Milano. Dopo un luglio caldissimo, con mobilitazioni che hanno risposto colpo su colpo ai quotidiani attacchi dell'Amministrazione alle educatrici ora, 1 SETTEMBRE 2008: RIAPRONO I "SERVIZI EDUCATIVI ALL'INFANZIA" ...facciamo il punto della situazione

In allegato il documento

Milano -

Il Comune di Milano, forte della repressione generale nei confronti dei dipendenti pubblici, ha deciso di portare avanti un attacco frontale nei confronti dei Servizi Educativi all’Infanzia, violando il Contratto Nazionale ha cancellato il calendario scolastico obbligando le educatrici a lavorare il mese di luglio in nome della “…..qualità e continuità educativa!”.



Qualità e continuità che non viene rispettata durante tutto il corso dell’anno scolastico, eludendo quotidianamente le norme di sicurezza e di lavoro:

mancanza di personale, nessuna sostituzione delle assenze, rapporti numerici non rispettati,  straordinario chiesto per garantire l’apertura dei servizi non pagato, carichi di lavoro raddoppiati, mancato rispetto del profilo professionale.



Tutto l’anno le educatrici  sopperiscono alla mancanza di personale  facendo allo stesso tempo l’educatrice, la centralinista in segreteria oltre ad avere rapporti coni genitori. Solo la professionalità e la disponibilità delle educatrici a mansioni che non competono loro copre la mancanza di personale e sopperisce alle carenze dell’Amministrazione.



Interpretando a suo favore la norma di un CCNL non chiaro nella sua formulazione, e a una delibera di Giunta Regionale, l’Assessore alla Scuola e  Politiche Sociali Moioli, ha deciso di coprire i servizi educativi nel mese di luglio, non più con personale precario, supportato dalle cooperative e dagli educatori volontari, ma “obbligando con ordini di servizio”  il personale educativo di ruolo. L’emissione degli ordini di servizio avviene senza precisi criteri, solo a quelle insegnanti che “non hanno i requisiti per chiedere aspettative”.



Nessuna comunicazione preventiva delle scelte viene fatta alle OO.SS. che apprendono ufficialmente la decisione dell’Amministrazione in un incontro sindacale nel mese di giugno. La risposta è stata immediata, tutte le sigle sindacali unitariamente dichiarano lo stato di agitazione del personale educativo per tutto il mese di luglio.



La gestione dei “Servizi Educativi” nel mese di luglio è stato un misto fra “arroganza e forzatura” unito a una evidente “incapacità organizzativa” della Direzione Educativa. Il risultato evidenzia come la politica delle ultime Amministrazioni a Milano sia riuscita a trasformare i “Servizi all’Infanzia, fiore all’occhiello dell’Amministrazione per la loro qualità ed efficienza” a “costi senza ritorno economico” dequalificandoli  al solo scopo di poterli privatizzare per poter beneficiare di introiti personali.



“Quando l’ordinario viene trasformato in emergenza”



L’ordinario, come sempre capita al Comune di Milano, si è trasformato in emergenza e di mezzo ci sono andati oltre alle educatrici migliaia di bambini insieme alle loro famiglie.


La spiegazione “ufficiale” dell’Assessore Moioli per la mancata organizzazione dei servizi a luglio è stata “all’inizio abbiamo accettato la volontarietà”, quando abbiamo visto che il numero delle educatrici non era sufficiente abbiamo spedito gli “ordini di servizio”.



Mariolina Moioli tenta di  “Scaricare” la sua responsabilità sugli utenti: “La scelta è stata fatta per accontentare i genitori, mettendo da parte le cooperative esterne che gestivano il servizio estivo, per garantire ai bimbi che nelle strutture a luglio avrebbero trovato gli insegnanti di tutto l’anno a garanzia della continuità didattica”, e sulle lavoratrici:  “il CCNL di categoria,  prevede per Natale e per Pasqua attività di formazione e di aggiornamento, oppure attività ulteriori fra le quali, appunto, il servizio didattico per le quattro settimane di luglio”, dichiarando alla Stampa: “le educatrici che non si presentano al lavoro, nonostante gli ordini di servizio, creano disagio in modo prepotente e aggressivo, perché non hanno voglia di lavorare”!



