MORTI SUL LAVORO USB DENUNCIA: UNA STRAGE SENZA FINE!

Roma -

MORTI SUL LAVORO

USB DENUNCIA: UNA STRAGE SENZA FINE!


Giovedì 7 febbraio 2019, strada provinciale che collega Villareggia a Mazzè (TO), due dipendenti della Città Metropolitana di Torino vengono travolti da una macchina in velocità mentre si trovano su un cantiere.

Come in un triste rituale, i due cantonieri di nome Giuseppe di 59 e 62 anni (uno dei quali prossimo alla pensione) si aggiungono alla lista dei caduti sul lavoro, alimentando una statistica che definire tragica è un eufemismo.


1133 sono state le vite umane che il lavoro si è preso nel nostro Paese nel 2018 (il 10% in più rispetto all’anno precedente), vite donate da chi ogni giorno si sveglia per poter garantire il sostentamento (spesso con grosse difficoltà) per sé e la propria famiglia, con lavori spesso logoranti, sottoposto a ritmi usuranti e sempre più serrati ed a rischi sempre più elevati.

Vittime sacrificali di un sistema che vede i datori di lavoro motivati dal profitto (nel settore privato) o condizionati dalle limitazioni alla spesa imposte di fatto dalla UE (nel settore pubblico).


Ciò che è accaduto anche ieri si poteva evitare? Noi crediamo di sì, anzi ne siamo profondamente convinti.

Perché ciò che è successo, come in tantissimi casi analoghi, non è altro che il frutto di anni di provvedimenti volti alla forzata riduzione delle dotazioni organiche e di mezzi ed attrezzature nei servizi pubblici.

I feroci tagli ai trasferimenti, il duro blocco delle assunzioni, le limitazioni imposte alla spesa, non sono altro che il frutto di una miope strategia del rigore e del contenimento degli investimenti pubblici e che negli anni ha mortificato il settore, i servizi ai territori ed il Paese tutto.

L’emblema di queste politiche è rappresentato da tutto il sistema degli Enti Locali ed in particolare dalle Province e Città Metropolitane, vittime di una riforma demagogica e populista che ne ha drasticamente ridimensionato ruolo e funzioni, a danno di importanti servizi per i territori quali la manutenzione stradale e degli istituti scolastici, i controlli ambientali, tutti servizi ed attività necessarie a garantire la sicurezza e la salute dei cittadini.

Il personale di questi Enti, al netto delle esternalizzazioni al privato che sono state ampiamente effettuate, è stato ridotto all’osso e si caratterizza con un’elevata età media. I percorsi di formazione ed aggiornamento sulla prevenzione e protezione sono sempre più difficili da garantire, stante la scarsità di risorse, e negli Enti che soffrono il dissesto o il predissesto (e sono diversi) gli operatori dei servizi di manutenzione stradale sono costretti ad intervenire con mezzi e strumenti obsoleti ed insufficienti. Spesso non sono nemmeno dotati degli adeguati dispositivi di sicurezza personale (DPI) che risultano o assenti o usurati.


BASTA “MORTI BIANCHE”, BASTA MORIRE DI LAVORO!


Diritti,rispetto delle norme sulla sicurezza nei posti di lavoro,assunzioni di massa per permettere una migliore organizzazione del lavoro,abolire la Fornero e tutti in pensione con quota 40 per abbassare l’età media dei dipendenti pubblici,investimenti nelle attrezzature e negli automezzi necessari.


Spendere prima per non piangere dopo, questo si dovrebbe fare.


La nostra Organizzazione sindacale esprime il più sincero cordoglio e la sua vicinanza alle famiglie dei due lavoratori, a cui va l’abbraccio commosso di noi tutti.

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