tossiche è arrivata anche un´unità Nbcr (specializzata per il rischio nucleare-biologico-chimico-radiologico). «L´incendio - hanno detto i pompieri - ha provocato una grande nube scura. Per fortuna siamo lontani dal centro abitato». Già dalla mattina sono intervenuti anche i tecnici dell´Arpat. «Sono stati interessati circa 2 mila metri quadri dei 5 mila complessivi dell´insediamento - spiegano dall´agenzia - C´erano materie prime tra cui policlorobutadiene, la cui combustione sprigiona cloro, acido cloridrico, monossido e biossido di carbonio, e alcuni solventi tra i quali forse acetone, esano e cicloesano, che producono ossidi di carbonio. I fumi sono irritanti». La preoccupazione principale sono le acque finite nella fognatura. Per evitare che arrivino nell´Arno e nel Bisenzio contaminate è stato chiesto al Comune di predisporre il depuratore di San Colombano, che serve 400 mila persone, a ripulirle. «Poi andrà risolto il problema dei rifiuti solidi prodotti dall´incendio - dicono dall´Arpat - Anche quelli dovranno avere un trattamento speciale». I vigili del fuoco hanno affrontato un´altra grande emergenza ed ancora una volta, commentano i sindacati, si sono sentite le carenze di organico del corpo. «Un´altra notte di lacrime e sangue, brucia un azienda di collante e non ci sono risorse sul territorio - dicono dalla Rdb - Il comando di Firenze è sull´orlo del collasso. Il dispositivo è andato in crash, e sono dovute intervenire squadre da Prato e Pistoia ma è oramai cosa normale. Con questi chiari di luna la tragedia è solo rimandata, ci rimetterà il cittadino o il lavoratore?».


16 giugno 2007 - Il Resto del Carlino

Nidi, le maestre. Blitz durante lo sciopero di ieri
di FEDERICA GIERI

Bologna - L’ASSENZA dell’assessore alla scuola Milli Virgilio in consiglio comunale, nel giorno dello sciopero dei nidi, indetto dalle Rdb contro il meccanismo di nomina dei supplenti, scuote la maggioranza. La Quercia tace imbarazzata (Virgilio è indipendente ds). Margherita, Rifondazione e Verdi la ‘schiaffeggiano’. Mentre le Rdb, premiate da un 80% di adesioni e dalla chiusura di 40 asili (che per la giunta sono invece 11 oltre a 16 funzionanti a scartamento ridotto), la sbeffeggiano: «Forse è andata a cercarsi un altro lavoro». Da assessore « è incapace a comprendere la complessità della situazione». Chiamata dal capogruppo della Margherita, Giovanni Mazzanti, a rendere conto, durante il question time, degli effetti del nuovo sistema (che per la Marri del gruppo LtB è fallimentare), Virgilio diserta l’aula. E quando sente i coretti delle dade e delle educatrici piombate a Palazzo, dopo il sit-in sotto il Nettuno e il corteo fino a piazza Santo Stefano, guadagna l’ascensore. E se ne va.
IL MOTIVO della scelta di non presentarsi è letto dal presidente del consiglio comunale, Gianni Sofri, al quale Virgilio manda una comunicazione che spiega come la complessità del tema autorizzi solo risposta scritta e che invita la Margherita a chiedere una commissione ad hoc alla quale porterà i dati richiesti. L’ennesima. L’ultima in cui Virgilio, ancorché sollecitata, non ha prodotto alcun documento, si è svolta poche settimane fa. Mazzanti non ci sta. Accoglie con «disappunto» la risposta e bolla l’assenza come un «segno di mancanza istituzionale. Rappresenta un’occasione sprecata. Rendere conto, anche a fronte di scelte non condivise, è sempre meglio che non essere presenti».
Una stilettata che fa il paio con le frasi «è una vergogna» del bertinottiano Sconciaforni e «sono sconcertato» del verde Panzacchi. Il contrattacco di Virgilio è immediato: «Non accetto simili accuse. Vorrei ci attenessimo alla verità». Quindi affida la propria difesa a una nota chilometrica in cui ribadisce: «Vogliamo ridurre gli sprechi e non la qualità». E, addirittura, anticipa alcune delle informazioni cercate da Mazzanti.
A DARE il via alle danze erano state, però, dade ed educatrici che, prime di incontrare l’assessore agli affari istituzionali, Libero Mancuso e Valerio Montalto, responsabile delle relazioni sindacali, avevano bloccanto il consiglio a suon di coretti. Montalto ha poi annunciato la disponibilità a incontrare le Rdb da lunedì.


