Il Comune di Firenze e la tratta degli schiavi!

In allegato il volantino

Firenze -

Ma in quale Paese viviamo? Nel Paese delle meraviglie dipinto da Alice-Veltroni o nello squallida “terra di mezzo” del Comune di Firenze?



Il primo propugna la lotta al precariato, 1100 euro di salario minimo sociale, 400 euro di aumento delle pensioni all’insegna del motto “si può fare”.



L’Amministrazione Comunale di Firenze invece per “salvare il posto di lavoro” di nove lavoratori interinali da anni in servizio presso i Musei di Palazzo Vecchio e con il contratto in scadenza il 31 marzo  cosa propone?



L’assunzione ? Una retribuzione dignitosa? Un contratto con un minimo di tutele sindacali?



Niente di tutto questo ma l’assunzione presso una cooperativa con il contratto di socio-lavoratore ed uno stipendio (per altro non garantito) che nella migliore delle ipotesi può oscillare tra le 700 e i   750 euro netti.



D’altra parte queste sono le retribuzioni che il Comune di Firenze offre agli altri dipendenti della cooperativa utilizzati in quei Musei.



E’ questo il livello dignitoso del lavoro offerto da questa Amministrazione? E’ questo il lavoro “buono” che si deve contrapporre a quello precario?



E questo non basta, non si tratta soltanto dei destini di nove lavoratori precari a cui si vuole decurtare lo stipendio di 300 euro al mese per fare lo stesso lavoro che hanno svolto negli ultimi anni, ma anche le condizioni e gli intenti con i quali il Comune di Firenze attraverso la Direzione Cultura intende procedere ad una gara di appalto per esternalizzare l’insieme delle attività museali, bibliotecarie ed archivistiche per un importo complessivo di  7.141.000,00 di Euro.



Il bando di gara e il relativo capitolato di affidamento parlano chiaro contratto multiservizi, ergo condizioni di “socio lavoratore” e stipendi infimi e come se non bastasse nessuna garanzia esplicita della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali.



BASTA con questo vergognoso sfruttamento dei lavoratori. Non ci sono lavoratori di SERIE A e lavoratori di SERIE B.



A parità di lavoro deve corrispondere parità di retribuzione, si tratta di un basilare principio di civiltà e di equità sociale.



Per la cronaca, un dipendente del Comune con qualifica di esecutore ai servizi culturali o esecutore polivalente, il profilo addetto a questo tipo di servizio, appena assunto guadagna tra i 970 e i 1000 euro, e già di per sé una cifra modesta con la quale si fatica ad arrivare a fine mese.



Quanto emerge dal capitolato di appalto ha poi un forte risvolto politico e dimostra l’ormai totale inaffidabilità della controparte pubblica sia quella Politica che quella Dirigenziale, infatti l’impegno assunto era quello di garantire sia i livelli occupazionali che i livelli salariali, ed invece ancora una volta l’Amministrazione Comunale ha mentito, calpestando i diritti e la dignità dei lavoratori.



Non abbiamo mai accettato, ed ancor di più oggi rifiutiamo con forza la politica delle privatizzazioni ed esternalizzazioni dei servizi, condotta dai due schieramenti politici, che servono unicamente ad arricchire “i pochi” e costringono invece alla precarietà della vita i molti che vi sono costretti a lavorare.

 

Perché le nostre vite valgono più dei loro profitti!

 

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