La risposta delle educatrici non si è fatta attendere, partecipando in massa al Presidio in concomitanza con lo sciopero il 20 giugno, sotto la sede dell’Assessorato in Largo Treves si presentano oltre 2000 educatrici organizzate, decise, responsabili, combattive e coscienti del ruolo di lavoratrici. I responsabili dei servizi fuggono e all’incontro si presentano solo dei funzionari.



I numeri:



·    9354 i bambini iscritti nei centri estivi  (6554 S.M. e 2800 A.N.) nel progetto “Milano Amica dei bambini”;


·    500 le educatrici che si “erano” inizialmente date disponibili a lavorare nel progetto, molte delle quali hanno ritirato la loro “disponibilità all’inizio della vertenza”


·    1137 le educatrici chiamate in servizio nel mese di luglio, di cui:


515 per gli Asili Nido nei primi 15 giorni


622 per le Scuole Materne nei primi 15 giorni


1000 nella seconda metà del mese fra nidi e materne


·    65 i nidi aperti


·    72 le scuole materne aperte



Le iniziative:



·    26 giugno: In Consiglio Comunale viene approvata una mozione a favore della vertenza in atto da maggioranza e minoranza;


·    30 giugno: Assemblea nella Sede della RSU in Via Borsieri;


·    Viene deciso che tutti i lunedì e giovedì di luglio, quando si riunisce la Giunta, si terrà un presidio davanti a Palazzo Marino;


·    1° luglio:  L’apertura dei servizi è disastrosa. Alla dichiarazione preventiva e regolare delle assemblee sindacali, con l’evidente altissima adesione delle educatrici,  l’Amministrazione non ha avvisato le famiglie, anzi è arrivata alle dirigenti una direttiva da parte degli uffici centrali di togliere dalle bacheche i volantini dell’assemblea “per non creare caos nell’utenza!” ottenendo che il 1° luglio tutti i genitori si sono presentati nelle scuole che hanno trovato, per la maggior parte chiuse e, ove aperte solo per una parte della giornata, ad accettare i bimbi erano per lo più commesse, dirigenti e funzionarie che accettavano un numero ridotto di bambini “in base all’orario di arrivo” scatenando lotte e liti fra genitori esasperati.


·    1-2-3-4 luglio: Assemblea permanente – Partecipa oltre alla stragrande maggioranza delle educatrici che hanno ricevuto gli “ordini di servizio”, per solidarietà, anche le educatrici non chiamate e quelle in servizio nella seconda quindicina del mese;


L’Amministrazione, entra nel mirino del fuoco incrociato:  la stampa  non risparmia articoli nei quali vengono messe in discussione le decisioni e la gestione dei Servizi da parte della direzione, dell’Assessore e del sindaco. I giornali si chiedono: “Se la macchina organizzativa del comune è precipitata nel caos assoluto per assicurare un posto negli asili a 10000 bambini, ovvero non per una emergenza, ma per un servizio con cadenza annuale, cosa mai succederà quando si tratterà di mettere in piedi il grande Evento del 2015 che attirerà 29 milioni di visitatori da tutto il mondo??”… “Fallisce magramente il “mito dell’efficienza milanese” sbandierato dalla Moratti in campagna elettorale e nei suoi interventi”.


·    4 luglio: durante la trattativa nella quale le OO.SS. chiedono il ritiro immediato degli ordini di servizio e diritto alla volontarietà, al diniego avviene la rottura con l’Amministrazione. Contemporaneamente le educatrici sono in assemblea nella sede RSU di Borsieri e una parte presidia gli uffici di Risorse Umane;


·    7 luglio: presidio davanti a Palazzo Marino in occasione del Consiglio Comunale, una delegazione chiede le dimissione dell’Assessore Moioli;


·    8 luglio: incontro delle OO.SS. con i capi-gruppo a Palazzo Marino contemporaneamente una folta Assemblea riunita in Via Borsieri chiede alle OO.SS. di dichiarare una giornata di sciopero. Alla fine dell’Assemblea le lavoratrici raggiungono Palazzo Marino dove, una parte presidia la piazza mentre  una delegazione siede nel posto del pubblico durante la seduta del Consiglio.


