Lazio. MEZZA PEREQUAZIONE

In allegato il comunicato

Roma -

 

CONTRO IL DIRITTO ALLA CARRIERA DI TUTTO IL PERSONALE REGIONALE!

”QUESTA AMMINISTRAZIONE VUOLE VERAMENTE OCCUPARSI DELLE QUESTIONI DEL PERSONALE OPPURE VUOLE SOLO FAVORIRE UN GRUPPO DI POCHI ELETTI”?



Il 25 settembre u.s. il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza contro le proposte di legge presentate da alcuni consiglieri per intervenire con una "sanatoria" sulla vicenda della perequazione di un gruppo di dipendenti regionali - dichiarata illegittima dal TAR del Lazio -.


           Il Consiglio ha approvato comunque una mozione che permetterà ai lavoratori perequati di non perdere nulla sul piano economico, ma che - nel giro di un anno – consentirà loro di sottoporsi ad una prova concorsuale per legittimare l'accesso ai profili superiori, creando così una nuova sperequazione nei confronti di quella parte del personale che pur avendone le competenze, la professionalità ed il titolo di studio non ha avuto alcuna possibilità concreta di vedersi riconosciuta una giusta progressione in oltre 20 anni di carriera.


           RdB aveva proposto di riaprire una discussione sull'argomento progressioni verticali proponendo un sistema di progressione continua - che il Consiglio Regionale ha invece evitato di affrontare.


          Qualora l’Amministrazione regionale non riveda tutta la politica del personale nel suo complesso per assicurare il diritto alla carriera anche ai restanti lavoratori, l’attuazione della suddetta mozione approvata in Consiglio rappresenterebbe solo una risposta parziale che lascia insoluti i problemi di un gran numero di dipendenti regionali e non porta nulla sul piano del cambiamento di rotta propugnato dall’Assessore Di Stefano e dal Presidente Marrazzo nella gestione del personale.


         Oggi RdB si rende immediatamente disponibile a proporre, anche unitariamente agli altri Sindacati che condividono questa posizione, una mediazione con l’Amministrazione per ridefinire i criteri obiettivi che permettono la progressione di carriera a ciascun dipendente nella massima trasparenza e legalità senza alcuna discriminazione, poiché non ritiene accettabile che gli errori della politica debbano essere pagati  dai lavoratori di ogni categoria.

Va comunque registrato l'avvilente spettacolo offerto dalla politica che ancora una volta ha dato dimostrazione di essere distante dalle esigenze di correttezza, di trasparenza e di democrazia di cui sentiamo la mancanza.