Provincia di Terni. IL BANCO VINCE E PRENDE TUTTO!

In allegato il comunicato e la lettera della cgil

Terni -

Se non ci fosse da piangere… si potrebbe ridere a crepapelle!!

Con uno scatto repentino degno di un centometrista a piedi legati, ora c’è chi propone un anticipo della produttività a Novembre e le “Progressioni Orizzontali GIURIDICHE”.


La nuova dizione “GIURIDICHE” applicata alle progressioni orizzontali è veramente un grande esercizio di fantasia. Infatti le progressioni economiche all’interno della categoria non hanno nulla di GIURIDICO, come ha ribadito più volte l’ARAN stessa.


Forse i nostri campioni del salto del gambero si riferiscono al fatto che, come previsto dalla circolare n. 12 della Ragioneria Generale dello Stato in ordine alla giusta applicazione dell’art. 9 del D.L. 78/2012 poi convertito nella legge 122/2010, pur con il blocco stipendiale, resta possibile prevedere progressioni economiche nella categoria il cui compenso, però, potrà essere erogato, solo a far data dal 1 Gennaio 2014 senza effetto retroattivo e quindi senza la corresponsione di arretrati.


Quello che però la stessa circolare chiarisce è che per fare questa operazione è necessario quantificare l’onere delle progressioni, rendendo indisponibili ad altre finalità, le necessarie risorse fino a tutto il 2013.



Ciò vorrebbe dire che i soldi necessari per fare le famose progressioni orizzontali “giuridiche”, DEVONO essere bloccati nel fondo e non possono essere erogati ad alcun titolo, né potranno essere erogati successivamente come arretrati.


 
Quindi è evidente che programmare progressioni orizzontali in questa situazione equivale a bloccare risorse che poi non possono essere corrisposte neanche come arretrati, né per altre finalità.


In pratica una vera e propria decurtazione del salario accessorio 2013 già in grande difficoltà, a vantaggio dell’Amministrazione Provinciale, della serie “IL BANCO VINCE E PRENDE TUTTO!!”



In questo stato di cose la richiesta di anticipo della produttività, (già di per sé ridicola visto che annualmente sono previste somme che in media raggiungono la stratosferica cifra di 400/500 euro lorde), diventa una beffa bella e buona.



Cosa si vuol anticipare se togliamo altri soldi al fondo??



Noi pensiamo che invece di addentrarsi in queste campagne pubblicitarie, viste le continue ed insistenti voci di soppressione delle Province, sarebbe DOVEROSO spingere verso la Regione dell’Umbria per tentare di aprire un tavolo e discutere del futuro dei servizi e, soprattutto, dei posti di lavoro fortemente messi a rischio.



Per il momento solo l’USB ha dichiarato lo sciopero sulla riforma delle Province, se qualcuno pensa che basti un piatto di lenticchie, (tra l’altro pagate a caro prezzo) per far star buoni i lavoratori, sappia che si sbaglia.

Per questo invitiamo tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero delle Province del 6 dicembre p.v. a Roma, con manifestazione sotto il Ministero Affari Regionali.

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