CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: UN DECENTRATO CHE LASCIA TROPPI AL PALO. LA NOSTRA DIGNITÀ VALE DI PIÙ DI UN CAFFÈ AL GIORNO.
CITTÀ METROPOLITANA DI GENOVA: UN DECENTRATO CHE LASCIA TROPPI AL PALO.
LA NOSTRA DIGNITÀ VALE DI PIÙ DI UN CAFFÈ AL GIORNO.
Il 28 luglio è stato siglata l’ipotesi di Contratto Decentrato Integrativo (CCDI), ossia l’accordo tra l’Ente e sindacati, per intenderci. USB non l’ha sottoscritta.
Secondo l’USB, a parte qualche dettaglio (anche rilevante), c’è stato un importante passo indietro rispetto al penultimo decentrato: il ritorno a due anni di permanenza nella posizione economica per poter accedere agli aventi diritto alla progressione rispetto ai tre anni del decentrato precedente.
L’Amm.ne ha fornito delle simulazioni che parla da sola:
• Dopo 6 anni, con due anni di permanenza nella posizione economica, il totale dei dipendenti (numero di teste, non di progressioni) che ha avuto una o più progressioni è pari all’81%, con un’enorme disparità: a fronte del 19% di dipendenti senza neanche una progressione, ben il 79% all’interno dei fortunati , beneficerà di ben tre progressioni. Inoltre, poiché il numero di progressioni è complessivamente maggiore, l’impatto sul fondo è maggiore di circa 40.000 euro in 6 anni, sottraendo risorse alla produttività di tutti.
• Dopo 6 anni, con tre anni di permanenza nella categoria, invece, il numero di dipendenti con progressioni sale al 90,5%, mentre il numero dei dipendenti senza progressione scende al 9,5%. Non ci sono inoltre dipendenti con tre progressioni (per l’ovvio motivo che chi ha già avuto due progressioni non fa più parte degli aventi diritto). L’impatto sul fondo è più equo: non ci sono dipendenti che prendono tre progressioni a discapito di tutti gli altri.
Il rischio è quello di lasciare molti dipendenti di nuovo fermi al palo, dopo il parziale sblocco della situazione dovuta all’applicazione del contratto precedente (con il “fermo” di tre anni duramente conquistato).
Per il resto:
• è stata introdotta una novità per l’area degli Operatori Esperti, cioè una rimodulazione dei “comportamenti organizzativi” rispetto alla “esperienza professionale maturata nel medesimo profilo”, che dovrebbe avvantaggiare i lavoratori assunti da minor tempo.
• le Elevate Qualificazioni sono state separate dal resto dei Funzionari nella “corsa” alle progressioni, in modo da non sbilanciare le progressioni dell’area verso le Elevate Qualificazioni, che in generale hanno valutazioni più elevate.
Va sempre bene riuscire a stabilizzare il fondo in salario “consolidato” attraverso le progressioni, però c’è un principio cha vale in assoluto: giova ricordare quanto vale una progressione.
Sulle progressioni dirigenti, direttori, elevate qualificazioni, e anche dipendenti perdono ore e ore di lavoro. Giornate intere a fare calcoli, ad aggiungere a quello e a togliere a quell’altro, a fare simulazioni, Per che cosa?
• Per un operatore esperto è pari a 650 euro lordi/anno = 54 euro lorde al mese (una spesa al supermercato) = 1,8 euro lordi al giorno. Un caffè al giorno.
• Per un istruttore è pari a 750 euro lordi/anno = 62 euro lorde al mese (una spesa al supermercato con bottiglia di vino) = 2 euro lordi al giorno. Sempre un caffè al giorno, forse in un bar un po’ più elegante
• Per un funzionario è pari a 1.600 euro lordi/anno = 133 euro lorde al mese (decisamente meglio) = 4 euro lordi al giorno. Oltre al caffè ci esce pure il cornetto.
In ogni caso, non bastano per le cure dentali dei figli, per pagare l’asilo (ammesso di trovarlo!), per pagarsi visite mediche o terapie, per pagare bollette sempre più care, per pagare l’università, per fare l spesa.
E nel frattempo i contratti nazionali sono sempre più al ribasso, scaricando sui lavoratori il costo di guerre e genocidi.
La nostra dignità non vale forse di più?
USB lotta per un adeguamento salariale vero e per tutti!
Usb P.I. Funzioni Locali Città Metropolitana di Genova