PROVINCIA DI TERNI - NON CI RESTA CHE…COPIARE!!

Terni -

Abbiamo appreso dalla stampa locale, che la Provincia di Perugia ha approvato in via definitiva la riorganizzazione e la macro struttura dell’“Ente di Area Vasta”, disegnato in modo di gestire al meglio la funzionalità e l’efficienza dei servizi ai cittadini.

Il nuovo Ente sarà organizzato con una Direzione generale, 3 Aree tematiche, 11 Servizi e 34 uffici a cui dovranno sommarsi 4 uffici a seguito dei conferimenti della Regione. Tutti gli incarichi di organizzazione sono stati prorogati al 31 ottobre.

Ed alla Provincia di Terni? Cosa ne sarà di importanti servizi al territorio? Quali saranno le prospettive del personale impegnato nell’Ente? C’è sostenibilità finanziaria e di bilancio nonostante i tagli confermati dal Governo? A che punto sono gli atti di organizzazione che ormai, vista la tempistica imposta dal Governo, sono divenuti urgenti ed ineludibili?

Certo, l’attivismo del Presidente della Provincia di Perugia che ha adottato nei tempi congrui tutti gli atti determinati dal quadro normativo e di legge che accompagnano questa scellerata “controriforma”, rende eclatante il totale immobilismo del Presidente della Provincia di Terni, sempre ed evidentemente costretto a rincorrere il collega nell’adottare i provvedimenti e le azioni amministrative dovute, il più delle volte sconfessato dall’evidenza dei fatti nell’affermazione “agiamo insieme alla Provincia di Perugia”!

Più volte la RSU e le OO.SS hanno chiesto un maggiore e diverso livello di coinvolgimento, anche tramite l’istituzione di un apposito tavolo tecnico per gestire i processi di riorganizzazione con la necessaria trasparenza e partecipazione, proprio per scongiurare quello che invece sta accadendo nei fatti e cioè che la problematica della Provincia di Terni finisca per assumere un carattere assolutamente residuale rispetto a quella di Perugia, con il rischio di dover sopportare costi non dovuti. (Non sarebbe

la prima volta per il nostro territorio nelle questioni di riorganizzazione a carattere regionale…)

Ricordiamo che in questo processo di riorganizzazione è in gioco anche la dignità del nostro territorio, dei tanti lavoratori e lavoratrici impegnati nell’Ente, oltre che di importanti servizi ai cittadini.

Nessun riscontro dal Presidente nemmeno sul versante delle sollecitazioni poste in campo sulle partite economiche e salariali.

La Dirigenza ha incassato l’accordo sulla distribuzione del salario accessorio per il 2015, prefigurando la possibilità di determinare addirittura un significativo aumento retributivo a favore dei tre dirigenti dell’Ente. E questo in assenza di bilancio, con un atto ai limiti della regolarità amministrativa, oltre che in spregio al principio etico che dovrebbe vedere un’equa distribuzione dei carichi e penalizzazioni in questo difficile momento tra dirigenza e comparto.

Diversamente invece, la RSU e le OO.SS. sono state coinvolte in tavoli per trattare questioni risibili:

pareri Aran sulle indennità di rischio/disagio noti da anni ed ora divenuti improrogabili

nell’applicazione, questioni economiche del valore di pochi Euro che hanno addirittura portato ad accordi non condivisi dalla RSU. (Solo CGIL e UIL hanno sottoscritto…)

Crediamo sia giunto il momento di un sostanziale cambio di passo!

Ben venga la riunione della RSU di mercoledì prossimo. E’ ormai urgente e necessario che l’Organismo di rappresentanza dei lavoratori ponga in atto azioni idonee, a partire da una corretta informazione e condivisione con i dipendenti, per avviare anche alla Provincia di Terni un percorso chiaro e trasparente sulla riorganizzazione, per garantire una dignità ai tanti lavoratori e lavoratrici di questo Ente, prospettive chiare per il futuro lavorativo e per i servizi ai cittadini.

Chiediamo trasparenza, infine, sulle scelte che l’Amministrazione ha inteso avallare per la Dirigenza, scelte che non possono e non devono passare sotto silenzio.

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