Provincia di Terni: LA COMPETENZA NON SI MISURA IN DECIBEL

In allegato il volantino

Terni -

Ieri si è tenuto un incontro con l’Amministrazione per la definizione del contingente dei soprannumeri per pensionamenti pre-Fornero, fase che l’Ente ha ritenuto di trattare a “stralcio” rispetto alla ridefinizione complessiva delle dotazioni organiche.
Una questione quindi molto delicata, ma anche un’opportunità importante per chi potesse vantare alcuni requisiti.

Avremmo avuto bisogno di una presenza sindacale forte e determinata nel merito dei temi e delle questioni, così da costringere la controparte a misurarsi e a dare risposte ai problemi drammatici che i lavoratori della Provincia vivono ormai da troppo tempo.

Per far questo, competenza e capacità da parte sindacale, restano elementi imprescindibili, ma anche il rispetto ed il senso della misura, sono parte di quel bagaglio culturale indispensabile quando ci si confronta soprattutto su quei temi che possono decidere in meglio o in peggio la vita dei lavoratori.

La FpCgil ha abbandonato tutto questo e attraverso un suo esponente indicato dalla Segreteria Provinciale, ha deciso di usare toni e modalità aggressive ed intimidatorie, condite da urla e colpi di pugni sul tavolo, nel tentativo, ovviamente fallito, di intimidire la delegazione trattante e negare la possibilità alla sottoscritta di esprimere pacatamente e democraticamente il proprio punto di vista.
Questa vergognosa azione ha finito con il delegittimare le posizioni di tutte le OO.SS., che dovevano trovare risposte a temi importanti, risposte che invece non sono venute.

Ancora più grave è stato il comportamento della delegazione trattante di parte pubblica che, incapace di governare il tavolo, ha permesso che fosse compiuto un atto così sgradevole e increscioso, aggressivo e violento, ancor più grave perché posto in essere verso chi ha ricevuto il mandato alla rappresentanza da parte dei lavoratori attraverso il voto.

Un comportamento sia quello della FpCgil, sia quello della Presidente della delegazione di parte pubblica, talmente fuori luogo ed inadeguato, che ha indotto anche e la stessa delegazione CISL ad alzarsi al completo ed a minacciare l’abbandono del tavolo, se quello spettacolo da “saloon e stadio” non avesse avuto fine.

Il "capolavoro" politico si è così concretizzato: “alla fine della fiera” la delegazione di parte pubblica ha preso atto del mancato accordo e si è riservata di assumere sulla questione una propria decisione unilaterale.

Avrei voluto proporre, quale punto di incontro delle diverse istanze, l’inserimento del criterio della “volontarietà” all’accesso al pensionamento, elemento valorizzato e praticato in numerose altre situazioni del panorama nazionale e sostenuto dall’USB…ma ciò mi è stato impedito.

Una volta si studiava e ci si preparava per dare risposte ai lavoratori, oggi la FpCgil urla e sbatte i pugni sul tavolo per dare risposte solo a sé stessa!!....Good Luck!!

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