Regione Lazio. I soliti Trinariciuti … …parte prima …

Roma -

I soliti Trinariciuti … …parte prima …

 

Finalmente, dopo un’“intensa riflessione”, i “compagni”(?) della CGIL stanno iniziando a comprendere i dubbi e le perplessità che, da sempre, USB manifesta in merito a questo “strano” welfare aziendale …

 

 

Lo scorso 16 settembre l’Amministrazione regionale, attraverso il proprio intranet, ha comunicato le modalità di presentazione delle domande (dal 18 settembre al 2 ottobre) per l’accesso al beneficio del tanto decantato welfare integrativo 2026, previsto a sostegno del reddito della famiglia e destinato al rimborso, entro il limite massimo complessivo di 1.000 euro per ciascun dipendente, delle spese sostenute nell’anno 2025 per interessi passivi sul mutuo o canone di locazione dell’abitazione principale, nonché per le utenze domestiche relative al servizio idrico, all’energia elettrica e al gas naturale, secondo quanto previsto dall’Avviso.

Come USB stiamo raccogliendo numerosissime segnalazioni di dipendenti arrabbiati che, per svariate situazioni di vita, non potranno richiedere il rimborso oppure potranno richiederlo solamente in minima parte! Per non parlare della procedura di richiesta del rimborso prevista nell’Avviso di cui alla Determinazione n. G12539/2026 che ci è sembrata, a dir poco, farraginosa!

Facciamo il caso, ad esempio, di una nostra collega che si trova a vivere in casa con il proprio convivente non coniugato, dove, pur contribuendo al pagamento delle bollette per le utenze domestiche, non potrà presentare alcuna richiesta di rimborso perché le utenze sono intestate al convivente che è il proprietario dell’abitazione (ciò è stato anche confermato dalla FAQ n. 9 presente nell’intranet nella sezione dedicata). E potremmo andare avanti con tanti altri esempi basati su casi di vita vera affrontati da noi comuni mortali che viviamo quotidianamente nel modo reale e non in quello dei videogiochi!

Su questo argomento, ad opera di molti, nel recente passato, abbiamo assistito a tanta propaganda e a tanta demagogia oltre che alla diffusione di innumerevoli fake news! Per la massima chiarezza riteniamo sia opportuno ricordare che la redistribuzione di una parte delle economie tramite il welfare aziendale è stata prevista dall'accordo relativo al Fondo del Salario Accessorio 2026 del personale del comparto della Giunta regionale, inizialmente occultato (non si è capito se per vergogna o altro!) da tutti i firmatari (sia sindacati che Amministrazione!) che, solo dopo la diffusione a mezzo comunicato da parte di questa scrivente O.S. avvenuta lo scorso 7 luglio 2026, è stato pubblicato sul B.U.R.L. del 21 luglio 2026 (vedi allegato).

Inoltre, in tempi non sospetti, USB ha informato tutti i dipendenti della Regione Lazio che la nostra Amministrazione, con il consenso dei “sindacati”(?) firmatari (CISL, UIL & CSA), nonché della CGIL, oltre ad istituire questo “splendido welfare”, ha distratto dal fondo del salario accessorio per il personale del comparto della Giunta regionale, anno 2026, la somma complessiva di € 3.487.387,33.

E per chi ancora non dovesse conoscere i fatti, di seguito un breve riepilogo:

1. Con determinazione n. G07546 del 3 giugno 2026, è stata effettuata una "Provvisoria costituzione, ai sensi dell'articolo 58, C.C.N.L. personale del Comparto Funzioni Locali triennio 2022-2024, del "Fondo risorse decentrate" relativo all'anno 2026" dalla quale risulta un totale generale fondo (distinto tra risorse stabili e risorse variabili) pari ad € 57.833.799,00 e una spesa complessiva, a consuntivo, per l’anno 2025 pari ad € 47.781.168,00 con un avanzo effettivo, per l’anno 2025, calcolato dall’Amministrazione (allegato B) pari ad € 7.026.845,00.