16 giugno 2007 - Il Bologna

Asili nido. Il corteo entra in Comune. Virgilio: ridurre gli sprechi e puntare sulla qualità
Blitz di mamme e maestre, l'assessore chiede tempo
Problema supplenze, la referente per la scuola si difende e chiede di pazientare10 giorni
di Giulia Dalmonte

Bologna - Nessuno pensa ai bimbi, nè tantomeno alle maestre dei nidi come a «numeri impersonali». Ma il Comune deve fare i conti pure con quanto dispone la legge regionale, che impone un rapporto di un'educatrice in organico ogni sette posti riservati ai bambini. E, anche se sotto le Due Torri ci si può «giustamente vantare» di aver abbassato il rapporto a una maestra per sei bimbi, bisogna comunque tentare di «ottimizzare l'organizzazione dei nidi» nell'ottica di «ridurre gli sprechi salvaguardando la qualità». Nel giorno dello sciopero delle Rdb, culminato ieri con il blitz sindacale in Comune, in una lunga e dettagliata nota, Milli Virgilio l'assessore alla Scuola - finita nel mirino dei sindacati, ma pure di tutta la maggioranza, accetto i Ds - si difende dagli attacchi frontali e chiede di pazientare ancora dieci giorni, quando, garantisce, saranno pronti i rendiconti sulla sperimentazione degli orari per le supplenze negli asili. Nonostante il rapporto fissato dalla Regione, «l'organizzazione del servizio, dei turni, delle supplenze rispetta solo tendenzialmente quella proporzione, che concretamente viene applicata solo nei momenti più impegnativi, come il pasto», precisa Virgilio. Inoltre, le assenze non vengono coperte in ogni caso: le supplenti scattano per le assenze per malattia, ma non per quelle per ferie. E la sperimentazione «ribalta la logica di sostituire automaticamente l'educatrice assente con una supplente esterna senza alcuna verifica dei bambini frequentanti, e assume il criterio sostanziale di ottimizzare l'organizzazione dei nidi, basandola sul rapporto numerico bambini-educatrici e non sulle diverse tipologie di assenze, nel pieno rispetto e garanzia della qualità del servizio stesso». Del resto «non è di oggi l'idea di riorganizzare meglio il servizio, verificando il numero di bambini effettivamente presenti, per ridurre gli sprechi, ma salvaguardando la qualità». Virgilio chiude mettendo in fila le principali modifiche al progetto, varate per quest'ultimo mese di sperimentazione. Tra le correzioni più significative all'impianto iniziale: il termine di applicazione del modello, «spostato dall'1 al 15 novembre »; l'abbassamento «da 20 a 12 giorni della durata dell'assenza con cui scatta la sostituzione nominale». È stato poi «riformulato il concetto del primo giorno di assenza, precisando che l'assenza comunicata per il giorno stesso o per il giorno successivo è di norma sostituita». Infine, «è stato introdotto l'ulteriore precisazione che se serve una supplente a tempo pieno non si possa dare una sostituzione a part time».

Le chiavi

1 Una proposta sul piatto - Abbassamento da 20 a 12 giorni della durata dell'assenza con cui scatta la sostituzione nominale.
2 RdB chiede le dimissioni - Una <politica disastrosa>. Sia per la scuola sia sui nidi. Dunque, che l'assessore Virgilio lasci la poltrona. Lo dice RdB.