L’assessore alle Politiche sociali Moioli presenziando alla seduta della commissione educazione dichiara: “Abbiamo ritirato gli ordini di servizio alle educatrici che hanno dato la loro disponibilità a coprire i servizi a luglio, ma non li ritiriamo a quelle che non hanno dato la disponibilità, anzi stiamo valutando come si dovrà procedere, per una questione di correttezza e di rispetto delle norme” e propone: “una turnazione programmata fra le educatrici, per 15 giorni di lavoro nel mese di luglio una volta ogni 3 anni, con incentivi e ferie in più”


·    L’Organizzazione di genitori “Chiedo Asilo” organizza la protesta delle mamme ai giardini di Porta Venezia


·    9 luglio: in due parchi della città giochi laboratori e due spettacoli dedicati ai “bambini che in questi giorni non hanno avuto la possibilità di avere una vera attività nei centri estivi ma solo, quando è stato possibile, sorveglianza”


·    14 luglio: sindacati e educatrici  organizzano una “merenda , laboratori didattici e uno spettacolo al Parco Trotter con il coinvolgimento delle famiglie dei bambini.


·    16 luglio: assemblea delle educatrici in Via Borsieri


·    21 luglio: assemblea delle educatrici in Via Borsieri


·    23 e 24 luglio “sciopero dei servizi all’infanzia” con merenda di sensibilizzazione con le famiglie dei bambini a Villa Litta;


Nelle giornate di sciopero l’amministrazione sostituisce le insegnanti di ruolo assenti con il personale delle cooperative che è utilizzato a supporto delle attività dei bambini invalidi, eludendo la legge nazionale sugli scioperi e anche quella sui servizi pubblici essenziali. Le OO.SS. denunciano il fatto alla Commissione di Garanzia sul diritto di sciopero.


·    24 luglio: Un folto gruppo di educatrici al grido di “Questo luglio è un inganno, qualità tutto l’anno” “Vergogna! Vergogna!” irrompe interrompendo la seduta del Consiglio Comunale.


·    24 luglio: Corteo di educatrici e genitori da Piazza S.Babila a piazza della Scala protestano per la situazione dei centri estivi


·    28 luglio: assemblea in Via Borsieri



La decisa risposta delle educatrici ad un evidente abuso di potere da parte dell’Amministrazione, ha visto i genitori e la cittadinanza schierarsi contro l’Amministrazione Comunale:



·    La questura chiede ai commissariati di vigilare sui 138 istituti di cui è prevista l’apertura;


·    All’asilo Quinto Romano, interviene la polizia, chiamata dai genitori per calmare gli animi. Le famiglie dichiarano di essere pronte a denunciare il comune per interruzione di servizio.Vogliono indietro i soldi anticipati per il servizio;


·    L’Associazione dei Consumatori mette a disposizione i legali per il recupero dei soldi spesi;


·    Il Comitato di Quarto Oggiaro raccoglie le firme per depositare un esposto contro il comune di milano


·    Il 4 agosto al Centro Cisalpino i genitori picchettano la scuola;


·    Al Nido di Via Valsesia  e S.Mamete : i genitori chiamano i vigili e presentano una denuncia alla Procura della Repubblica;


·    Alla scuola di Via Fotis scontro fra genitori e dirigente scolatica, intervengono i poliziotti del commissariato Garibaldi


·    Alla scuola di Quarto Oggiaro di  Via Capuana i genitori lasciano i bambini e se ne vanno chiamando i vigili a custodirli;


·    Scuola di Via S.Elembardo 4 e Via Valsesia 54 la polizia chiamata prende i nominativi delle insegnanti assenti;


·    I genitori della scuola di via Anfossi 26 raccolgono le adesioni per un esposto da presentare in procura contro il comune per interruzione di pubblico servizio;


