Regione Emilia Romagna. CONTRATTAZIONE TERRITORIALE: LE NOSTRE RICHIESTE
CONTRATTAZIONE TERRITORIALE: LE NOSTRE RICHIESTE
Dopo i primi incontri dei tavoli di trattativa territoriale e in vista dei prossimi incontri condividiamo con le lavoratrici e i lavoratori i principali temi che per USB dovranno essere al centro della discussione nel confronto tra Amministrazione e rappresentanze sindacali.
innanzitutto, una premessa indispensabile: il riconoscimento del buono pasto nelle giornate di lavoro agile e nelle giornate miste deve rappresentare una immediata priorità e non deve essere in alcun modo collegata o subordinata alla contrattazione territoriale.
Dopo mesi di richieste, assemblee, diffide e mancate risposte, non esistono più ragioni per rinviarne l'applicazione. Si tratta di un istituto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale e il suo riconoscimento non può continuare a essere rinviato o condizionato da altri percorsi negoziali.
Riteniamo inoltre che il confronto su questo argomento debba rappresentare un'occasione per rafforzare ulteriormente l'istituto del lavoro agile e la flessibilità dell’orario di lavoro, valorizzandone il ruolo nella conciliazione tra vita e lavoro e nell’organizzazione dei servizi.
Le nostre richieste:
LAVORO AGILE, ORARIO DI LAVORO E BUONI PASTO
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nessuna modifica peggiorativa dell'attuale disciplina del lavoro agile.
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riconoscimento del buono pasto nelle giornate di lavoro agile;
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riconoscimento del buono pasto nelle giornate miste;
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riconoscimento degli arretrati maturati;
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riconoscimento del valore massimo previsto dalla normativa vigente (attualmente 7 euro);
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utilizzo di risorse dedicate, senza ricorso al fondo delle risorse decentrate;
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riconoscimento del buono pasto con il solo requisito delle 4 ore e 30 minuti previste per il riconoscimento della giornata in presenza;
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rimozione dell'attuale vincolo di uscita minima alle ore 15.00;
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riconoscimento automatico della giornata di presenza quando il lavoro agile sia disposto o raccomandato dall'Amministrazione a causa della chiusura delle sedi, di problemi di viabilità o di altre situazioni analoghe;
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attuazione di forme di lavoro agile potenziato per il personale residente ad almeno 30 chilometri dalla sede di lavoro o in aree montane o poco servite da mezzi pubblici;
CONTRATTAZIONE TERRITORIALE E RIORGANIZZAZIONE
L'integrazione tra Regione, Agenzia Regionale per il Lavoro ed ER.GO non può tradursi in penalizzazioni economiche, professionali o organizzative per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti.
Se l'Amministrazione ritiene che questo percorso rappresenti un'opportunità e un rafforzamento del sistema regionale, tale valore deve produrre benefici concreti anche per chi ogni giorno garantisce il funzionamento dei servizi.
Le lavoratrici e i lavoratori non possono essere chiamati a sostenere il costo della riorganizzazione attraverso una maggiore gerarchizzazione delle strutture, una riduzione degli spazi di autonomia professionale, l'aumento dei carichi di lavoro o il rallentamento delle prospettive di crescita economica e professionale.
Per USB esistono alcune priorità sulle quali l'Amministrazione è chiamata a fornire risposte e impegni precisi:
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incremento stabile delle risorse destinate al Fondo Risorse Decentrate e applicazione del Decreto P.A. alle quote di fondo di ERGO e ARL;
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attuazione degli impegni assunti con l'accordo stralcio 2026 con il progressivo consolidamento della quota di produttività del comparto (almeno 500 euro in più rispetto a quanto attualmente garantito in Regione);
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utilizzo della quota massima consentita dalla normativa per i differenziali stipendiali come già applicato in Regione;
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rafforzamento del welfare aziendale: buoni spesa a € 1.000,00 pro capite senza criterio dell’ISEE;
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massima informazione, trasparenza e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori sulle modifiche che dovranno affrontare e sulle riorganizzazioni degli Enti di provenienza durante tutto il percorso di integrazione.
Inoltre, riteniamo necessario un chiarimento sulle misure che l’Amministrazione intende adottare per garantire a tutti i lavoratori la disponibilità di una postazione di lavoro, alla luce della riduzione degli spazi conseguente alla chiusura di alcune sedi regionali.
Per noi di USB il punto resta semplice: la riorganizzazione deve migliorare le condizioni di lavoro. Nessuno deve perdere diritti, tutele o trattamento economico a causa del processo di integrazione in corso.
Unione sindacale di base – Regione Emilia-Romagna
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