Orvieto. I LAVORATORI NON SONO NUMERI

Orvieto -

Assistiamo preoccupati agli sviluppi legati all’approvazione del prossimo bilancio preventivo 2011.


Nel merito apprendiamo dalla stampa locale che circolerebbe la proposta di mettere in mobilità dieci dipendenti per risparmiare una corposa cifra della spesa corrente.


Questo non è possibile per due motivi: sulla base del Decreto del Ministero dell’Interno 26 marzo 2011 n.70 (“Rapporti medi dipendenti-popolazione validi per gli Enti in condizioni di dissesto, per il triennio 2011-2013”) che assegna 1 dipendente ogni 122 abitanti, l’Ente, con i suoi 171 lavoratori si trova in una situazione di sostanziale pareggio, anzi in leggero sotto organico e  il presupposto per la mobilità è che un altro Ente faccia richiesta di questi presunti lavoratori in esubero.


Siamo costretti ad intervenire, come Sindacato, perché l’unico risultato di tali voci, che sono nell’aria da mesi, è quello di alimentare un clima di intimidazione verso i lavoratori, già instaurato con la procedura di mobilità interna che ha interessato 17 dipendenti, la cui correttezza è ancora tutta da verificare. Tutto questo accade mentre le 14 posizioni organizzative, lo staff del Sindaco e i premi di produzione dei Dirigenti passano indenni i tagli di bilancio.


Eppure sembra ieri che il Consigliere Avv. Ranchino  si scagliava contro le numerose posizioni organizzative presenti nell’Ente. Dov’è finita quella sete -condivisa- di giustizia?


La recente manovra di mobilità interna del personale, portata avanti senza condivisione con le OO.SS.(come hanno già sottolineato più volte CGIL e CISL) e senza una necessaria verifica delle risorse umane assegnate ai singoli settori, dei carichi di lavoro, delle professionalità e delle qualifiche, mette a rischio il funzionamento dei servizi.

 


Alcuni esempi indicativi:


-    i servizi cimiteriali, settore purtroppo sempre in attivo e che subirà forti aumenti, vedono impiegato un solo dipendente, alla soglia della pensione, per 13 cimiteri;


-    l’ufficio “Osservatorio Rupe”, in attesa di un finanziamento regionale di circa un milione di euro da dividere con Todi dimezzato del personale (uno su due), reimpiegato nei parcheggi;


-    la girandola “licenziamenti”/“assunzioni”/trasferimenti che coinvolgono la Biblioteca e l’Asilo Nido di Sferracavallo, dal discutibile risparmio gestionale e il sicuro aumento della tariffa.

 


Questi casi dimostrano lo stato confusionale della Giunta Concina nei confronti del personale che inevitabilmente si ripercuote sui cittadini.

L’Unione Sindacale di Base, da pochi mesi attiva nel Comune di Orvieto, confermando lo stato di agitazione proclamato dall’assemblea del personale, è a disposizione dei lavoratori che, stanchi di subire scelte sbagliate, vogliono lottare in prima persona per la difesa dei propri diritti e per la dignità e il rispetto dovuto per il servizio che svolgono.

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