Roma Capitale: Proposta di contratto, proposta di bilancio. DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

In allegato il volantino

Roma -

E non si dica che non è abbastanza chiaro come siano state le stesse manine a scriverle…
Troppo simile la distanza dai reali interessi dei lavoratori, da un lato, e dalle esigenze dei cittadini, dall’altro.
Quante volte, d’altronde, nel corso della durissima vertenza che va avanti ormai da un anno abbiamo dovuto prendere atto che, se il Contratto che vorrebbero imporci l’Amministrazione ed i firmatari della famosa “Preintesa” cerca di rubare qualche soldino ai lavoratori, ancor più costruisce un “sistema” che indubbiamente prelude ad un drammatico peggioramento dei servizi ai cittadini.
Tutto si lega, nella mente malata dei nostri amministratori. Il disprezzo e la sostanziale svendita del patrimonio pubblico (a un livello decisamente più miserabile del Totò che tentava di vendere al ricco americano di turno la Fontana di Trevi), la resa agli interessi degli onnipotenti palazzinari romani (che, non va dimenticato, ormai giocano allegramente con la speculazione finanziaria nazionale e internazionale) e il definitivo abbandono delle periferie al degrado urbanistico e sociale (lasciato a disposizione delle peggiori pulsioni razziste, gestite dai gruppi proto nazisti tipo Lega o Casa Pound).

In fondo, c’è un po’ di tutto nella proposta di bilancio per il prossimo triennio, in discussione in Assemblea Capitolina. L’unica cosa che manca è precisamente una qualche idea di città moderna, accogliente e solidale. Una città che possa guardare al futuro senza accomodarsi nello storico inchino ai famosi “poteri forti” che hanno fatto la storia recente di questa città.
Da questo punto di vista, la vera cattiva notizia non è quella delle persistenti reti di corruttele che ancora una volta sono emerse grazie ad indagini della Magistratura: sono decenni che quando “ingabbiano” schiere di politici locali i loro colleghi sembra non abbiano avuto alcun sentore delle malefatte oggetto delle imputazioni penali. La cosa grave, da questo punto di vista, non è neanche quanto siano corrotti ma quanto sono drammaticamente incapaci questi nostri amministratori. La corruzione e la ben più grave “corruttela” diffusa è soltanto un conseguenza di tale incapacità.
Sembra che comunque la loro unica abilità stia nel distruggere il tessuto sociale riducendo i fondi ed il personale per l’erogazione dei servizi e pretendendo allo stesso tempo che essi funzionino, anzi che funzionino meglio. E l’operazione anche mediatica di attacco ai dipendenti capitolini è orchestrata ad arte per fare il solito gioco del dividi et impera, mettendoci gli uni contro gli altri, sia tra lavoratori che tra dipendenti comunali e cittadini.
Ma i capitolini romani, organizzati con USB non ci cascano e rispondono unendosi e solidarizzando con i cittadini variamente organizzati che denunciano tale stato di fatto e chiedendo che il bilancio venga sospeso per raccogliere le istanze della cittadinanza, affinché questa manovra economica risponda agli interessi concreti della città e dei suoi abitanti, grandi e piccoli, non che venga svenduta, smantellata, precarizzata e svilita dagli interessi “privati” di chi governa il malaffare.
Non rimarremo fermi a guardare mentre questa amministrazione, in scivolosa continuità con la precedente, svende i gioielli di famiglia, calpesta i diritti dei lavoratori - rendendoli sempre più precari e flessibili -  e della cittadinanza tutta avviandosi ad approvare l’ennesimo bilancio lacrime e sangue.

 

SCENDEREMO IN PIAZZA E MANIFESTEREMO FORTE E CHIARO IL NOSTRO DISSENSO


ROMA NON SI VENDE

 

GIOVEDI’ 19 MARZO

DALLE 15.00

PIAZZA DEL COLOSSEO

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