Genova.Crollo del ponte Morandi: spendere prima per non piangere dopo.

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Crollo del ponte Morandi: spendere prima per non piangere dopo.



Da anni la logica del massimo profitto possibile è prassi consolidata anche negli Enti Locali nella gestione degli appalti. Le privatizzazioni sono figlie di questa logica feroce.


Hanno privatizzato tutto il possibile, hanno ridotto molti servizi pubblici a non poter operare per mancanza di personale e di risorse.


Tutte le gare d’appalto vengono effettuate con il meccanismo del “massimo ribasso”. A farne le spese sono i lavoratori delle aziende vincitrici, che si ritrovano con bassi salari e scarsa sicurezza, ed i cittadini, perché appalti cosi concepiti non possono garantire il massimo della qualità.


I tagli lineari dell’ultimo decennio a tutti gli EELL ed in primis a Province e Città Metropolitane, il blocco decennale delle assunzioni nel P.I. hanno impedito la messa in sicurezza di migliaia di scuole e delle decine di migliaia di km di strade con migliaia di ponti e viadotti in situazioni di vero pericolo.


Da decenni non ci sono più le risorse per gli interventi strutturali necessari ad immobili, strade e ponti che sono stati costruiti quasi tutti 70 anni fa.


Le conseguenze le sta vivendo Genova ancora una volta sulla sua pelle. Decine di vite distrutte, centinaia di sfollati.


Occorreranno anni per tornare alla normalità. Molti lavoratori rischiano il posto di lavoro a causa del crollo e moltissimi vedranno peggiorare le loro condizioni di vita.


Occorre cambiare la politica di questo Paese, investire tutte le risorse necessarie nei lavori di manutenzione e prevenzione dei rischi di edifici pubblici, strade, alvei, colline, etc.


Anche per questo è necessario che l’art. 81 della Costituzione (e tutte le sue declinazioni nelle normative degli Enti Locali), che impone il “pareggio di bilancio” e di fatto impedisce di spendere prima per non piangere dopo, venga abrogato.


USB esprime tutta la solidarietà possibile a queste persone e chiede verità e giustizia. Mettiamo a disposizione anche tutte le nostre strutture per chi ne avesse bisogno (avvocati, Caf, Ufficio Vertenze, centinaia di delegati nei posti di lavoro).


USB sostiene gli sfollati affinché il loro diritto ad avere una casa e a recuperare tutti i loro beni abbandonati abbia una soluzione il più veloce possibile.


USB sostiene tutti i lavoratori che rischiano lavoro e salario e chiede:



  • al AMT, ATP e ferrovie di far viaggiare le cittadinanza gratuitamente sui mezzi pubblici.


  • alle Amministrazioni Locali di favorire il telelavoro per i colleghi che abitano nelle zone penalizzate dall’evento e di favorire forme di elasticità nell’orario di lavoro dei dipendenti.


  • che venga previsto dal Governo un grande piano di assunzioni nel P.I. per permettere i controlli e gli interventi necessari di tutte le opere pubbliche.


  • che gli orari di tutte le scuole comunali interessate dall’evento predispongano orari più lunghi per permettere ai genitori di ritirare i figli.


Entro settembre nella nostra città contribuiremo ad organizzare una grande assemblea alla quale invitiamo tutti a partecipare, per discutere del futuro della città, contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione degli asset strategici del nostro Paese e della nostra Regione.


Il 20 ottobre organizzeremo insieme ad altri, una grande manifestazione a Roma, nella quale ci mobiliteremo per sottrarre agli appetiti dei privati e degli speculatori tutti i servizi pubblici, il territorio e le attività strategiche.


Ci mobiliteremo per non non dover piangere più, dopo.


USB-P.I. Funzioni Locali Liguria 5-9-2018


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