·    In Via Monte Popera 14 a Rogoredo, dove il servizio era stato assicurato fino alle ore 14.00 i genitori non si presentano a ritirare i figli e chiamano i vigili perché “nell’asilo ci sono 15 bimbi abbandonati solo con la dirigente scolastica”


·    Rogoredo. Asilo Paolina Caproni: i genitori appreso che no avrebbero potuto andare a lavorare per la chiusura del servizio occupano lo spazio antistante l’istituto come protesta;


·    La Digos interviene nelle scuole materne di: Via S. Elembardo, Via Cisalpino 38, Via Leone Fortis 10, Via Montechiari 7, Via De Vincenti 7, Via Quinto Romano 26, Via Branca 2, Via Forze Armate 59 , Via Valle Introna 12, Via Barzilai 8, Via Valsesia 54.


·    8 luglio Chiedo Asilo organizza una merenda di protesta ai giardini della Fondazione Catella all’Isola


·    Asilo Nido di S. Mamete le mamme creano un comitato e si recano al commissariato di zona a denunciare il Comune per disservizio.


·    Codacons interviene a sostegno dei genitori e chiede al comune la restituzione dei soldi pagati anticipatamente per il servizio non reso ma anche per recuperare i giorni di lavoro persi;


·    Rappresentanti di istituto e associazioni dei genitori riunite scrivono a Palazzo Marino minacciando cause e rimborsi.


·    Viene aperto un sito su internet e le storie dei genitori inondano i blog, si trasformano in raccolte di firme con atti di accusa contro il comune di milano: “Il comune non ha il minimo rispetto per i cittadini che portano i figli alla scuola estiva perché devono lavorare. Siamo trattati come sudditi, senza nemmeno il minimo preavviso. Questa Amministrazione vuole organizzare l’Expo ma non è in grado di portare avanti i servizi primari, scrive una madre, è da settembre che il comune sa che avrebbe utilizzato il personale per i centri estivi ma ha aspettato fino a giugno per renderlo pubblico e andare allo scontro, fregandosene altamente dell’utenza”



…… nonostante tutto questo ….



Il 14 agosto il Direttore Richiedei con il comunicato n. 3 ad oggetto: “Calendario educativo per le Scuole e i Nidi d’Infanzia anno 2008/2009”, richiamando delibere e circolari, riafferma la posizione:



·    Per le Scuole all’Infanzia: attività dall’8.9.08 al 31.7.09


·    Per i Nidi d’Infanzia: attività dal 1.9.08 al 31/7/09


·    Cita le festività e indica la sospensione dell’”attività educativa” dal 22.12.08 al 6.1.09 per le Vacanze Natalizie e dal 9.4.09 al 14.4.09 per le Vacanze Pasquali.



Il 27 luglio l’Amministrazione ha avvisato i genitori delle Scuole Materne, con un SMS, che le scuole apriranno il giorno 8.



Si prospetta un “autunno caldo”



Un’apertura delle Scuole a Settembre pesantissima: a tutti i problemi dello scorso anno irrisolti, si uniscono gli strascichi della vertenza estiva oltre a un’ulteriore carenza di personale dovuta al passaggio di 100 + 100 educatrici allo stato.



A tutte le educatrici:



Appuntamento il 3 settembre alle ore 14.30 nella sede RSU di Via Borsieri, per fare il punto della situazione decidendo come procedere sia legalmente (provvedimenti e ordini di servizio) che nelle lotte e valutando nel dettaglio l’applicazione della mozione  votata dalle lavoratrici riunite in assemblea il 21.7 scorso che vede come punti:


* Organizzazione di una conferenza di servizio  *  Rispetto dei rapporti numerici  * blocco degli inserimenti * blocco delle ore straordinarie * nessuna disponibilità alla reperibilità * rispetto della professionalità * l’istituzione delle bacheche sindacali e per i genitori nelle scuole * l’informativa alle famiglie sul funzionamento dei servizi e le eventuali iniziative.


 

“BASTA!! QUESTA SCUOLA E’ UN INGANNO,QUALITA’ TUTTO L’ANNO”

 

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