16 giugno 2007 - Corriere di Bologna

LA PROTESTA IN COMUNE
Mamme, dade, colleghi: Virgilio assediata sui nidi

Bologna - Ieri lo sciopero delle insegnanti dei nidi. La protesta delle «dade» e delle mamme è arrivata in consiglio comunale alla ricerca dell'assessore Virgilio, assente dall'aula. Duro l'attacco della Margherita: «Mancanza istituzionale». Le Rdb chiedono le dimissioni dell'assessore. Undici gli asili comunali chiusi.»(segue articolo)

Dade infuriate in piazza La Virgilio sotto accusa
Assessore assente in consiglio. I Dl: mancanza istituzionale
di Francesco Rosano

Bologna - Da una parte lo sciopero delle «dade» dei nidi indetto dalle Rappresentanze sindacali di base, che si trasforma in corteo e blitz in consiglio comunale. Dall'altro lo scontro politico a Palazzo d'Accursio, con la Margherita che accusa l'assessore Virgilio di «mancanza istituzionale» per la sua assenza in aula. E l'assessore che replica secca: «Non accetto certe accuse». È il venerdì caldo dei nidi bolognesi, andato in scena ieri tra i disagi dei genitori.
La giornata inizia con il corteo Rdb. Quasi cento persone, tra mamme e insegnanti, sfilano da Palazzo d'Accursio a piazza Santo Stefano. E ritorno. Protestano contro la sperimentazione per la sostituzione delle insegnanti assenti negli asili nido, scandendo slogan contro l'assessore alla Scuola Milli Virgilio: «Oh Virgilio, aprici la porta», «Basta risparmiare sulla pelle dei bambini».
Poi il blitz, che interrompe per alcuni minuti il consiglio comunale alla ricerca dell'assessore. Che però non si presenta in aula. E ad ascoltare gli sfoghi delle insegnanti delle Rdb arrivano il responsabile delle relazioni sindacali del Comune, Valerio Montalto e l'assessore Libero Mancuso. Che prova a placare gli animi: «Vi assicuro che le vostre ragioni saranno rappresentate con la massima attenzione alla giunta». Mentre Montalto ammette «i limiti» dell'attuale modello, ma chiede pazienza in attesa della naturale conclusione della sperimentazione (il 30 giugno) e della ripresa a giorni del confronto con i sindacati «alla luce di una valutazione definitiva ».
Ma ad attendere ieri risposte concrete sulla sperimentazione nei nidi c'era anche il capogruppo della Margherita, Giovanni Mazzanti. Che in aula non trova però l'assessore Virgilio, ma una risposta scritta che rimanda a una seduta in commissione la comunicazione dei risultati sulla sperimentazione. Un ennesimo rinvio che fa infuriare Mazzanti: «Non venire in aula — accusa — è segno di mancanza istituzionale, bisogna rendere conto delle scelte, anche sbagliate, che si fanno ». C'è aria di richiesta di dimissioni, ma Mazzanti smentisce. Eppure, aggiunge, «lo sciopero poteva e doveva essere evitato. E su questo bisogna interrogarsi».
L'assessore Virgilio, su cui piovono le critiche bipartisan di Verdi, Prc, Forza Italia e La tua Bologna, affida la sua replica a un lungo comunicato, in cui difende la «sua» sperimentazione e chiede di pazientare ancora dieci giorni, quando sarà pronto il bilancio definitivo. E si dice «stupefatta» dagli attacchi della Margherita: «Non accetto accuse di mancanza di senso istituzionale, avevo telefonato a Mazzanti per avvertirlo della mia assenza». Ma le parole dell'assessore non convincono il numero uno delle Rdb Massimo Betti, che chiede a gran voce le dimissioni di Virgilio di fronte alla «politica disastrosa portata avanti tanto sui nidi che sulla scuola». E sull'esito dello sciopero dei nidi, come se si trattasse di una manifestazione di piazza, è guerra di numeri. Per le Rdb il successo è palese: 80% di adesioni. Per il Comune la cifra è dimezzata, con 16 dei 54 nidi totalmente chiusi e altri 16 con chiusure parziali.


