Regione LAZIO: DICIAMO BASTA ALLE SPECULAZIONI SUI SERVIZI PER I DIPENDENTI

Roma -

Con la riapertura dello spaccio aziendale, della sede di via R.R. Garibaldi, sono stati finalmente riassunti i lavoratori, che si erano ritrovati licenziati, senza preavviso, per la ristrutturazione dei locali. Le RdB/CUB si erano immediatamente attivate, su richiesta dei lavoratori stessi, per giungere ad un accordo che consentisse la loro riassunzione, una volta riaperto l’esercizio commerciale. Nonostante le nostre richieste di trasparenza all’amministrazione fossero più articolate e precise, e siano rimaste del tutto disattese, esprimiamo piena soddisfazione esclusivamente per la conclusione positiva della vicenda occupazionale.

L’apertura del nuovo spaccio, così come è avvenuta, non assolve però alla funzione di supporto e di sostegno al reddito familiare dei dipendenti regionali. La convenzione tra DDRL e gestore, infatti, obbliga quest’ultimo a praticare "prezzi concorrenziali rispetto a quelli praticati dalla grande distribuzione". E’ doveroso sottolineare che ciò non accade, nonostante la gestione sia anche favorita economicamente da un canone di locazione a dir poco ridicolo, di 162 euro mensili, dagli altri servizi totalmente gratuiti (corrente elettrica, acqua, etc.), nonché dalla garanzia di un’altissima affluenza di dipendenti-clienti, i quali si vedono sostanzialmente obbligati, per risparmiare tempo, ad acquistare prodotti a prezzi superiori a quelli di mercato. Uno dei motivi di tale disfunzione è costituito dalla mancata verifica quadrimestrale dei prezzi da parte dell’amministrazione e dei sindacati "ufficiali" (cgil, cisl, uil) che hanno fatto sempre parte del Dopolavoro, obbligo previsto dalla convenzione tra Regione e gestore. Un altro motivo è da individuare nella gravissima inadempienza del presidente del Dopolavoro, che non ha provveduto a tutt’oggi a rescindere il contratto alla precedente gestione, come avrebbe dovuto fare, per le gravissime inadempienze contrattuali del gestore. D’altronde, se fosse confermata la notizia che il nuovo gestore corrisponda a quello precedente circa 5.000 euro mensili per una sorta di "subappalto" dell’attività, ciò spiegherebbe l’impossibilità al momento di calmierare i prezzi dei prodotti.

Subiamo lo stesso trattamento dalla gestione del BAR aziendale. In questo caso, malgrado sia previsto un canone di locazione irrisorio di 250,00 Euro mensili(comprensivo di luce e acqua!) i prezzi imposti, non risultano inferiori del 33% (rispetto ai prezzi di mercato) come previsto dalla convenzione che il gestore ha sottoscritto! Inoltre il bar, a causa dell’insufficiente personale addetto al servizio, spesso diventa luogo di grande disagio sia per i suoi lavoratori, (che, nonostante tutto, con grande professionalità, cercano di sopperire a tale carenza), che per gli avventori, i quali, per accedere al bancone, sono costretti ad un estenuante "corpo a corpo". Pertanto riteniamo necessario provvedere all’immediata revisione dei prezzi ed alla riorganizzazione del lavoro, con l’assunzione di altro personale, al fine di restituire anche al bar la sua originaria funzione di luogo di ristoro.

Per quanto concerne i servizi erogati nelle sedi periferiche ed in particolare quelle di Via del Caravaggio e di Via del Tintoretto, sarà nostra cura, nel prossimo comunicato sindacale, fornire notizie dettagliate e rilevare tutte le gravi disfunzioni, peraltro già segnalate all’amministrazione.

CONTRATTO DECENTRATO E PROGRESSIONI VERTICALI: SOLO UN MIRAGGIO!!!

Ad oggi non c’è alcun segnale positivo riguardo ad un possibile accordo in materia di contratto integrativo, di cui attendiamo il rinnovo da ben 5 anni.

Allo stesso tempo l’amministrazione non sembra intenzionata a sbloccare la possibilità di adeguare il buono pasto al costo della vita ed al valore attribuito allo stesso nelle altre amministrazioni pubbliche.

A causa di pretestuose costrizioni finanziarie l’Amministrazione regionale afferma di non poter procedere alle progressioni verticali in quanto, per lungo tempo, come affermato dal Direttore del Personale, l’Amministrazione ha effettuato "incaute assunzioni", prevalentemente di dirigenti e di categorie D, con il conseguente mancato raggiungimento del risparmio di spesa previsto dalla legge finanziaria nazionale. Per non parlare della continua trasmigrazione presso le strutture regionali di personale comandato, in barba a quanto affermato dall’Assessore al Personale durante l’assemblea del 22 febbraio in Consiglio Regionale, nella quale aveva affermato di essere costretto, a causa dei suddetti limiti di spesa, a rimandare presso gli enti di provenienza, anche il personale della sua segreteria particolare.

Il nostro presidio del 29 settembre scorso, presso il Segretariato Generale, dove si è svolta la riunione della delegazione trattante, per riaffermare il nostro diritto di partecipazione alla stessa in qualità di RSU, ha ottenuto un grande risultato politico in quanto la trattativa è stata sospesa e rinviata, considerate le argomentazioni rappresentate in quella sede dai nostri delegati sindacali, sostenuti da una folta partecipazione di colleghi, anch’essi consapevoli dell’importanza della rivendicazione espressa.

Occorre ribadire a tutti i dipendenti regionali che solo con l’avvio di una nuova stagione di lotte si può determinare la riapertura di una trattativa che i soliti sindacati concertativi – ostaggio di questa e della precedente amministrazione – non hanno alcuna intenzione di fare.

PERSONALE EX-REGIONALE TRASFERITO PRESSO GLI ENTI LOCALI

Una recente sentenza ha accolto il ricorso promosso, con il sostegno delle Rappresentanze di Base, da una lavoratrice trasferita ai sensi della L.R. 14/99 verso un altro ente locale, in virtù di un accordo sindacale firmato da un solo rappresentante della RSU (della cisl), che si è vista pertanto pienamente reintegrata nei ruoli regionali.

E’ una prima importante vittoria di cui l’amministrazione regionale dovrà tener conto sia nella battaglia che il personale trasferito sta ancora conducendo, sia per i successivi provvedimenti di delega che non potranno passare sulla testa dei lavoratori, ma dovranno essere pattuiti con questa organizzazione sindacale in base alla volontarietà dei dipendenti e senza alcuna perdita retributiva e/o normativa.

Diciamo basta alla delega, alla "concertazione a perdere" e alla "moderazione" di cgil, cisl, uil.

Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici della Regione Lazio e degli enti collegati a dare forza alla nostra Organizzazione Sindacale, unico sindacato indipendente dal potere politico, che difende realmente e con coerenza gli interessi dei lavoratori.

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