Firenze. Il museo di Palazzo Vecchio che decade sotto i colpi di una cattiva amministrazione

In allegato il volantino

Firenze -

E’ in atto da qualche anno in qua, una vera debacle di uno dei più importanti tesori che rappresenta  la città di Firenze  e la sua storicità. Parliamo del Museo di Palazzo Vecchio la cui decadenza è ormai sotto gli occhi di tutti e sotto tutti i punti di vista.  Provando a fare un giro all’interno delle sale cui Vasari tanto lavoro fece per renderle così grandi e regali, la sensazione diventa quella di luogo senz’altro in stato di abbandono. Nessuna cartellonistica che indirizzi i turisti, nessuna informazione precisa in italiano ed in lingua sulle sale, nessun dépliant , nessuna guida cartacea né acustica ai percorsi,  nessuna postazione multimediale, un bookshop chiuso ormai da tempi memorabili.


Per qualsiasi turista che entra  all’interno del museo il senso di disorientamento è totale ed è compreso nel prezzo. Ovviamente,  visto il periodo di crisi, nessuno si aspetterebbe di vedere gli affreschi restaurati e le statue splendenti di proprio conto, certo che un illuminazione un pochino più appropriata, le tende meno consumate e cadenti, per non parlare di un minimo di riscaldamento appropriato, renderebbero l’ambiente più idoneo ad un turista normale che non sia così tanto esigente.


Pura mancanza di funzionalità e organizzazione, desolazione e scontento. E’ questo ciò che i turisti, anche se affascinati da cotanta bellezza, alla fine del tour rilevano. Delusione esternata molto spesso al cospetto dei dipendenti comunali ,cui inermi, sono le persone meno appropriate per poter dar loro spiegazioni esaurienti, anzi.



In realtà questo stato di cose prima che ai turisti, toccano i dipendenti del comune ” gli esecutori dei servizi culturali” ed il loro stato all’interno del sito lavorativo.  Degradato ormai anche il loro ruolo non che il loro compito di custodi di cotanto museo, oramai in pericolo imminente di dare spazio alla superficialità subentrante della privazione, privandoli di ciò cui amano e di cui tanto hanno custodito rendendosi, in passato ma anche nel presente,  responsabili al cospetto di ciò che avevano di fronte. Una politica sbagliata, un’amministrazione che scarica barile e responsabilità a chi subentra privatamente, un comune che non ama i suoi dipendenti, li scarica e li lascia cadere nel baratro dell’insicurezza.



 Il decadimento del museo che ormai ristagna da un paio d’anni, fa pensare quasi a una questione voluta, ad un suo volere che le cose possano andare così come stanno andando,in modo tale che si possa dare un colpo di spugna e privatizzare.
C’è di tutto nella pentola, contratti prorogati all’infinito ai privati già all’interno per gare d’appalto mai fatte o bisognose di tempo…di tempo.



Per ogni dipendente comunale che và via ne succede  una figura privata il che fa pensare..parecchio.   In sintesi, scaricati dal comune, maltrattati dai dirigenti della cultura come fossero plebe e non colleghi, rimpiazzati da figure private  superficiali e di passaggio e come se non bastasse dai turisti avviliti che pagano salato l’accesso, come dire,cosa vuoi di più dalla vita?    La miriade di Cerimonie che si tengono nel salone del cinquecento , un luogo sacro dell’arte rinascimentale fiorentina per chi ne capisce, farebbe sembrare che l’attività amministrativa freme, sia positiva rispettosa e costruttiva al cospetto di Firenze tutta, compreso chi ci lavora all’interno e invece, più che far festa, scattare foto col sorriso a cinquantanove denti per dare immagine di sé e far parlare di sé non si arriva a fare.

 

Il museo storico di Palazzo Vecchio decade sotto i colpi dell’amministrazione Fiorentina che vuole addirittura  esportare fuori dalle mura nazionali l’immagine di Firenze e delle sue bellezze, un’immagine erronea, che non è adeguata alla campagna pubblicitaria che di questi giorni sta facendo il primo cittadino della città all’estero. Una vera provocazione per chi resterà deluso dal primo gioiello di Firenze, il Palazzo Vecchio  desnudo.

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