I comuni abbandonano le polizie locali. Agenti e ufficiali: tocca fare tutto da noi

Nazionale -

Ormai da decenni assistiamo ad un vero e proprio linciaggio mediatico contro la Pubblica Amministrazione; i governi che nel tempo si sono susseguiti hanno cercato lentamente di insediare nella collettività il pensiero negativo che la cosa pubblica è da sostituire con il privato e laddove l’esternalizzazione delle strutture risulta al momento non possibile provvedono a trasformarle in qualcosa di diverso, riducendo così i servizi alla cittadinanza.
Un esempio concreto, anche se nessuno ne fa menzione, accade con l’abbandono, da parte dei Comuni italiani, delle Polizie Locali. Ce ne possiamo rendere conto facendo attenzione all’aumento delle propagande politiche ed elettorali il cui unico scopo risulta quello di raccogliere più voti possibili dai cittadini, che strumentalmente usano, e trasformare le Polizie Locali in una brutta copia della Polizia di Stato in nome di una sicurezza mancata.
USB ribadisce con fermezza la sua contrarietà a questo processo di trasformazione in quanto la Polizia Locale deve continuare ad avere una funzione di servizio al cittadino, e quindi di prevenzione e non certo di repressione, con compiti e funzioni ben definiti e ben chiari.
A questo punto è di fondamentale importanza contestualizzare la reale situazione delle Polizie Locali a livello Nazionale e nell’elenco seguente si evince l’abbandono da parte dei Comuni e il loro sfruttamento:
- l’aumento dei compiti da svolgere, dovuti alla trasformazione in atto, in questi anni ha prodotto un esponenziale incremento dei carichi di lavoro procapite anche a causa della diminuzione del personale andato, e che continua ad andare, in pensione e a un mancato investimento in nuove assunzioni;
- Il mancato investimento in nuove assunzioni fa sì che alcune amministrazioni utilizzano le associazioni Onlus, senza alcuna competenza e professionalità nel campo, per svolgere alcuni servizi fino ad ieri svolti dalla polizia locale (chiusure di vie, sorveglianza etc.);
- agenti e ufficiali lavorano in condizioni di lavoro davvero precarie da nord a sud con assenza di materiali (vestiario, radio, veicoli) e mancanza di spogliatoi, armadietti e docce;
- il mancato rispetto da parte dei Comuni del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza (D.lgs. 9 aprile 2008 n. 81):
- mancate visite mediche periodiche;
- mancate visite con medici specialistici (psicologi), visto che l’attività si rileva ad elevato rischio di stress per ogni operatore, che nella maggior parte dei casi svolge il proprio lavoro armato;
- assenza di protocolli che vadano a limitare l’assunzione delle polveri sottili durante i servizi di permanenza agli incroci o durante lo svolgimento del servizio di viabilità;
- uso improprio di agenti e ufficiali, spesso da soli, in servizi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza, senza una seria valutazione dei rischi e un adeguato dispositivo di protezione individuale;
- la pessima organizzazione delle dirigenze comunali, che, su pressioni della politica (Assessori e Sindaci), impone, senza alcun accordo sindacale o il bene placido di sindacati conniventi, il continuo cambio turno e cambio orario senza alcuna programmazione, il rifiuto di permessi previsti da CCNL, la mancata erogazione del salario dovuto secondo gli articoli del contratto nazionale;
- Comandanti nominati dalla Politica e zerbini della stessa, i quali vengono esonerati dal loro
incarico nei casi di diniego e difesa degli operatori dei rispettivi Corpi di Polizia Locale nei confronti del Sindaco o Assessore di turno;
- assenza di un’adeguata formazione per agenti e ufficiali, nonostante l’obbligo di alcune leggi regionali. Ad esempio alcuni operatori di Polizia Locale sono stati inseriti nel contesto lavorativo e quindi nei territori comunali, con un arma, senza una corretta formazione presso un poligono.
Invitiamo pertanto la classe politica e dirigente di questa nostra bella Italia a riflettere seriamente sul palese abbandono di una categoria di circa 60000 tra agenti e ufficiali, ricordando loro che questi operatori sono dei lavoratori ma prima di ogni altra cosa sono persone, donne e uomini e di conseguenza famiglie intere che giornalmente vivono i problemi di tutte le famiglie italiane (crescita di figli, problemi economici, licenziamenti di uno dei coniugi, assistenza a figli e genitori con problemi di disabilità, assistenza a persone anziane affette da demenza senile o Alzheimer etc)
Altresì ricordiamo il grave problema dei suicidi e omicidi che avvengono all’interno di una categoria che oltre ad affrontare la vita quotidiana come tutte le altre persone si ritrova nel proprio ambiente lavorativo a
fronteggiare lo stress legato all’attività svolta sul territorio ma anche e soprattutto a quanto sopra denunciato.
È giunto il momento di riflettere su quanto sta accadendo?
È giunto il momento di modificare la rotta intrapresa fino ad oggi?
La nostra organizzazione sindacale USB a queste domande RISPONDE con fermezza SI e ricorda a tutti che in aggiunta ai compiti che man mano vengono imposti alla Polizia Locale rimangono sempre i seguenti:
- di Polizia Stradale (prevenzione e accertamenti di illeciti in materia di circolazione stradale, rilevazioni tecniche relative a incidenti stradali, regolamentazione del traffico, l’educazione nelle scuole e la presenza
costante davanti alle stesse e ai parchi);
- Polizia Amministrativa (rilascio dei permessi, controllo delle documentazioni necessarie per lo svolgimento di qualsiasi attività regolata da ordinanze comunali, sanzioni alle violazioni in materia di abusivismo commerciale, sia su strada sia all’interno delle attività commerciali in sede fissa, controlli e accertamenti sul commercio su aree private e pubbliche; somministrazione di alimenti e bevande; spettacoli e tutela del consumatore. Verifiche igienico-sanitarie di bar e ristoranti. Queste ultime sono tra i più importanti interventi
della P.L.; da non trascurare il decoro urbano e le violazioni nell’ambito delle affissioni e pubblicità.
- Polizia Giudiziaria (Nell’ambito delle funzioni di Polizia Giudiziaria, la Polizia Locale può esercitare un importante ruolo nella prevenzione in settori che sono divenuti negli ultimi tempi, in tutta Italia, settori di emergenza continua: l’abusivismo edilizio e le violazioni delle norme ambientali. Un esempio concreto e tangibile di come la “politica” nel tempo ha distratto l'operato della Polizia Locale dalle importanti funzioni di controllo sul territorio, diminuendo sempre più la vera “sicurezza al cittadino”; lo riscontriamo con i
numerosi crolli avvenuti nell'ultimo ventennio per terremoti, smottamenti, alluvioni. Bisogna quindi rivendicare con forza e adoperarsi presso la “politica” per il miglioramento delle nostre funzioni investigative in termini di salvaguardia del territorio.
USB continuerà a lottare a fianco dei lavoratori e Voi Sindaci da quale parte vi schierate?
E’ arrivato il momento di decidere.

USB Pubblico Impiego

* Questo sito usa i cookies per effettuare statistiche sulla navigazione. Navigando sul sito accetti l'utilizzo dei cookies Ulteriori Informazioni