PUBBLICA INSICUREZZA

In allegato il volantino e il comunicato stampa del Censis

Nazionale -

Da ieri le nostre città sono presidiate dai soldati. La vera e propria crociata condotta nel nome della sicurezza dei cittadini sta producendo – al contrario - un clima da assedio che genera un effetto tuttaltro che tranquillizzante.
Dopo aver fomentato la paura (sia da destra, che da sinistra) verso lavavetri, zingari, prostitute, ambulanti, etc. si passa all’azione.


Ma da chi e da cosa dobbiamo difenderci?


E’ stato detto che l’impiego dei militari avrebbe reso possibile di svincolare in maggior numero di poliziotti e di carabinieri, mentre in realtà assistiamo a dispendiose duplicazioni di uomini e mezzi.


Non escono indenni da questa “militarizzazione” vigili urbani e polizie locali. In alcuni casi procurando addirittura un effetto di moltiplicazione dell’attività di ordine pubblico, che è certamente opposto ai proclami di Brunetta rispetto al controllo della spesa pubblica. In altre circostanze – come a Roma – il pacchetto sicurezza rischia di diventare una polpetta avvelenata a causa del contemporaneo riarmo dei vigili urbani e del disgustoso baratto che i sindacati concertativi stanno mercanteggiando sulla riorganizzazione del corpo (avanzamenti di carriera in cambio della pistola per tutti).

Paradossalmente il giorno dopo l’arrivo dell’esercito in città il CENSIS ufficializza quello che abbiamo sempre sostenuto; il comunicato del 5 agosto titola eloquentemente “Le morti “ordinarie” sul lavoro o in strada superano gli omicidi” e snocciola i dati che confermano che “l’emergenza criminalità” è una invenzione, mentre la vera emergenza è quella degli omicidi sul lavoro.


E’ chiaro il disegno generale.


Dopo aver alimentato la paura, occorre militarizzare il territorio e intervenire con procedure d’emergenza per eliminare ogni forma di dissenso sociale e ogni caratteristica “sociale” dello stato.


In questo senso la campagna terroristica orchestrata da Brunetta & Soci nei confronti degli impiegati pubblici sempre più precarizzati, serve proprio a sostenere l’idea di uno stato leggero in cui i servizi pubblici o si comprano o – se si è particolarmente indigenti – si elemosinano!


In un assordante silenzio ci stanno traghettando in una “repubblica delle banane”: ladri, nani e ballerine al potere, popolazione spremuta ed esercito in strada a impedire e, se necessario, reprimere il dissenso. Altro che Europa!

RdB è convinta che non v’è alcuna reale necessità rispetto alla sicurezza; assistiamo addirittura nella riduzione degli omicidi (cfr.comunicato Censis).

La vera emergenza sono le morti sul lavoro e gli incidenti stradali.

Che i soldati rientrino nelle caserme e le risorse sperperate in questo teatrino (che immaginiamo consistenti) vengano utilizzate per i controlli rispetto alla sicurezza sui luoghi di lavoro, per la lotta alle più bieche forme di sfruttamento (lavoro nero e grigio, precariato, caporalato, minori, etc.) nonché nella sicurezza stradale.

 

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