Regione Lazio. LA DISINFORMAZIONE DANNEGGIA SOLO I LAVORATORI E I CITTADINI

In allegato il comunicato e la lettera citata nel testo

Roma -

    I sindacati CGIL – CISL e UIL, con lettera del 21/04/2008 al Presidente On. Piero Marrazzo ed all’Assessore On. Marco Di Stefano, tentano di convincerli a non rispettare la recente sentenza del T.A.R. del Lazio “arrampicandosi sugli specchi” con affermazioni mistificatorie:



-  infatti alla data del 14 aprile 2008 risultano in servizio 204 dipendenti regionali perequati, di cui 93 dirigenti, 101 cat.D, 9 cat.C ed 1 cat.B che rappresentano complessivamente circa il 6% del personale regionale e non “1/3 dell’intera dotazione organica regionale”, come viene capziosamente affermato nella suddetta lettera dai  sindacati ufficiali;



- viene affermato poi che qualora “l’atto fosse stato prodotto dal Consiglio Regionale” per il Tribunale “poteva ritenersi legittimo”. Tale affermazione oltre che arbitraria è tendenziosamente ingannevole, considerate le evidenti sperequazioni che l’atto incriminato ha generato con la promozione di 475 dirigenti senza concorso pubblico, in molti casi senza neanche i titoli previsti dalla legge e ricoprendo spesso incarichi inesistenti;



- infine in nessun un paese che si richiama allo stato di diritto il rispetto della legge comporta una “paralisi amministrativa”, come ridicolmente affermato dalla triplice sindacale nella suddetta lettera.



    E’ evidente che ormai CGIL, CISL e UIL non rappresentano più i veri interessi dei lavoratori ma esclusivamente quelli del ceto politico sia esso cosiddetto di “sinistra” che di “destra”, i cui discutibili accordi hanno danneggiato sia i perequati aventi titolo che tutti gli altri, pagati con la moneta falsa di un atto illegittimo.


    
    Questa organizzazione sindacale pertanto si rende ancora una volta disponibile, come sin dall’insediamento di questa Giunta, ad un incontro con l’Amministrazione per proporre le soluzioni che ristabiliscano regole trasparenti a salvaguardia di tutti gli aventi titolo nello spirito autentico della legge di perequazione, atte  a ricomporre anche i dissidi nati tra i lavoratori in seguito alle disparità di trattamento.


Roma, 29 aprile 2008

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