Comune di Genova. Servizi educativi, servizi sociali e culturali, indebolirli per privatizzarli

Genova -

Il comune di Genova continua a depotenziare i servizi pubblici: asili nido, scuole dell’infanzia, servizi sociali e culturali.

Gli organici vengono ridotti e al loro posto si inserisce personale esterno precario, sottopagato e senza tutele, creando lavoratrici e lavoratori di “serie A” e di “serie B”.

È una scelta politica chiara: indebolire il pubblico per aprire alla privatizzazione. Intanto chi lavora paga il prezzo più alto, tra carichi insostenibili, precarietà e mancanza di riconoscimento professionale. Tutto questo a discapito anche delle famiglie.

Come Unione Sindacale di Base ci opponiamo.

Se il Comune ha bisogno di queste lavoratrici e di questi lavoratori, li deve assumere stabilmente e garantire condizioni dignitose di salario, sicurezza e orario. È necessario inoltre internalizzare il personale delle cooperative, ponendo fine al sistema degli appalti e riportando questi servizi direttamente sotto la gestione pubblica, con pieni diritti e tutele per tutte e tutti.

La risposta deve essere unitaria e deve coinvolgere tutto il personale, comunale e delle cooperative. È necessario partire con uno stato di agitazione che coinvolga tutte le lavoratrici e i lavoratori.

A parità di lavoro, parità di salario, diritti e dignità.

USB Lavoro Privato Cooperative Sociali

USB P.I. Funzioni Locali