15 giugno 2007 - Dire

NIDI BOLOGNA. 100 MAESTRE IN MARCIA, DAL COMUNE A CASA PRODI
ADESIONI ALL'80% PER SCIOPERO DELLE RDB E CORI "VIRGILIO VATTENE"

(DIRE) Bologna, 15 giu. - Maestre in marcia verso casa Prodi. Lo sciopero organizzato questa mattina dalle Rdb, per protestare contro la sperimentazione per la sostituzione delle supplenze negli asili nido varata dal Comune di Bologna, si trasforma in fretta in un corteo di almeno un centinaio, tra insegnanti e mamme, che si snoda da Palazzo d'Accursio verso piazza Santo Stefano, proprio a due passi dall'abitazione del premier Romano Prodi. Per i sindacati di base lo sciopero e' stato un successo: "Sulla base delle dichiarazioni avevamo calcolato un'adesione attorno al 70%- spiega, col megafono in mano, Massimo Betti, responsabile delle Rdb- invece siamo vicini all'85% almeno 40 nidi sono completamente chiusi". Secondo il sindacato, infatti, sono rimaste a braccia incrociate tutte le maestre degli istituti nei quartieri San Vitale, Mazzini, Borgo e Reno. Dopo aver portato la protesta a pochi metri dalla casa del presidente del Consiglio, mamme e insegnanti in rivolta hanno fatto retromarcia in direzione del municipio. "Oh Virgilio aprici la partita", scandiscono in coro chiedendo all'assessore alla Scuola di riceverle, perche' "non ci basta che l'amministrazione voglia riaprire il tavolo delle trattative", come annunciato ieri da Valerio Montalto, responsabile delle relazioni sindacali a Palazzo D'accursio. Qualche maestra, invece, si spinge oltre: "Virgilio vattene, ormai sei indifendibile". Per le Rdb, dunque, e' uno sciopero riuscito, anche se denunciano "le pressioni dei sindacati confederali" per non scendere in piazza questa mattina. Del resto, il Comune ha annunciato di voler riconvocare le parti ma su tavoli separati (le Rdb avevano da subito rifiutato la sperimentazione per gli orari delle supplenze, mentre Cgil, Cisl e Uil l'hanno ripudiata solo dopo averne valutato gli effetti). Ma c'e' di piu'. Alcune maestre dei nidi al San Vitale- che preferiscono restare coperte dall'anonimato- denunciano le minacce subite da alcuni consiglieri di maggioranza nel consiglio del Quartiere. "Ci hanno detto di non parlare perche' altrimenti- fanno sapere le insegnanti- sarebbero partiti i provvedimenti disciplinari". Intanto contro l'assessore Virgilio prende posizione Rifondazione comunista, dopo l'inversione di rotta chiesta ieri dalla Margherita. "Anche alla luce del successo dello sciopero Virgilio deve fare una cosa sola- ammonisce il capogruppo in Comune Roberto Sconciaforni- se non la fara' sara' evidente la volonta' dell'amministrazione di aprire la porta ai privati ma su questo faremo le barricate". E, nella difesa a tutto campo dei nidi pubblici, Sconciaforni ci tiene a ricordare all'assessore che "i bolognesi hanno pagato questo servizio anche attraverso l'aumento dell'addizionale Irpef varato con l'ultimo Bilancio".

