IPAB SACRA FAMIGLIA: 11 EDUCATORI CACCIATI DOPO 12 ANNI DI PRECARIATO a co.co.co.

Roma -

 

Per chi non lo sapesse IPAB sta per Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, ma evidentemente nel caso dei propri operatori la Ipab Sacra Famiglia che si occupa di assistenza ai minori, ha completamente ignorato la propria ragione sociale e, dopo 12 anni ha messo alla porta ben 11 educatori.

Eppure esistevano le condizioni per stabilizzare questi lavoratori dopo che – nel 2008 – avevano superato la procedura selettiva prevista dal programma di stabilizzazione (attuato sulla base delle disposizioni emanate dal Governo Prodi).

Invece la nuova gestione ha inteso sfruttarli fino all’ultimo, facendo cassa sulle loro retribuzioni (inferiori a 7 euro l’ora).

Il consiglio di amministrazione (di recente la Polverini ha indicato un nuovo Presidente) se ne è lavato le mani accettando la logica che chi lavora con i minori – oltretutto in condizioni di estremo disagio e svantaggio personale – può rimanere in condizione di precarietà fino a che non si decide di cacciarlo.

I lavoratori però non ci stanno a questo gioco al massacro e hanno deciso di portare alla luce le magagne dell’Istituto che – ad esempio – utilizza un pensionato in qualità di dirigente e che ha gestito in maniera allegra le risorse dell’Istituto, senza che la Regione Lazio sentisse l’esigenza di intervenire al riguardo.

Oggi ci sarebbero le condizioni per stabilizzare i rapporti di lavoro precario e di addivenire a una fusione tra le IPAB che consentirebbe il consolidamento delle attività in favore dei minori e del rapporto di lavoro.

I Lavoratori dell’IPAB Sacra Famiglia in presidio itinerante chiedono l’immediato intervento delle forze politiche affinchè sia garantita la riassunzione, la stabilizzazione del rapporto di lavoro e la tutela dei servizi erogati ai minori e il ripristino di una corretta gestione amministrativa.


USB IPAB Sacra Famiglia

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