Provincia di Torino. Diritti e democrazia nel buco nero delle RSU

In allegato il volantino

Torino -

Ammantandosi di essere gli unici rappresentanti dei lavoratori CGIL CISL UIL in questi anni hanno detto:


>    SI! alla abolizione della scala mobile, unica difesa dei salari;


>    SI! alla concertazione con aumenti salariali irrisori e sempre meno diritti;


>    SI! alla precarizzazione e alla flessibilità del posto di lavoro;


>    SI! ad una pensione pubblica sempre più lontana e misera ed allo scippo della liquidazione;


>    SI! alla campagna denigratoria dei pubblici dipendenti e alla privatizzazione dei servizi pubblici;



A queste scelte noi di RdB - nonostante il tentativo di zittirci- ABBIAMO DETTO E DICIAMO NO! SENZA SE E SENZA MA.

 

 

ABBIAMO DETTO E DICIAMO SI!

>    ad una nuova scala mobile per il recupero dell’inflazione reale;


>    ad aumenti adeguati dei salari;


>    ad una pensione pubblica e dignitosa;


>    ai diritti di tutti e alla fine dei privilegi per alcuni;


>    alla abolizione delle leggi sul precariato e ad un lavoro dignitoso;


>    ad una maggior sicurezza sul lavoro.

Per queste nostre scelte siamo stati additati come “massimalisti, “disfattisti”, “fuori dalla realtà” ecc.
LA REALTÀ PURTROPPO CI HA DATO RAGIONE



Salari e pensioni bassissimi, rinnovi dei contratti sempre più spostati nel tempo, rapporti di lavoro sempre più precari e flessibili, aumento degli incidenti e dei morti sul lavoro, privatizzazione selvaggia dei servizi pubblici e aumenti ingiustificati di prezzi e tariffe, hanno incrementato il numero dei nuovi poveri.



Contemporaneamente più ricchezza è confluita nelle tasche di chi ricco già lo era.


Altri che non risentono di questi disagi sono i rappresentanti delle caste vecchie e nuove.



Nonostante l’evidenza dei fatti, CGIL CISL UIL non riconoscono il fallimento della loro politica sindacale e, lungi da qualsiasi autocritica, continuano per la loro strada arrivando a chiedere al Governo un tavolo di trattativa dove non sia presente un sindacato di opposizione come RdB.



Presso l’Ente Provincia di Torino CGIL CISL UIL vanno ben oltre e pretendono di rappresentare da sole circa 2000 dipendenti.


Dopo l’approvazione di un regolamento di gestione che istituiva l’Esecutivo ed il Coordinamento, il Consiglio delle RSU è stato svuotato di tutte le sue prerogative.



In quasi 3 mesi dalle votazioni il Consiglio RSU, espressione dei circa 1300 lavoratori/votanti si è riunito un’ unica volta e solo per votare il Regolamento, senza per altro discuterlo.


Al pari di tutte le altre RSU elette, i delegati RdB non ricevono informazioni e documentazione dalle Ufficio Relazioni Sindacali né tanto meno dal Coordinamento RSU.


Al pari di tutti i lavoratori, le RSU leggono dello stato delle trattative su Primo Piano, portale intranet della  Provincia.


Nonostante siano pubbliche nulla si sa delle riunioni dell’Esecutivo.


Senza informazioni e senza il diritto di parola il Consiglio RSU è ridotto ad un fantasma e viene citato nei comunicati CGIL CISL UIL solo per avallare le decisioni da loro prese.


Niente più dissenso, niente più diritto di parola. Tutte le decisioni sono prese all’unanimità.



Tu senti rappresentati i tuoi bisogni?


I tuoi diritti hanno voce?


In Provincia la RdB è l’unica voce di dissenso; l’unica che dà voce ai diritti diffusi e che si oppone ai privilegi e ai personalismi.

 



Firma anche tu per il tuo diritto ad un sindacalismo democratico e affinché il Consiglio RSU torni ad avere un ruolo centrale.

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