NIDI BOLOGNA. VIRGILIO DISERTA L'AULA, DL ATTACCANO ANCORA
MAZZANTI: LO SCIOPERO DI OGGI SI POTEVA FACILMENTE EVITARE

(DIRE) Bologna, 15 giu - Continua il fuoco di fila della Margherita contro l'assessore alla Scuola sulla questione nidi. Il capogruppo dei Dl a Palazzo D'Accursio, Giovanni Mazzanti, oggi in Consiglio comunale ha criticato duramente Milly Virgilio: mancano ancora i dati sulla sperimentazione negli asili, e' l'accusa, e l'assessore non si e' presentata al question time di oggi. "Non venire in aula oggi- attacca Mazzanti- e' segno di mancanza istituzionale e rappresenta un'occasione sprecata, perche' rendere conto, anche di fronte a scelte non condivise, e' sempre meglio che non essere presente". La situazione dei nidi tiene insomma banco a Palazzo D'Accursio. La seduta del Consiglio, tra l'altro, e' stata interrotta, pochi secondi dopo l'inizio, dalla protesta delle maestre di nidi, oggi in sciopero, guidate dalle Rdb. Una volta ripresi i lavori, la parola va a Mazzanti. Che fra le critiche all'assessore inserisce anche un commento alla contestazione odierna. "Si tratta di uno sciopero annunciato- afferma Mazzanti- che poteva e doveva essere evitato, proprio perche' la richiesta era chiara". Ovvero, quella di "un incontro" che la stessa Virgilio "si e' detta disposta a concedere. Da tempo- punta il dito l'esponente Dl- erano evidenti gli elementi che avrebbero permesso la non realizzazione dello sciopero". Insomma, "il disservizio di una giornata per gli utenti si poteva evitare", attacca Mazzanti, e su questo "bisogna interrogarsi". Ora, dice Virgilio "giunti ormai a fine anno la scelta e' stata di non accogliere la richiesta di azzerare tutto il lavoro svolto ed invece di apportare modifiche significative". Il modello e' stato dunque "sostituito con uno nuovo, modificato sulla base delle proposte formulate dai vari interlocutori, e applicato dal 28 maggio 2007 al 30 giugno". Soprattutto, "e' stata prontamente accolta la richiesta dei pedagogisti di costituire un gruppo tecnico apposito di verifica". Insomma, per avere sul tavolo le cifre delle sperimentazioni, "e' solo questione di giorni- di questo si sta disputando, scioperando, dichiarando, diramando- e solo cosi' alla fine del mese di giugno (mancano dieci giorni lavorativi) saremo in grado di comparare le esperienze dei vari quartieri e dei vari nidi, svolte allo stesso modo e con gli stessi criteri, portando a compiutezza una esperienza gestionale, appunto, sperimentale". Inoltre, "poiche' una delle modifiche e' stata quella di spostare da fine ottobre al 15 novembre la data fino alla quale ogni assenza viene comunque sostituita con personale esterno, abbiamo cosi' tutto il tempo per valutare e discutere", afferma Virgilio. Intanto, "nei prossimi giorni- fa notare- riprendera' il dialogo con le organizzazioni sindacali disponibili, cui rinnoviamo la consueta apertura a confrontarci, purche' sul merito delle questioni, anche allargando questo tema specifico a quello piu' ampio dei servizi educativi, comprensivo del nido tradizionale, ma anche dei suoi dintorni, e delle altre forme di sostegno alla maternita' e paternita' nella nostra citta'"...

NIDI BOLOGNA. LTB: VIRGILIO NON ACCETTA FALLIMENTO SUPPLENTI
E FI BOCCIA LO SCIOPERO DELLE RDB: NON ERA IL PERIODO GIUSTO

(DIRE) Bologna, 15 giu. - La sperimentazione per la sostituzione delle supplenze negli asili "e' stata un fallimento sotto tutti i punti di vista e riconosciuto da tutti tranne che dall'assessore Virgilio che si ostina a prorogarla". Nel giorno dello sciopero dei nidi indetto dalle Rdb, anche La Tua Bologna va all'attacco dell'assessore Milly Virgilio accusandola di continuare a "resistere" su una posizione che "va in direzione opposta alle esigenze di qualificazione di un servizio importante e delicato". E' Maria Cristina Marri (che oltre ad essere consigliere comunale Ltb e' segretario provinciale Udc) a segnalare a Virgilio che "le nuove esigenze familiari richiedono un'approfondita riflessione che metta in rete tutte le sinergie possibili e al bando ogni preconcetta impostazione culturale tesa a svilire e non riconoscere anche il servizio pubblico svolto dai privati". E comunque, insiste Marri in una nota, "le famiglie chiedono scelta, qualita' e diversificazione del servizio, non sperimentazioni dannose in cui l'ipotetico risparmio e' una goccia d'acqua nel mare degli sperperi". Sulla questione nidi, a margine del Consiglio comunale, interviene anche Valentina Castaldini (Fi), che si incarica di mettere in scadenza una seduta di commissione sugli asili. E poi dice: "Io non credo che gli uffici comunali in due anni non siano in grado di indicare il risparmio che si e' avuto con la sperimentazione", anche se questa tutto sommato "risponde alla giusta esigenza di sfruttare meglio le risorse interne agli asili". Con quei soldi, propone l'azzurra, si potrebbero finanziare "progetto educativi in citta': nel cassetto dell'assessore- ricorda Castaldini- c'e' ancora il progetto 'Tata Bologna'". La consigliera di Fi boccia poi  la protesta in aula delle Rdb. "Con lo sciopero si rischia di strumentalizzare i bambini- afferma- prima di arrivarci bisogna pensarci 100 volte", anche perche' i nidi sono "il punto piu' delicato per un Comune" e il periodo estivo non il "momento migliore per fare uno sciopero".

