Provincia di Roma. DEJA VU

In allegato il volantino

Roma -

A leggere il manifesto elettorale, sembrerebbe, che quanto affermato sia cosa fatta. Sbagliato.

 

Lo stesso Assessore al lavoro afferma: “.. la Provincia di Roma spenderà, per cofinanziare la formazione, circa 350 euro per una consistente (!) parte degli oltre 20.000 apprendisti (già) presenti nel territorio provinciale.. (coinvolgendo) enti datoriali e sindacati del territorio..

Gli altri 8 milioni andranno invece a finanziare i tirocini…a 500 euro mensili…(che saranno) seguiti dal personale (quale, considerate le carenze?) del Centro ..per le aziende che assumeranno il lavoratore al termine del percorso con contratto a tempo indeterminato sono previsti premi (sic!) da 5000 euro.. Per questo motivo abbiamo deciso di investire una quantità importante di risorse a favore di una riforma anticiclica che punta a rivoluzionare il percorso formazione-lavoro andando oltre le misure emergenziali”(http://www.provincia.roma.it/news).

 

Aldilà della boutade elettorale, riteniamo che, nell’attuale contesto socio economico, caratterizzato da una crisi sistemica e strutturale, debbano essere riviste le misure atte ad alleviare le conseguenze prodotte da un “sistema” proteso all’esclusiva “plus-valorizzazione” dei profitti.

 

Offrire ai cittadini un’immagine distorta di ciò che non si è ancora fatto, crea solo uno spasmodico stato di attesa.

 

Ci si dica quale azienda, data l’attuale situazione (a Roma da gennaio a marzo hanno chiuso 340 esercizi commerciali, che rappresentano anche posti di lavoro, e la cassa integrazione è balzata al + 282%), è disposta ad assumere a tempo indeterminato, dietro “premio” di 5.000 euro, quando abbiamo accertato (sono le statistiche ad affermarlo), il completo fallimento di politiche atte all’emersione del lavoro nero od alla stabilizzazione; e ciò, mentre le attività ispettive verranno ridimensionate per i prossimi anni, cercando di non essere <<invasive nei confronti delle piccole e medie imprese>> in quanto <<la criticità del momento contingente rafforza la scelta di investire su di un’azione di vigilanza selettiva e qualitativa, diretta a limitare ostacoli al sistema produttivo>>.



Per non dire delle eventuali ingerenze delle “famiglie” e delle “raccomandazioni”, da cui la Provincia di Roma non è esente. Provincia, che ha visto decine di accordi con “enti datoriali e sindacati del territorio”, ma che non ha mai saputo dirimere il suo PIL, dovuto all’esasperato lavoro precario, grigio e nero, “offerto” da quelle aziende che dichiarano redditi e perdite da far impallidire un qualsiasi travet.

Potremmo dissertare all’infinito sulla ciclicità o meno della crisi, ma ripercorrere politiche di “welfare” fallimentare già implementate nel corso dei decenni, ci sembra un autoreferenziale deja vu, senza poi, non voler considerare le inutili scopiazzature delle cosiddette politiche attive del lavoro, con i vari patti e pattarelli, mai stati utili a favorire le dinamiche del mercato del lavoro, bensì a sostenere organismi parassitari ed individui improduttivi.

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