INCONTRO del 4 febbraio USB - UNIONCAMERE SULLA RIFORMA DEL SISTEMA CAMERALE

In allegato il comunicato e il contributo di USB lasciato ad Unioncamere

Nazionale -

Mercoledì 4 febbraio abbiamo incontrato Unioncamere dopo il vertice Governo-Unioncamere e dopo che Unioncamere avesse già ricevuto la triplice.

Il nostro incontro non è avvenuto, come invece la volta precedente, nella consueta sala dedicata agli incontri di trattativa, ma nell’ufficio del Dott. Caporale e solo alla sua presenza, senza il piacere di ricevere i saluti del Segretario Generale di Unioncamere Dott. Gagliardi. Una volontà di mantenere tavoli separati che, pur non avendo avuto conferme ufficiali, è richiesta dalla triplice ed evidentemente assecondata nei fatti da Unioncamere. Riteniamo l’ennesima occasione persa per fare una battaglia comune a tutela dei lavoratori. Evidentemente alcune organizzazioni sindacali antepongono la salvaguardia dei loro interessi corporativi agli interessi collettivi dei lavoratori che dovrebbero invece tutelare.

Nel merito dell’incontro non abbiamo avuto nuove informazioni oltre quelle che abbiamo appreso assistendo in diretta attraverso i monitor all’incontro Governo-Unioncamere. Riassumendo non si è parlato nello specifico della questione occupazionale ma la preoccupazione principale è stata cercare di avere un impegno certo da parte del governo sull’impegno finanziario che vorrà metterci nell’intera partita della riforma del mondo camerale. Il Dott. Caporale ha ribadito che il disegno complessivo è un rilancio del mondo camerale e che le professionalità, anche in termini occupazionali non corrono alcun rischio.
Le volontà di Unioncamere è di trovare un accordo a livello sindacale per la cogestione della nuova organizzazione camerale che dovrà obbligatoriamente considerare le previste riduzioni finanziarie.
Su questo fronte Unioncamere e i sindacati confederali hanno già individuato dei punti condivisi che ci verranno sottoposti in un prossimo futuro.
Le uniche misure che ci sono state prospettate, a pure titolo esemplificativo e quindi non esaustivo né tanto meno ufficiale, sono state il sostegno ai pensionamenti (promuovendoli attivamente se necessario) per chi ne possiede i requisiti senza penalizzazioni, la riduzione dell’orario con decurtazione dello stipendio e la riconfigurazione dei part-time. Previsti anche interventi non troppo penalizzanti , transitori e temporanei. Si tratta quindi di predisporre una mappatura del personale e di puntare all’obiettivo della messa in quiescenza di chi possiede i requisiti.


Complessivamente abbiamo percepito che su questo terreno di cogestione delle misure da intraprendere ci sia una convergenza tra Unioncamere e i sindacati concertativi. Potremo esprime una nostra posizione quando ci saranno rese note le misure individuate visto che Unioncamere non lo ha fatto e ci risulta nemmeno i sindacati ai lavoratori. Sindacati che quindi evidentemente stanno costruendo una condivisione con Unioncamere senza confrontarsi eccessivamente con i lavoratori interessati dalle misure.


Non sono stati comunque sottoscritti accordi ad oggi con le altre sigle sindacali.


Sul fronte delle Aziende Speciali, che la stessa Unioncamere ha ammesso è la parte maggiormente esposta agli effetti delle misure di riordino, non pare essere tra le misure prioritarie il riconoscimento della natura pubblica di questi lavoratori.
L’unica misura che verrà intrapresa è un interpello al Ministero del Lavoro per avere una risposta definitiva ed inequivocabile sulla possibilità per le Aziende Speciali di poter accedere agli ammortizzatori sociali di solidarietà e alla cassa in deroga.
Ci sembra ci si muova sempre nell’ambiguità, per cui questi lavoratori a seconda della convenienza del momento debbano essere considerati dipendenti pubblici o privati.
Noi restiamo convinti che questi lavoratori debbano essere riconosciuti come lavoratori del pubblico impiego e quindi usufruire delle salvaguardie previste. A questo fine abbiamo fatto nostro il documento predisposto dai lavoratori di Piceno Promozione e lo abbiamo sottoposto ad Unioncamere come contributo.


Complessivamente ci sembra che il percorso svolto sino ad ora non abbia individuato misure strutturali per intervenire nel merito della questione. Attendiamo ci venga sottoposto qualcosa di più concreto anche per capire quale possa essere il nostro contributo, che a scanso di equivoci, ribadiamo è la TUTELA DEI LAVORATORI DEL MONDO CAMERALE NEL SUO COMPLESSO.


Ci siamo dati appuntamento con Unioncamere per la prossima settimana per affrontare finalmente le questioni che abbiamo sottoposto nei due incontri fino ad ora avuti.


I sindacati confederali, forse troppo impegnati a dover misurare la propria “rappresentatività” elettorale nelle prossime elezioni RSU del pubblico impiego, si sono dati un mese di sabbatico, rimandando i prossimi incontri a partire da mese di marzo.


Noi crediamo che al di là dell’importante impegno elettorale i lavoratori del mondo camerale debbano invece avere tutta l’attenzione che la gravità della situazione richiede. Per questo chiediamo un’accelerazione perché si possa delineare un quadro che possa offrire garanzie a questi lavoratori.

 

Non dopodomani, non domani, OGGI!

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