NIDI BOLOGNA. BLITZ RDB IN COMUNE, SFOGO MAESTRE CON MANCUSO
BETTI: VIRGILIO E' UN PROBLEMA; MONTALTO: DA LUNEDI' TRATTATIVE

(DIRE) Bologna, 15 giu. - Dopo il corteo, il blitz in municipio. Le Rdb delle insegnanti dei nidi bolognesi, non paghe dello sciopero di stamattina (adesioni oltre l'80%, secondo i sindacati di base), trasformatosi presto in un corteo di un centinaio di persone spintosi fino a pochi metri dalla residenza bolognese del premier Romano Prodi, hanno poi fatto irruzione a Palazzo D'Accursio. L'intento era quello di "inchiodare" al tavolo della discussione l'assessore all'Istruzione Milli Virgilio, "rea" di aver varato la contestatissima sperimentazione per le supplenze negli asili. Ma l'atteso confronto non e' mai andato in scena: mentre mamme e insegnanti salivano gli scaloni del Palazzo, l'assessore montava sull'ascensore e lasciava il Comune. E' toccato cosi' al suo collega agli Affari istituzionali, Libero Mancuso, incontrare le Rdb, assieme al responsabile delle relazioni sindacali, Valerio Montalto. Massimo Betti, responsabile delle Rappresentanze sindacali di base, non ci gira attorno. "Per noi sono due i dati di partenza del confronto, l'azzeramento della sperimentazione- spiega- ma anche il principio che sui nidi l'amministrazione non puo' far cassa: se vuole risparmiare ce ne sono fin tropi di settori" comunali da tagliare. L'ennesimo faccia a faccia mancato, fa pero' riaffiorare la questione di fondo. Che si chiama Milli Virgilio: "C'e' un evidente problema di comprensione da parte dell'assessore e tutta la Giunta deve farsene carico- attacca Betti con Mancuso- dovete porvi con forza il problema di gestione dell'assessorato. Virgilio non ha un rapporto corretto con le controparti". E Betti mette in guardia l'amministrazione: "Ogni eventuale nuovo accordo sara' sottoposto ad un referendum tra le lavoratrici", prima che le Rdb firmino qualsiasi cosa. Intanto, le insegnanti protestano, stanche di sopportare tutto il peso di una sperimentazione che giudicano "fallimentare": "Dobbiamo rinunciare ai nostri progetti, alla nostra passione", gridano in faccia a Mancuso. Montalto prova a gettare acqua sul fuoco. Anche se "non condividiamo l'oggetto dello sciopero", non significa che "nella sperimentazione- ammette- non vi siano dei limiti". Per il prossimo anno, comunque, "vogliamo ragionare assieme per costruire un modello che a quel punto sara' un impianto di sostituzione, che speriamo abbia il piu' largo consenso". Il confronto con i sindacati (ma su tavoli separati tra Rdb e confederali) riprendera' "a partire da lunedi'- annuncia il responsabile delle relazioni sindacali- ed intanto avremo i dati certi per una valutazione definitiva" sulla fase sperimentale degli orari per le supplenze. Anche Mancuso dispensa garanzie: "Vi assicuro- afferma davanti a genitori ed insegnanti- che le vostre ragioni saranno rappresentate con la massima attenzione alla Giunta". Ma le parole non bastano. Dopo l'affondo in aula, il capogruppo Dl, Giovanni Mazzanti, insiste a puntare il dito contro Virgilio: "Nascondersi e' sbagliato- l'ennesimo rimprovero a Virgilio- e' una miopia. Anche oggi si e' persa un'occasione". Del resto la presa di posizione della Margherita rafforza la linea dura dell'Altra Sinistra. E a questo punto sono rimasti soltanto i Ds a difendere la "loro" assessora. Il verde Roberto Panzacchi, che presiede la commissione Scuola, e' stanco di aspettare: "Continuo a rimandare la commissione, ormai e' un ritardo impressionante, a questo punto mi viene il sospetto che nemmeno il risparmio con la sperimentazione sia certo". Insomma, "la situazione sta diventando impossibile", ribadisce Panzacchi. Che pero' non arriva a chiedere le dimissioni di Virgilio, anche se fa notare che ormai il fronte dei musi lunghi "raccoglie Verdi, Rifondazione, Cantiere e Margherita". Come a dire che, Ds a parte, contro l'assessora si stanno schierando tutti i partiti della coalizione. In mattinata, invece, minacciava "barricate" il capogruppo Prc, Roberto Sconciaforni, in fila nel corteo delle Rdb. "Virgilio- scandiva- deve fare una cosa sola: ritirare la sperimentazione".