2. Con la pre-intesa sottoscritta in data 22 giugno 2026 l’Amministrazione ha deciso di utilizzare € 3.487.387,33 delle economie (pari ad € 7.026.845,00) relative all’anno 2025 del fondo del salario accessorio del personale del comparto della Giunta Regionale, anziché per remunerare la produttività delle ex categorie A, B e C, oppure per istituire nuovi incarichi di Specifica Responsabilità e/o di Elevata Qualificazione, per pagare debiti individuali risalenti al periodo 2007-2011.

3. Lo scorso 7 luglio 2026 la USB ha pubblicato la pre-intesa precedentemente sottoscritta in data 22 giugno 2026 e, fino a quel momento, rimasta segreta.

4. Lo scorso 16 luglio 2026 l’Amministrazione ha deciso di procedere autorizzando, con DGR 596/2026, la sottoscrizione definitiva della pre-intesa “semi-segreta” raggiunta il 22 giugno 2026 diffusa solo da USB e, stranamente, non dai firmatari.

5. Lo scorso 21 luglio 2026 l’Amministrazione, correttamente, ha pubblicato le proprie determinazioni, assunte attraverso l’approvazione della DGR 596/2026, sul B.U.R.L. (vedi allegato) confermando, dal proprio punto di vista, quanto già anticipato da USB.

6. Il giorno dopo la pubblicazione (22 luglio 2026) di questo, secondo alcuni (ma sempre meno!), “fantastico accordo”, c’è stata una, surreale, inutile e tardiva, riunione dell’Assemblea RSU che, abdicando al proprio ruolo sindacale, si è limitata a ratificare quanto deciso da altri con 28 voti favorevoli su 45 delegati, solo 4 contrati (tutti aderenti ad USB), 1 astenuto e ben 12 assenti!

7. Infine, a partire dallo scorso 28 luglio 2026, a seguito della sottoscrizione definitiva della pre-intesa sottoscritta in data 22 giugno 2026, la politica, che pensa di governarci, ha fatto diffondere innumerevoli comunicati stampa nei quali sono stati rappresentati solo gli elementi positivi e nessuno degli elementi di critica che stanno emergendo in questi giorni.

In conclusione, noi della USB riteniamo che la sottrazione della somma di € 3.487.387,33 sia la vera causa che ha portato alla “soppressione” dei cosiddetti “progetti speciali” (per i quali l’importo massimo remunerabile, con le economie calcolate dall’Amministrazione nella determinazione n. G07546/2026, sarebbe arrivato oltre i 2.000 euro lordi erogati direttamente in busta paga) ed alla conseguente introduzione del meccanismo di questo welfare aziendale che appare come una sorta di “contentino” per la perdita dei cosiddetti “progetti speciali” e al contempo come una soluzione volta al massimo risparmio in considerazione che molti colleghi non potranno beneficiarne dell’importo massimo previsto.

In ogni caso, ritenendo che le misure di welfare debbano essere strutturate in modo tale da coinvolgere tutti senza esclusioni ed avendo al contempo compreso che non tutti i colleghi potranno beneficiare della misura in argomento, come USB ci chiediamo in che modo l’Amministrazione vorrà tutelare i colleghi e le colleghe che di fatto non potranno accedere a tale beneficio? E annunciamo che ci batteremo con tutte le nostre forze per difendere i diritti di chi non ha voce.

Ed infine, considerata la carenza di comunicazione in merito a questa e ad altre vicende, siccome l’atteggiamento finora mostrato dal Presidente della delegazione trattante è stato quello rappresentato nella vignetta in allegato, con successivi comunicati, e a partire da lunedì 28 settembre 2026, torneremo sulla questione esaminando punto per punto i meriti che i firmatari, con modalità del tutto auto-referenziali, si attribuiscono da soli rispetto a ciò che, secondo noi, è il risultato del solito accordicchio a perdere. (“Timeo Danaos et dona ferentes” - temo i Greci anche quando portano doni).

Chiunque fosse interessato ad ottenere una maggiore tutela può rivolgersi al nostro Sindacato scrivendo al seguente indirizzo e-mail: regionelazio.entilocali@usb.it .

 

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USB P.I. Funzioni Locali Ragione Lazio