Contratto 2002-2005 Enti Locali - SI PUO' FARE DI PEGGIO?

(Volantino RdB)

Roma -

Il 16 ottobre, a quasi due anni dalla scadenza, è stato firmato il nuovo Contratto.Non è casuale che il rinnovo del nostro contratto, come peraltro tutti quelli del pubblico impiego, arrivi a così tanta distanza dalla sua scadenza: questo perché il governo non aveva le risorse per finanziare i ridicoli aumenti in discussione e anche perchè cgil,cisl,uil, per non "disturbare il manovratore", nel febbraio 2002, avevano firmato un accordo col governo e sbandierato ai quattro venti i famigerati 100 euro per tutti.Oggi assistiamo alla solita propaganda, dal ministro Mazzella fino a cgil,cisl,uil, che tentano di convicere i lavoratori che anche questo è un ottimo accordo e che nelle tasche dei dipendenti entreranno qualcosa come 106 euro mensili.

SIAMO AL SOLITO IMBROGLIO!

Basta come al solito leggere il Contratto e fare due più due per scoprire che l'aumento certo per tutti in busta sarà di soli 77 euro circa lordi medi.
Gli altri 30/40 euro, in parte finanziati dagli enti, andranno nel calderone del Fondo di produttività con cui si dovranno finanziare i progetti, le progressioni economiche, le indennità di posizione, la nuova area quadri e la nuova indennità di comparto.
Per i quasi due anni di vacanza contrattuale si arriverà intorno ai 1.000 euro lordi medi; se fossero davvero 106 euro di aumento dovremmo arrivare a (da gennaio 2002 a ottobre 2003 -> 106 x 23 mensilita) 2438 euro medi lordi.
Continuano ad imbrogliarci (grazie ai vari patti sottoscritti da cgil,cisl,uil) con le percentuali dell'inflazione: programmata, reale, percepita, sognata e chissà cos'altro. Gli alchimisti dell'economia vogliono farci credere che i prezzi aumentano intorno al 2 - 3 % l'anno; l'Istat continua a sostenere spudoratamente queste cifre, mentre altre voci autorevoli cominciano a far trapelare briciole di verità, come il "rapporto sul potere d'acquisto delle retribuzioni" commissionato dal Corriere della Sera secondo cui c'è una perdita secca del 13,3% o come l'Eurispes che quest'estate sosteneva che gli aumenti viaggiavano intorno al 30%.
Ma al di là delle lotterie statistiche, i lavoratori hanno ben presente il reale aumento del costo della vita: tra aumenti di prezzi e tariffe, nuovi balzelli, introduzione dell'euro, ecc. gli stipendi sono praticamente dimezzati e non sembra più un luogo comune sostenere che quello che ieri costava mille lire, oggi costa un euro: praticamente il doppio.
I lavoratori degli enti locali sono poi, come sempre, i più bistrattati e tartassati perchè hanno le retribuzioni più basse di tutto il pubblico impiego (ai tempi del vecchio contratto la differenza era di circa 5 milioni di vecchie lire annue); alla truffa si aggiunge la beffa, perchè gli "aumenti" dei nuovi contratti vengono calcolati in percentuale sulle retribuzioni percepite e questo provoca un ulteriore incremento della differenza tra noi e gli altri lavoratori pubblici.

MA IN CAMBIO DI QUESTO?

In cambio di questi "favolosi" aumenti, il nuovo contratto riesce, ed era davvero un compito arduo, a peggiorare le precedenti norme:
- vengono inasprite e puntualizzate le sanzioni disciplinari (indicativo il fatto che si modifica "doveri del dipendente" in "obblighi del dipendente"); ricordiamo che le contestazioni disciplinari sono per la maggior parte di carattere discrezionale e le sanzioni possono arrivare al licenziamento;
- viene istituita di fatto una "area quadri" chiamata delle alte professionalità, con cui premiare i soliti amici e su cui scaricare il lavoro sporco e le responsabilità della dirigenza;
- alla faccia della riduzione e semplificazione delle categorie, oltre all'area quadri, alle posizioni organizzative, vengono introdotte altre 4 posizioni economiche (A5, B7, C5, D6) che sarà difficile finanziare perché ricadranno sempre nel fondo;
- il passaggio della indennità integrativa speciale (IIS) nel tabellare non modificherà la base di calcolo per le future pensioni (e quindi non serve a niente) e per il calcolo del TFR (liquidazione) che a breve vorrebbero costringerci a "regalare" ai fondi pensione per metterli sul mercato azionario con gli esiti che purtroppo altri Paesi e altre categorie hanno sperimentato con fallimenti e crac finanziari enormi, citiamo solo la Enron in USA (cgil, cisl,uil ringraziano);
- si delinea sempre più chiaramente la trasformazione dei Vigili Urbani in corpo di polizia, separato dal resto del personale e che, anzi, domani potrebbe trovarsi proprio a reprimere i colleghi che protestano;
- si riduce ancor di più il potere degli RSU eletti istituendo una contrattazione territoriale per i piccoli enti sotto la tutela dei sindacati territoriali.

RdB BOCCIA QUESTO CONTRATTO

Le RdB CUB bocciano senza appello questa vergognosa proposta contrattuale avanzata da governo, associazioni degli enti e sostenuta da cgil, cisl e uil.

Ribadiamo e rivendichiamo la necessità di aumenti che facciano recuperare il potere d'acquisto perso negli ultimi 10 anni grazie ai vari patti sottoscritti da cgil, cisl, uil con i governi: se 1.000 lire «valgono» 1 euro, pretendiamo che uno stipendio di 1.700.000 lire diventi di 1.700 euro, un vero salario europeo.

Ribadiamo e rivendichiamo la necessità di ripristino di un meccanismo che adegui automaticamente gli stipendi al costo "reale" della vita.

Ribadiamo e rivendichiamo la necessità e l'importanza di un Contratto Nazionale vero che garantisca a tutti i lavoratori del comparto un uguale trattamento e che lasci, alla contrattazione integrativa, un ruolo aggiuntivo e in grado di estenderne - sia sotto il profilo economico che normativo - l'applicazione e la gestione.

Ribadiamo e rivendichiamo che il salario accessorio venga "storicizzato" con l'istituzione della 14° mensilità (ma non eravamo diventati come il privato?) e la possibilità di accedere all'anticipo della liquidazione, contro ogni obbligo ad aderire ai fondi pensione.

Ribadiamo e rivendichiamo l’esigenza di attribuire un ruolo significativo e autonomo agli eletti RSU.

Ribadiamo e rivendichiamo una radicale inversione di tendenza alle spinte pseudo-federaliste che continuano a massacrare gli enti locali sottrendo risorse necessarie per la loro sopravvivenza (la finanziaria prevede un ulteriore taglio di 1.800 milioni di euro) che richia di mettere in forse, tra breve, anche il pagamento degli stipendi ai dipendenti e l'erogazione dei servizi essenziali per i cittadini; da qui la necessità di un maggior impegno finanziario dello Stato verso gli Enti Locali affinché si proceda alla copertura delle carenze di organico, anche e soprattutto con l'assunzione dell'esercito di precari che oggi vengono utilizzati dagli enti, per un complessivo miglioramento dei servizi al cittadino, servizi che non possono in nessun modo essere considerati una merce.

Rinviamo al mittente questo contratto e avviamo referendum in tutti i luoghi di lavoro.

Per continuare con noi la lotta contro il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro il primo importante appuntamento sarà lo

SCIOPERO GENERALE del 7 novembre
con Manifestazione a Milano, Largo Cairoli ore 10

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