Roma. Dopo l'Assemblea dell'8 Luglio RdB interviene per chiedere equità di trattamento per il personale in corso di riqualificazione

Roma -

A seguito dell'assemblea sui percorsi di riqualificazione professionale, RdB scrive all'Amministrazione; di seguito il testo della lettera inviata:

 

Al  Sindaco del Comune di Roma Giovanni Alemanno
All’Assessore alle Politiche del Personale del Comune di Roma Enrico Cavallari
Al Direttore del 1° Dipartimento del Comune di Roma Anna Maria Manzi

Oggetto: percorsi di riqualificazione professionale  (CPT, OSAI, Educatori, etc.) –

Con la presente intendiamo rappresentare la particolare situazione che sta riguardando il personale in via di riqualificazione, così come emersa nel corso dell’Assemblea dello scorso 8 Luglio.


Per semplicità di esposizione segnaliamo i vari aspetti su cui i Lavoratori e le Lavoratrici hanno segnalato la necessità di intervenire.

1 – Formazione sproporzionata rispetto alle esigenze reali -


Soprattutto per quelle qualifiche che stanno riqualificandosi dalla cat. B alla C appare evidente che il livello di qualificazione richiesto appare del tutto sproporzionato rispetto ai compiti che dovranno svolgere e che – di fatto – sono già stati svolti.


Tale formazione, in base agli accordi sottoscritti a Febbraio scorso, avrebbe dovuto“fotografare” la situazione esistente e fornire quel surplus di conoscenze professionali che distingue la cat. B dalla C.


Assistiamo invece a una formazione d’aula piuttosto approssimativa e a una formazione “in proprio” basata su una quantità eccessiva di dispense del tutto nozionistiche e completamente avulsa dal contesto lavorativo.


Questa modalità formativa è stata fortemente criticata dagli operatori emergendo con forza nel corso dell’assemblea e verificando una stridente contraddizione tra le “competenze” richieste oggi al suddetto personale e quanto avvenuto in passato per altre categorie (dirigenza, cat. D, etc.).
Viene lamentata cioè una disparità di trattamento.


Per questo segnaliamo la necessità di calibrare la prova conclusiva tenendo conto dell’attività svolta e del contesto lavorativo specifico.

2 – Mancato riallineamento di alcune categorie –


Inoltre in tale sede assembleare sono emerse vistose sbavature da parte dell’amministrazione comunale che non ha consentito il riallineamento (previsto dal CCDI) di parecchie persone impiegate in attività di natura amministrativa.
Si tratta di persone in possesso di qualifiche quali: OSSC, OSSE, OSST, Operatori Beni Culturali, etc.


Per questi si è “evitato” di individuarli nel corso della ricognizione effettuata a Novembre 2007, ma in taluni casi si è addirittura negata la possibilità di riallineamento alla cat. degli OSAI, nonostante sia evidente l’attività svolta, riportata in numerosi ordini di servizio e nelle dichiarazioni fornite dalla dirigenza.


Poiché la seconda edizione del corso di formazione per le figure di OSAI dovrà avviarsi nel corso del mese di Settembre, riteniamo sia possibile recuperare almeno una parte di questo personale tenuto conto che – sia per le figure di CPT, che per le figure di OSAI – risultano disponibili alcuni posti (per varie cause di cessazione del rapporto di lavoro) che potrebbero essere utilmente ricoperti.
Si sottolinea al riguardo che nessun aumento di spesa sarebbe generato dalla procedura richiesta se fosse limitata ai posti per i quali è stata bandita la formazione.


    Contemporaneamente riteniamo ineludibile effettuare una nuova ricognizione a cui sia data ampia pubblicità tra il personale verificate le omissioni del passato.

3 – Personale non udente –


    In questo caso si è verificata una encomiabile attenzione da parte dell’Ufficio Formazione che rischia però di infrangersi con una formazione e un successivo esame del tutto incomprensibili a tali soggetti (dobbiamo considerarli come persone che parlano un’altra lingua).


    A seguito dei contatti con l’Ufficio Formazione gradiremmo conferma dell’attività formativa supplementare che per essi è stata richiesta.

4 – Ritardo procedurale –


    Ancora una volta il personale capitolino si è visto penalizzato dai ritardi dell’amministrazione.  Infatti le risorse per garantire almeno la prima tranche di riqualificazione consentiva di effettuarla sin dal mese di Luglio.  

Naturalmente i vantaggi economici di questo comportamento si riverberano tutti in favore dell’amministrazione comunale che si giova dell’attività lavorativa svolta in una qualifica superiore (senza oneri per il Comune di Roma) e che oltretutto risparmia sugli stanziamenti di bilancio.


    Si chiede quindi di stringere più possibile i tempi della riqualificazione (al massimo entro la fine di Settembre) e riconoscere a questo personale almeno un riconoscimento giuridico (anzianità legale) del periodo di lavoro svolto in qualifica inferiore.

5 – Che succede ai riqualificati? –


    Una particolare attenzione crediamo debba essere posta per quelle figure professionali riqualificate.  

Crediamo che la loro naturale collocazione debba essere quella del posto di lavoro d’origine e che non si debba dar corso a spostamenti di personale non richiesti e non desiderati.


Ma oltre a questo occorrerebbe anche comprendere come l’amministrazione intenda utilizzare coloro che sono risultati inidonei (riqualificazione del personale in possesso della qualifica di dietista e di educatore), tenuto conto che si tratta di qualifiche ad esaurimento.


Su questo riteniamo necessario attivare a breve un confronto con tutte le parti sindacali.

Conclusioni –


Crediamo che intervenire nel senso richiesto sia auspicabile al fine di non vanificare l’esperienza maturata dal personale suddetto che – dopo aver atteso per 10 anni questa dovuta riqualificazione – rischia di vedersi ingiustamente penalizzato da una formazione molto formale e poco sostanziale.


Ci affidiamo alla sensibilità di ciascuno degli interlocutori in indirizzo affinché intervengano a ristabilire un clima più disteso, a sanare le ingiustizie patite dal personale negli anni passati e a non generarne di nuove.

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