Dopo il blocco triennale dei contratti, anche lo scippo del Tfr!!!

In allegato il volantino e un articolo dell'Espresso del 16 ottobre 09

Vicenza -

Paolo Crescimbeni, presidente dell’ Inpdap, ci fa sapere che “…anche agli statali bisogna far comprendere che le pensioni future non saranno molto alte e senza la “complementare”, la difesa del livello di reddito sarà impossibile”, e avanza l’ipotesi di tentare di convincere al grande passo con un’operazione tipo “silenzio-assenso” come quella lanciata nel 2007 nel settore privato per la destinazione del Tfr.

Inoltre secondo Crescimbeni “bisogna trovare la molla giusta per convincere i dipendenti ad abbandonare la vecchia abitudine del solo Tfr accantonato in attesa del momento di pensionamento”.

E Antonio Naddeo, commissario straordinario dell’Aran, auspica una mobilitazione anche dai sindacati “…mi sembra davvero il momento ideale per un’intesa capace di far decollare le adesioni alla previdenza complementare per tutto il settore pubblico” (Il Sole 24 ore 11-08-2010).



Anche RdB USB auspica una mobilitazione, una mobilitazione che andrà nel senso contrario da quello desiderato da questi due collaboratori di banche e governo che, dall’alto dei loro scandalosi stipendi e privilegi, “lavorano” per attentare ulteriormente ai nostri salari e alle nostre pensioni.

 

Non ci sorprenderà nel vedere le burocrazie sindacali concertative ancora una volta prone ai desiderata del governo: abbiamo già visto nel settore privato questi personaggi sottoscrivere i Fondi Pensione, vincolando in maniera irreversibile la liquidazione dei lavoratori agli andamenti della Borsa, con ingannevoli promesse e negando la verità sotto gli occhi di tutti (solo il Fondo Cometa, per esempio, ha invocato l’intervento statale per ripianare perdite dovute ad investimenti azzardati).

 

Il 13 luglio u.s. da Bruxelles Tremonti dichiara : “Hanno fatto notizia i 40 anni e nessuno si è accorto che con un emendamento alla manovra abbiamo trasformato in legge dello Stato un regolamento che è la più grande riforma delle pensioni fatta quest'anno in Europa. Abbiamo fatto un consolidamento strutturale del nostro sistema e su questo non c'è stata una protesta da parte del sindacato. E non credo che il sindacato, che fa molto bene il suo mestiere, non se ne sia accorto”.

 

Il riferimento del ministro dell'Economia è alla norma dello scorso mese di luglio che stabilisce appunto di aggiornare ogni tre anni i requisiti per il pensionamento tenendo conto delle aspettative di vita.

In pratica, fatti salvi coloro che hanno 40 anni di contributi, dal 2015 si andrà in pensione con ulteriori tre mesi di ritardo. Il sistema verrà ritoccato nel 2019 in base all' aspettativa di vita in quel momento.

Questi tre mesi si andranno ad aggiungere ai 12 (18 per gli autonomi) introdotti dalla manovra con la cosiddetta finestra a scorrimento.

Per capirci, dal prossimo anno scompariranno le finestre quadriennali o biennali per uscire dal lavoro ed entrerà in funzione la finestra individuale: una volta maturati i requisiti per la pensione, gli aspiranti pensionati dovranno aspettare 12-18 mesi prima di poter realmente lasciare il lavoro.

A partire dal 2015 ai 12 (o 18) mesi si aggiungeranno i 3 dovuti all'aspettativa di vita. Pertanto i lavoratori dipendenti andranno in quiescenza 15 mesi dopo aver maturato i requisiti necessari e gli autonomi 21 mesi dopo. Chi ha 40 anni di contributi avrà “solo” il ritardo della finestra.

 

Che Tremonti si vanti di aver fatto una pesante riforma delle pensioni senza opposizione sindacale è segno di quanto i sindacati Cisl e Uil siano totalmente complici con le scelte del Governo e della Confindustria e di quanto la Cgil si allinei, proclamando scioperi di facciata e non adeguati alla gravità dell’attacco in atto.

 

RdB USB continua e continuerà a resistere ed organizzare i lavoratori contro queste decisioni, auspicando che tutti i lavoratori si uniscano per respingere i continui attacchi in corso. Così come già avvenuto nel 2007 per il mondo del lavoro privato, anche per il pubblico impiego metteremo a disposizione tutte le nostre strutture per informare e per preparare i lavoratori a dire:

NO ALLO SCIPPO DELLA LIQUIDAZIONE (TFR) !!!

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