Regione Campania, fondi pubblici alla formazione: stop agli abusi, serve gestione pubblica
Un’inchiesta giornalistica del noto giornale online “Fanpage”, dal titolo “Test falsificati, risposte suggerite, esami copiati: gli audio che svelano la truffa dei corsi OSS”, scoperchia il vaso di Pandora su ciò che, come USB, denunciamo da anni: la mercificazione del settore della formazione.
All’interno dell’articolo emergono gravi irregolarità nello svolgimento dei corsi di formazione professionale per OSS (operatori socio-sanitari) e di altre classi, in ambito sanitario e non solo: prove truccate, impreparazione degli studenti, episodi di corruzione, carenze nella formazione, rilascio di titoli senza un reale percorso formativo e spreco di denaro pubblico. Qualora quanto riportato risultasse confermato, si tratterebbe di un fenomeno non recente, ma sviluppatosi nel corso degli ultimi decenni, che ha conosciuto un’ulteriore accelerazione negli anni più recenti, anche a partire dall’introduzione del programma GOL, attuato attraverso un costante finanziamento del settore privato della formazione con fondi pubblici regionali ed europei.
Non a caso si è diffusa sul territorio campano una molteplicità di enti di formazione che, salvo poche e apprezzabili eccezioni, sono stati più interessati a intercettare e incassare le risorse stanziate dalle politiche attive che a garantire una formazione realmente efficace e utile all’inserimento lavorativo degli utenti.
È necessario che la neo Giunta Fico, che dovrebbe caratterizzarsi per posizioni a difesa del pubblico e per il superamento delle logiche affaristiche del passato, metta un freno a quello che è diventato un vero e proprio scandalo. Non è possibile, anche alla luce dell’uscita dal Piano di rientro sanitario e del conseguente avvio dei concorsi in tale settore, che vengano utilizzati titoli – ai fini dei punteggi – che potrebbero avvantaggiare candidati privi delle competenze effettivamente richieste.
È necessario fare chiarezza sull’utilizzo di queste risorse pubbliche e sugli enti di formazione accreditati presso la Regione.
Sarebbe inoltre opportuno, anche alla luce della conclusione del programma GOL, conoscere i risultati in merito agli inserimenti occupazionali derivanti da tali corsi di formazione. Se, come riteniamo, tali risultati fossero negativi, bisognerebbe far tesoro di questa ennesima occasione sprecata.
Più in generale, occorrerebbe mettere in discussione l’intero sistema della formazione esternalizzata ai privati e avviare un percorso di internalizzazione dei servizi legati alla formazione.
È davvero così difficile pensare che la Regione Campania possa erogare direttamente la formazione, attraverso una gestione diretta o tramite una società in house, estromettendo gli enti privati da quello che è diventato un vero e proprio business?
Laddove prevale il profitto del privato, esso finirà sempre per avere il sopravvento su legalità, merito e competenze. Solo un sistema interamente pubblico, scevro da logiche di guadagno, potrebbe garantire un modello realmente efficace, giusto e imparziale.
USB P.I Campania