Lettera aperta a tutti gli iscritti e simpatizzanti di RdB

Nazionale -

Lavoratori e Lavoratrici degli Enti Locali,

 

la nostra Organizzazione Sindacale unitamente alla Confederazione Unitaria di Base (CUB) sta sostenendo un grande sforzo organizzativo sia in vista delle prossime elezioni RSU previste nel 2007, sia per far crescere il dato associativo (il numero di iscritti) la cui misurazione – ai fini della rappresentatività - verrà rilevato alla fine di quest’anno.

 

Tutti quelli che sono entrati in contatto con noi conoscono bene la qualità e il valore del nostro lavoro sindacale.

 

Finora RdB, pur essendo largamente presente in molte amministrazioni locali, non ha ancora raggiunto capillarmente i quasi 9000 enti (Camere di Commercio, Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane, Parchi, etc.) che compongono il nostro Comparto e quindi non è – ad oggi – rappresentativa.

 

Sfatiamo quindi il primo luogo comune: RdB non è rappresentativa per il fatto di non raggiungere la soglia capestro del 5% di adesioni nel comparto e non per il fatto di non firmare i contratti (anche se siamo dell’avviso che molti di questi contratti non andrebbero firmati!).

 

Oggi però, quello che sta accadendo in Italia, con l’avvento di una compagine politica che si autodefinisce "riformista", impone un cambio di marcia ai lavoratori e alle lavoratrici del Comparto.

 

Le trasformazioni che la destra ha timidamente avviato - con il contrasto di facciata del sindacalismo concertativo - oggi vanno a compimento con la complicità derivante dall’ingresso di cgil-cisl e uil nell’appetitoso mercato delle pensioni integrative e lo scippo della nostra liquidazione.

 

Molte amministrazioni locali privatizzano interi settori lavorativi, o li esternalizzano in nome di un improbabile risanamento economico, sfasciando gli ultimi scampoli di stato sociale.

 

Anche le riforme legislative spingono per affidare più attività agli enti locali, ma senza adeguati stanziamenti economici e di personale.

 

E’ in atto poi la deflagrazione del Comparto da cui si apprestano ad uscire le Regioni e, forse, qualche Città Metropolitana, i vigili urbani e le varie polizie locali.

 

Il nuovo governo "sragiona" sull’opportunità di eliminare le Province ed è – sul piano sindacale più generale – sempre più insistente la voce della fine del contratto nazionale in favore di contratti regionali o territoriali.

 

Ce n’è abbastanza per riportare le conquiste sociali raggiunte con le lotte di cittadini e lavoratori indietro di 50 anni.

 

Per questo occorre uno scatto d’orgoglio in particolare di chi lavora nell’ente locale ovvero il punto di contatto più ravvicinato tra stato e cittadino.

 

Proporsi come mediatori sociali e spingere per un mondo – a partire dal nostro microcosmo costituito dall’ente in cui lavoriamo – che sia realmente dalla parte dei più deboli deve essere il nostro motto.

 

Sostenere l’azione di RdB per un luogo di lavoro dove siano eliminati i soprusi, siano corrisposte retribuzioni eque, siano messi lavoratori e lavoratrici in condizioni di esprimere le proprie capacità professionali a vantaggio di una regola di "cittadinanza sociale", valorizzando le potenzialità collettive in luogo di quelle individuali, affinché nessuno resti indietro. Solidarietà vera, non chiacchiere.

 

Per fare questo c’è bisogno di crescere.

 

Abbiamo bisogno che i nostri molti contatti di ogni giorno si trasformino in rapporti forti e saldi da cui scaturiscano 10-100-1000 nuove adesioni alla nostra organizzazione sindacale entro la fine del 2006.

 

In questi ultimi due anni (dopo le RSU del 2004) abbiamo registrato una importante crescita, ma non ancora sufficiente per superare di slancio lo scoglio della rappresentatività formale prevista dalla maldestra legge voluta da cgil-cisl-uil.

 

Noi sappiamo che laddove abbiamo degli iscritti e presentiamo la lista alle RSU raccogliamo una percentuale di rappresentanza ben più alta di quella che ci consegnano le medie calcolate sui dati nazionali; sappiamo delle difficoltà in cui versano cgil-cisl-uil a causa dello scollamento nel rapporto sia con i lavoratori che con gli stessi iscritti.

 

Abbiamo la convinzione che questo sia il momento di farsi avanti per consolidare le strutture già esistenti e per aprire nuove strutture della RdB in ogni posto di lavoro, per superare le divisioni e le difficoltà che vedono contrapposte organizzazioni sindacali di base e proporre invece percorsi unitari, costruiti con le proprie specificità, nell’ambito della CUB, unica credibile realtà confederale di base alternativa ai sindacati di stato.

 

RdB è nella mischia e aspetta il vostro decisivo contributo.

 

Raccogliamo insieme la bandiera dei diritti e della dignità dei lavoratori lasciata cadere nel fango.

Dicembre 2006


In allegato la lettera impaginata da diffondere e la scheda di adesione

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