Roma. I GOVERNI MUNICIPALI PASSANO I PROBLEMI DI CHI CI LAVORA RESTANO

(MEMORIA PER GLI AMMINISTRATORI DEL MUNICIPIO XIX)

Roma -

Egregio Presidente, egregi Assessori, gentili Consigliere, egregi Consiglieri,



    a differenza della scorsa apertura di consigliatura municipale a giugno 2006 non coltiviamo particolari speranze. E non certo per la differenza tra chi è al governo e chi è all’opposizione, ma per l’aver sperimentato una disperante continuità nella gestione. Le risposte alle questioni poste dai dipendenti, e poste in maniera inequivoca dalla realtà dei fatti, non ci sono state.



Il problema dei problemi: la carenza del personale ha visto una assai poco decorosa partecipazione dell’allora Assessore al Personale dell’allora Sindaco Veltroni ad un Consiglio municipale aperto a luglio 2007, e l’assenza dell’unica risposta possibile e ragionevole, l’assunzione di personale a tempo indeterminato o comunque la dotazione di un numero adeguato di nuove unità lavorative chieste unanimemente e più volte dagli organi politici e amministrativi del municipio. Il voto di un Ordine del Giorno del Consiglio municipale non ha minimamente influito nelle scelte politiche di Campidoglio di continuare sulla strada della precarizzazione e della diminuzione di personale interno, contestualmente alla esternalizzazione di servizi; anche i contingenti di personale strappati nella dinamica di vertenze dure (spesso in prossimità di scadenze politiche ed elettorali) come quelle dei precari e del settore educativo scolastico non sono neanche sufficienti per reintegrare quanti sono andati in pensione o comunque sono usciti dal Comune e dal Municipio.



    Oggi sono sotto gli occhi di chi vuole vederle le condizioni di demotivazione di moltissime/i lavoratrici/tori ed al contempo la difficoltà di uffici e servizi alle prese con carichi di lavoro sempre più gravosi fino a divenire in alcuni casi intollerabili in uffici amministrativi e tecnici nonché nel settore educativo e scolastico. E per uno stipendio da fame, il più misero di tutto il pubblico impiego, ci tocca subire anche la beffa delle infami campagne che ci dipingono come “fannulloni”!



    A questo potremmo aggiungere una lista di problemi rimasti in parte, a volte in gran parte, irrisolti: la sede municipale (sicurezza, mobilità, decoro, funzionalità), la gestione non discriminatoria delle risorse (straordinari, indennità, incentivi), l’ingerenza indebita della politica nell’amministrazione, la mancanza di una definizione dei carichi di lavoro condivisa, la mancanza di procedure codificate che consentano trasparenza e funzionalità.



    Sappiamo di dover contare solo sulle nostre forze, ma abbiamo un’idea dell’autonomia del sindacato dalla politica che fa di noi interlocutori seri e credibili per chi intende affrontare i problemi che riguardano i lavoratori del municipio; prescindendo dai quali non è possibile ne migliorare l’amministrazione, ne realizzare qualsivoglia programma politico.



    I nostri auguri di buon lavoro, a differenza di quelli rituali quanto ipocriti spesso in uso, sono sinceri. A questi uniamo la critica severa per la pratica di assentire a trasferimenti di personale, che per noi vanno sempre bene quando rispondono al miglioramento delle condizioni dei dipendenti ovunque collocati, a condizione che gli stessi avvengono previa sostituzione contestuale, altrimenti -indipendentemente dal colore politico- proiettano sempre l’ombra sgradevole di “marchette” assai poco dignitose.

Roma, 19 maggio 2008

 

Lavoratrici - Lavoratori - Delegati sindacali - RSU (RdB-CUB Municipio Roma 19)

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