ISPETTORATO DEL LAVORO: SOLO PER ATESIA?

Roma -

La qualità dei Servizi pubblici per l’impiego viene quotidianamente esaltata. Non c’è convegno, tavola rotonda o conferenza, dove non venga riaffermato il ruolo <insostituibile> dei medesimi. Non esiste "spazio", dove la presenza dell’"ente strumentale" Capitale Lavoro spa, possa passare inosservata.

Innegabilmente, le grandi operazioni di "marketing"offrono visibilità e l’immagine che ne scaturisce, è quella debitamente architettata.

Tuttavia, l’idilliaca condizione esibita, ci trova in leggero dissenso. Abbiamo già evidenziato, inutilmente, la "peculiarità" della domanda di lavoro e come viene gestita dagli uffici preselezione; abbiamo manifestato il nostro rincrescimento per l’assenza di formazione del personale, sempre più dequalificato e demotivato; abbiamo, timidamente, posto in risalto la disattesa dei decreti 181/00 e 297/02 (chiamata per offerte formative e lavorative), l’implementazione reale dell’obbligo formativo, l’inattendibilità della banca dati, la problematica della corrispondenza (che, particolarmente nel C.I. di Cinecittà, sta assumendo aspetti monomaniacali), troppo spesso causa di inadempienze istituzionali.

Oggi, con nostro rammarico, non possiamo non delineare altri accadimenti, di cui dubitiamo meritare risposta. La banca dati, dicevamo, non può ancora ritenersi aggiornata e "pulita", nonostante gli impegni con l’"ente strumentale"; ma nella frenetica attività del suo adeguamento ci si dimentica, che esistono una normativa e dei diritti da rispettare (ed indubbiamente quest’ultimi molto più importanti, almeno per noi). La normativa riguarda leggi statali e circolari ministeriali, i diritti, molto più banalmente, ineriscono i cittadini, che vorrebbero dei servizi pubblici adeguati e più garantisti.

Stiamo parlando delle centinaia di contratti a progetto per qualifiche a basso contenuto professionale, stiamo parlando di pulitori, manovali, operai generici, spesso soci di cooperative, assunti con tali contratti; stiamo discutendo di ambulanti e di imprese di ristrutturazione edile, che assumono "addetti al marketing" o camerieri e gelatai, assunti in pubblici esercizi, sempre con la stessa tipologia contrattuale (quest’ultimi, in particolare, fra gli stranieri, ma tale aspetto sarà considerato anche in altra sede). Stiamo sostenendo, che tali "rapporti di lavoro", vengono inseriti in banca dati. Stiamo asserendo, che si omette di intervenire nei modi stabiliti dalla normativa nei confronti delle aziende e a difesa dei lavoratori. Stiamo denunciando un abuso ed un mancato adempimento, in nome di un’ astratta efficienza. Stiamo chiedendo, che cessi tale scandalosa condizione intervenendo nei tempi brevi e professionalità adeguata.

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