NIDI BOLOGNA. VIRGILIO: PAZIENTATE,TRA 10 GIORNI DATI PRONTI
ASSESSORE INVITA SINDACATI A RIPRESA CONFRONTO PER IL NUOVO ANNO

(DIRE) Bologna, 15 giu. - Nessuno pensa ai bimbi, ne' tantomeno alle maestre dei nidi come a "numeri impersonali". Ma il Comune di Bologna deve fare i conti pure con quanto dispone la legge regionale, che impone un rapporto di un'educatrice in organico ogni sette posti riservati ai bambini. E, anche se sotto le Due Torri ci si puo' "giustamente vantare" di aver abbassato il rapporto a una maestra per sei bimbi, bisogna comunque tentare di "ottimizzare l'organizzazione dei nidi" nell'ottica di "ridurre gli sprechi salvaguardando la qualita'". Nel giorno dello sciopero delle Rdb, culminato con il blitz sindacale in Comune, in una lunga e dettagliata nota, Milli Virgilio l'assessore alla Scuola- finita nel mirino dei sindacati, ma pure di tutta la maggioranza, accetto i Ds- si difende dagli attacchi frontali e chiede di pazientare ancora dieci giorni, quando, garantisce, saranno pronti i rendiconti sulla sperimentazione degli orari per le supplenze negli asili. Nonostante il rapporto fissato dalla Regione, "l'organizzazione del servizio, dei turni, delle supplenze rispetta solo tendenzialmente quella proporzione, che concretamente viene applicata solo nei momenti piu' impegnativi", come il pasto", precisa Virgilio. Inoltre, le assenze non vengono coperte in ogni caso: le supplenti scattano per le assenze per malattia, ma non per quelle per ferie. E la sperimentazione "ribalta la logica di sostituire automaticamente l'educatrice assente con una supplente esterna senza alcuna verifica dei bambini frequentanti, e assume il criterio sostanziale di ottimizzare l'organizzazione dei nidi, basandola sul rapporto numerico bambini-educatrici e non sulle diverse tipologie di assenze, nel pieno rispetto e garanzia della qualita' del servizio stesso". Del resto "non e' di oggi l'idea di riorganizzare meglio il servizio, verificando il numero di bambini effettivamente presenti, per ridurre gli sprechi, ma salvaguardando la qualita'". Virgilio ricostruisce e puntualizza la cronistoria della sperimentazione, avviata "sulla base di un ampio accordo- ricorda l'assessore alla Scuola- sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, escluse le Rdb". La sperimentazione "ha coinvolto nel 2005-2006 i quartieri Porto e San Donato" e la verifica di fine anno fece emergere alcuni aspetti problematici che sono stati positivamente gestiti". Quindi il Comune scelse "ragionevolmente" di andare avanti, estendendo agli altri Quartieri l'impianto, ma "rivedendo il modello per superare le difficolta' emerse e segnalate". Cosi', durante l'anno 2006-2007 "il costante monitoraggio del gruppo tecnico (tra cui vari pedagogisti) ha portato alla revisione e a numerose modifiche del modello iniziale". E sono partite le correzioni alla sperimentazione: "Sono state accolte quelle che miravano a ridurre il coinvolgimento auto-organizzativo delle educatrici e soprattutto a restringere- spiega ancora Virgilio- la possibilita' di diverse interpretazioni del testo, contribuendo con la chiarezza a evidenziare gli spazi di necessaria flessibilita', ma anche al contempo eliminando le controproducenti incertezze, che producono diverse pratiche applicative".(S

