Firenze. Biblioteca delle Oblate, esternalizzazioni e lavoro precario: Ancora un colpo di mano!

Firenze -

C’era una volta una vertenza dei lavoratori delle biblioteche comunali…potrebbe iniziare cosi questa ennesima, triste rappresentazione del degrado delle relazioni sindacali che vive il Comune di Firenze, a causa di una controparte inaffidabile, disinvolta e arrogante.
Oltre due anni di incontri, documenti, scioperi, richieste di confronto che vengono sostanzialmente liquidate dall’incontro-farsa del 6 febbraio tra la delegazione di parte pubblica e la RSU.


In quell’occasione con la "soave disinvoltura" che contraddistingue il nostro Direttore Generale ci viene comunicato che l’A.C. ha investito 4,5 milioni di euro nel recupero del complesso delle Oblate e che la Biblioteca acquisiti nuovi spazi e circa 400.000€ di libri e documentazione, ha la necessità di avvalersi di nuove professionalità "esterne" che avrebbero dato un "valore aggiunto" rispetto ai dipendenti dell’amministrazione e nello stesso tempo avrebbero garantito una stabilità occupazionale, contrastando l’emergere di nuove sacche di lavoro precario (sic!!).


Uno scandaloso silenzio sulla vertenza in atto ed un incredibile faccia tosta rispetto alle questioni che da tempo attendono una risposta concreta, nell’interesse dei lavoratori e della città di Firenze.

 

 


Poniamo all’Amministrazione Comunale alcune domande di fondo, per un chiarimento che non può essere piu’ eludibile:


1. cosa significa apporti esterni ad alto "valore aggiunto"? Significa che i dipendenti comunali delle Biblioteche sono degli incapaci dequalificati, non in grado di assolvere i compiti che una moderna biblioteca di pubblica lettura svolge all’interno della comunità?


2. e quale sarebbe questo "valore aggiunto" visto che sulla base delle comunicazioni rese dal Direttore della Cultura nel capitolato di gara sono richiesti gli stessi requisiti professionali in possesso dei dipendenti pubblici?


3. si dice di voler contrastare il lavoro precario e poi esternalizzando una buona parte del servizio (gli "esterni ad alto valore aggiunto" sarebbero 15-16 contro 21 dipendenti del comune) si amplia l’area dell’incertezza e della precarietà, marginalizzando allo stesso tempo i dipendenti del Comune che da anni si impegnano, sotto organico, nella difesa di un servizio cosi importante per la città.


4. è serio e rispettoso di leali e proficue relazioni sindacali rispondere ad una vertenza pluriennale convocando il sindacato per un’informativa, su decisioni già totalmente assunte ed addirittura in fase di prossima pubblicizzazione?


5. non esiste qualche contraddizione tra l’affermazione perentoria che il Comune si riserva totalmente le funzioni di "programmazione, pianificazione, controllo e direzione" del servizio e poi quella parte preponderante del capitolato, che conferisce il 70% dei punti, alla valutazione di come l’affidatario "intende organizzare il servizio"?


6. non si alimenterà inutili e comprensibili tensioni tra dipendenti pubblici e privati chiamati a svolgere medesime funzioni con retribuzioni verosimilmente e sostanzialmente diverse?


7. quale qualità manageriali e politiche ci sono in un’Amministrazione che persegue un progetto di crescita ed investimenti pluriennnali in questo delicato Settore, ignorando la parte fondamentale che riguarda il lavoro e le risorse professionali necessarie alla sua gestione e quindi si trincera dietro la solita e ridicola giustificazione dell’urgenza di una soluzione che non può che essere affrontata con il ricorso alla solita esternalizzazione? Quasi che i lavoratori rappresentino per questa Amministrazione una "variabile indipendente"….se non una fastidiosa e poco qualificata appendice.

 

 


Ci fermiamo qui, ma le domande potrebbero essere molte di piu’. Non ci fermeremo invece nella nostra opposizione ad una politica scellerata che riesce a coniugare mortificazione e marginalizzazione del personale comunale e ricorso sistematico ad tipologie di lavoro precario e instabile.

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