QUESTIONARIO "MISURIAMOCI LA FEBBRE"

Genova -

Dopo la positiva esperienza del questionario on-line “Valuta i valutatori” del 2015, riproponiamo anche quest'anno un questionario dal titolo “Misuriamoci la febbre”, per meglio conoscere, senza pretese di scientificità, il mondo del lavoro di cui tutti noi facciamo parte.

Qui potete trovare il questionario, completamente anonimo, che vi invitiamo a compilare entro il
3 giugno 2016:

www.survio.com/survey/d/E1F6N1A2T2P9R3G8B

Come consuetudine, in questi giorni l'Amministrazione completerà l'aberrante rituale della Valutazione della Performance Individuale (le odiate pagelline). I dirigenti si sbizzarriranno nel dare valutazioni ai nostri comportamenti.
Queste incideranno sulla “Produttività” che ci verrà elargita.

Ma la vera novità di quest’anno è che questa valutazione, sommata a quella di due anni precedenti, darà la possibilità a qualcuno di fare una progressione orizzontale e lo impedirà a qualcun altro.

Come da sempre andiamo sostenendo, il sistema della “premialità” è profondamente iniqua. E' iniqua per natura ed è iniqua la sua applicazione: l'Amministrazione non consente di partire tutti con le stesse opportunità ed è e sempre più carente nel rispettare obblighi di legge.  Dal parere del CUG emerge una discriminazione di genere nell'attribuzione dei punteggi delle valutazioni. Si osserva inoltre una spiccata tendenza ad attribuire alle qualifiche più basse punteggi più bassi (generalmente sotto i 300 per i B, intorno ai 330 per i C, fino al punteggio di almeno 360, in genere, per  i D).

Uno di questi riguarda l'applicazione piena della L. 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, in base alla quale l'amministrazione è tenuta a valutare anche i rischi da stress-lavoro correlato, informarne i lavoratori e prendere tutti i provvedimenti necessari al fine di migliorare le loro condizioni.

Sono ormai cinque anni che noi lavoratori della Città Metropolitana di Genova affrontiamo un attacco senza precedenti che ci sta precarizzando sempre di più.

Attacco violento che investe tutto il Pubblico Impiego, da parte dei vari governi che si sono succeduti (da Berlusconi a Renzi) e che seguono i diktat dell'Unione europea e delle sue politiche di austerity producendo effetti devastanti sui lavoratori e sui servizi pubblici.

In questo quadro le Amministrazioni Pubbliche hanno svolto il ruolo degli applicatori materiali di tutti i tagli, senza opporre la minima resistenza.

Noi lavoratori della Città Metropolitana ci siamo visti imporre trasferimenti di massa, cambio dell’orario di lavoro, riduzione dei ticket, tagli al salario accessorio, impoverimento della busta paga a causa del blocco continuo del nostro CCNL.

L'Amministrazione con tutta una serie di atti unilaterali ha tagliato del 40% le spese del personale ha subìto le scelte insufficienti della Regione sul trasferimento delle funzioni e dei lavoratori. In questi giorni è artefice della cancellazione di fatto della Polizia Provinciale, i cui lavoratori sono inseriti sul portale della mobilità, e non prende posizione sulla delicata vicenda dei CPI.

La riorganizzazione del nuovo ente è tutt'altro che indolore: ancora non è chiara la microstruttura,  dilagano voci ricorrenti di trasferimenti di sedi di lavoro con tutte le conseguenze sulla qualità della vita di molti colleghi, aumento dei carichi di lavoro e delle responsabilità, aumenta l’incertezza nei propri ruoli e del proprio futuro lavorativo, gli stipendi che non danno più possibilità di respiro alle nostre famiglie.

USB-PI con questo questionario lancia un segnale: i lavoratori non sono usciti indenni da queste vicende, da un punto di vista della salute personale. Ma molti non se ne rendono conto e vivono il proprio disagio in modo solitario.

Il malessere che probabilmente molti vivono si chiama stress da lavoro correlato. Vogliamo “misurarci la febbre” per capire quanti di noi sono al limite della irreversibilità.

E' scientificamente provato che esistono disturbi fisici e psicologici legati al disagio lavorativo, correlati ad alcune caratteristiche del lavoro svolto tra cui rientrano i carichi eccessivi, la presenza di scadenze pressanti, le ambiguità del ruolo, le caratteristiche disfunzionali dell'organizzazione in cui si opera e i salari inadeguati ad un livello di vita dignitoso.

In ambito lavorativo lo stress viene considerato come una difficoltà di adattamento reciproco, tra l'individuo e l'organizzazione, che comporta uno squilibrio tra le richieste organizzative e le risorse personali del soggetto di affrontarle.

Insomma la colpa è del lavoratore che non si sa adattare, e il risultato di leggi sbagliate e di una cattiva gestione ricade tutto su di noi. Ci causano una malattia ed invece di trovare la cura ci penalizzano con la valutazione individuale.

Tra le forme di stress, una particolare tipologia è quella che può essere riscontrata nella “sindrome di burnout”. La traduzione italiana è “lavoratore bruciato” o “andato in corto circuito”

Il “burnout” ha alcune manifestazioni specifiche:

•    deterioramento progressivo dell'impegno nei confronti del lavoro;
•    deterioramento delle emozioni;
•    problemi di adattamento tra la persona e il lavoro.

USB-PI della C.M. è convinta che la miglior cura sia la reazione organizzata-conflittuale, ad un sistema lavorativo che tende ad isolarci ed a schiacciarci, alzare la testa per riprendersi salario, dignità e l’orgoglio di essere dipendenti pubblici che erogano servizi fondamentali alla cittadinanza.

Il questionario ci aiuterà ad impostare le battaglie che ci attendono nei prossimi mesi.

USB il sindacato che serve!   

USB-P.I. Città Metropolitana di Genova        

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