Per la Giunta Gualtieri il lavoro agile ai dipendenti comunali resta una chimera. Priorità a gestione fondi PNRR, Giubileo ed Expo

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Roma Capitale, 26 luglio 2022, una data da ricordare: i vertici dell’amministrazione capitolina hanno finalmente svelato il piano organizzativo del lavoro agile concepito dopo mesi (anni) di riflessione: la loro volontà si è tradotta nella concessione di un solo giorno a settimana di lavoro a distanza ad una quota limitata del personale impegnato in attività c.d. “smartabili”. Questa soluzione sarà attivabile solo tramite accordi individuali da sottoscrivere a partire da settembre 2022. Sono previste, ma per ora non definite, facilitazioni per l’accesso al lavoro agile per categorie di lavoratori e lavoratrici che si trovino in particolari condizioni di necessità.

Come USB e COBAS abbiamo ribadito, nelle due ore di confronto, la necessità di incentivare lo strumento dello smart working, ampiamente diffuso nel resto delle pubbliche amministrazioni, partendo da almeno due giorni a settimana. Dopo ampia discussione, e la chiusura da parte dell’amministrazione alla possibilità di sviluppare il lavoro a distanza su una base del 40% dell’orario di lavoro, la discussione si è incentrata sul documento presentato definendo, dopo nostra insistenza, l’avverbio “almeno”, dopo la locuzione di “un giorno a settimana (o 4 giorni/mese)” eventualmente aumentabili. Questo elemento lessicale potrebbe essere decisivo per favorire le situazioni di necessità o le attività totalmente erogabili a distanza, laddove si riusciranno ad attivare relazioni positive tra datore e dipendenti.

Durante il confronto, la componente maggioritaria del fronte sindacale si è limitata ad evidenziare elementi di dettaglio, attardandosi a disquisire sulla tassonomia degli istituti da adottare piuttosto che approfondire l’aspetto di maggior interesse ovvero la percentuale effettiva di prestazioni da erogare da remoto con l’intento esplicito di conseguire una vera evoluzione dei processi lavorativi fondata sull’organizzazione per obiettivi e la responsabilizzazione delle persone, e con l’effetto collaterale, non trascurabile, di incidere positivamente sull’ambiente urbano e sul work-life balance.

Questo è l’unico fattore che distingue il lavoro agile da una qualsiasi altra misura associata al periodo dell’emergenza sanitaria ed è l’aspetto che ha contraddistinto i nostri interventi sia in sede di confronto sia nelle proposte avanzate all’Amministrazione.

Nonostante le spinte proattive di alcuni esponenti della maggioranza di governo della città, la sensazione è quella di esserci confrontati con una controparte piuttosto indifferente, troppo concentrata sui target legati ai gradi eventi (Giubileo ed Expo) e alle risorse (PNRR) e del tutto disattenta sul fronte gestionale collegato alle condizioni di vita e di lavoro del personale dipendente.

Se a questo aggiungiamo la forza devastante della burocrazia difensiva incarnata dalla nostra classe dirigente, si spiegano perfettamente i motivi di questo amaro e deludente risultato.

Proseguiremo comunque nel tentativo di influenzare positivamente la conclusione della trattativa secondo le nostre coordinate, già condivise con una larga parte del personale interessato. Non fateci mancare il vostro sostegno. Grazie a tutte e tutti.

USB e Cobas di Roma Capitale

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