NIDI BOLOGNA. COMUNE: SU 54 ASILI CHIUSI DEL TUTTO SOLO 11
E VIRGILIO REPLICA AI DL: NON ACCETTO LE ACCUSE DI MAZZANTI

(DIRE) Bologna, 15 giu. - Non manca la guerra dei numeri sullo sciopero degli asili nido di Bologna. L'adesione e' stata dell'80% annunciano trionfanti le Rdb, ma per il Comune e' stata esattamente della meta', non oltre il 40%. Secondo Palazzo D'Accursio, poi, su 54 asili quelli del tutto chiusi sono stati solo 11, mentre in altri 16 nidi si sono registrate chiusure parziali, cioe' solo alcune sezioni non hanno funzionato. Da registrare anche il contrattacco di Milly Virgilio, assessore comunale all'Istruzione, ribatte alle accuse della Margherita con queste nette parole: "Sono letteralmente stupefatta dalle dichiarazioni del capogruppo Dl Mazzanti" che oggi ha criticato l'assessore per la sua assenza in Consiglio comunale. "Non accetto accuse di mancanza di senso istituzionale o di aver disertato l'aula; vorrei- afferma Virgilio- che ci attenessimo alla verita' delle cose e alla correttezza dei rapporti". L'assessore ricorda che, prima della seduta di Consiglio, ha telefonato a Mazzanti per informarlo che non sarebbe stata in aula, dove sarebbe arrivata invece una sua comunicazione scritta. "Mazzanti dice anche che lo sciopero si poteva evitare convocando i sindacati, ma il motivo dello sciopero non era questo, bensi' la sperimentazione sui supplenti".

NIDI BOLOGNA. RDB CHIEDONO DIMISSIONI VIRGILIO: DISASTROSA
BETTI: BISOGNA NOMINARE UN SUPPLENTE PER L'ASSESSORE

(DIRE) Bologna, 15 giu. - Una "politica disastrosa". Sia per la scuola sia, in particolare, sui nidi. Dunque, che l'assessore Milly Virgilio lasci la poltrona. La giornata campale delle maestre d'asilo, con lo sciopero, la manifestazione in piazza e la protesta in Consiglio comunale, il tutto guidato dalle Rdb (che confermano l'adesione all'80%), si conclude con la richiesta di dimissioni per l'assessore alla Scuola del Comune di Bologna. "Ci vuole una supplente per Virgilio- punta il dito Massimo Betti, numero uno bolognese delle Rappresentanze sindacali di base- e' necessaria una sostituzione nominale". Le colpe dell'assessore, secondo Betti, sono lampanti: "In questi anni ha dato vita a una politica disastrosa per la scuola e per i nidi. Ci vuole un po' di dignita'". L'ultima goccia per le Rdb e' pero' la risposta che Virgilio, nel pomeriggio, ha dato ai manifestanti. "Stiamo dando i numeri- attacca Betti- in quel comunicato non c'e' alcuna novita', ma solo bugie". Compreso, afferma il leader cittadino delle Rdb, l'accordo con i sindacati di cui parla l'assessore. "Noi non abbiamo accolto niente- afferma- le modifiche proposte da Virgilio sono solo peggiorative".