Argomento:

Provincia di Padova. "Province, tutto come prima". Una rinuncia all'Autonomia Locale a favore del Governo Centrale

In allegato il volantino

Padova -

Sul tema del  “Riordino delle Province”  si rende necessario intervenire perché  imprecisioni e distorsioni producono solo confusione e lasciano nell’ignoranza i cittadini.


La legge 95/2012 “Spending Review” prevede che  le funzioni delle Province quali Enti di area vasta siano:


1.    pianificazione territoriale provinciale di coordinamento nonché tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza;


2.    pianificazione dei servizi di trasporto in ambito di area provinciale;

autorizzazione e controlli in materia di trasporto privato, in coerenza con la programmazione regionale;


3.    costruzione, classificazione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad essa inerente;


4.    programmazione provinciale della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica relativa alle scuole secondarie di secondo grado.

 



Nel merito delle  disposizioni di cui  sopra riteniamo, che per i lavoratori e i cittadini, sia necessario:


1.    mantenere e garantire i servizi pubblici che l’Ente Provincia oggi  eroga;


2.    valorizzare le professionalità dei lavoratori quale valore aggiunto per il territorio;


3.    considerare la necessità di un organo Istituzionale quale strumento intermedio tra i Comuni e le Regioni;


4.    riordino complessivo degli Organi di Governo comprendenti: agenzie, uffici periferici, comuni, comunità montane, consorzi, camere di commercio.



Le dichiarazioni e notizie apparse su alcuni quotidiani Padovani, all’indomani dell’incontro del Consiglio Autonomie Locali (CAL) del 1 ottobre u.s.,  parlano di “deroga ai parametri della legge 95/2012”  o ancora “ di ascoltare il territorio”. Noi pensiamo che per il territorio e i suoi cittadini sia necessario mettere in chiaro   come  si erogheranno i servizi, con quali finanziamenti si continuerà a fare interventi nel sociale e in tutte quelle materie che per legge  verranno trasferte ai Comuni!.


E’ fuorviante dichiarare il mantenimento delle Province grazie all’accorpamento dei Comuni in quanto  il vademecum Ministeriale precisa che “…non si consente alla Provincia di raggiungere i requisiti minimi richiesti ( 2.500 km2 di territorio e popolazione non inferiore a 350.000 abitanti) con l’aggregazione di altri Comun, in quanto i requisiti devono essere posseduti dalla Provincia alla data di adozione della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20.7.2012.”. Pertanto gli escamotage che ieri il Consiglio Autonomie Locali (CAL)   ha cercato di mettere in campo,    nell’intento di “ non cambiare  nulla” e/o “tutto come prima”, di fatto mette la Regione Veneto nella condizione di non essere in grado di  proporre un’ipotesi di riordino/assetto territoriale  delle attuali Province, proposta  da inviare al Governo entro il 24 ottobre,  e lasciare che sia il Governo, a fine anno, ad assumere la decisione nel merito di una ridefinizione del territorio veneto, peraltro già anticipata.

Questa “non proposta” avrà conseguenze negative  per i cittadini e i servizi afferenti e per  il futuro dei  lavoratori delle Province del Veneto che vedono venir meno il diritto ad una preventiva informazione in merito alla definizione del fabbisogno delle dotazioni organiche.

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