Roma. LINEA DURA CONTRO EDUCATRICI E MAESTRE. 9 AVVISI DI GARANZIA A LAVORATRICI CHE HANNO MANIFESTATO DURANTE UNO SCIOPERO

Conferenza Stampa, Giovedì 4 novembre, Roma – Sede Confederazione USB - V.le Castro Pretorio 116, 3° piano – ore 11.30

Roma -

Linea dura contro le lavoratrici di Asili e Scuole d’infanzia del Comune di Roma. Sono 9 gli avvisi di garanzia giunti ad altrettante educatrici e maestre che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico Impiego. I reati ascritti si riferiscono agli articoli 110, 337 e 339 comma 2 del Codice Penale: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone.

 

I fatti risalgono allo scorso 31 maggio quando, dopo tre mesi di intensa battaglia, le lavoratrici chiedono di inviare, come loro diritto, un rappresentante RdB alla trattativa sindacale in corso al Campidoglio. L’obiettivo è quello di mettere al centro dell’incontro con i rappresentanti dell’Amministrazione i temi dello sciopero del personale Scolastico ed Educativo. Uno sciopero rispetto a cui, per l’ennesima volta, era stata negata qualsiasi forma di interlocuzione da parte della Giunta Alemanno, la quale, invece di gestire direttamente le istanze di educatrici e maestre, ha preferito richiedere l’assistenza della forza pubblica.

 

Per denunciare questo grave atto intimidatorio nei confronti di lavoratrici che da ben cinque anni sostengono con determinazione una difficile vertenza in difesa della qualità e della natura pubblica del servizio scolastico del Comune di Roma e per la stabilizzazione del personale precario, RdB-USB P.I. indice per giovedì 4 novembre a Roma, presso la sede confederale dell’Unione Sindacale di Base in V.le Castro Pretorio 116, 3° piano, alle ore 11.30, una conferenza stampa in cui illustrerà i termini della vicenda.

 

 

 

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8 novembre 2010 - Terra

Se l’asilo pubblico non c’è più
IL CASO. Gli esponenti del sindacato Usb: «Altro che laboratori per l’infanzia. A noi insegnanti ci trattano come dei tappabuchi». Tagliati i fondi, le classi ormai scoppiano: «Accudiamo anche fino a trenta bimbi»
di Enrico Campofreda

«Dovremmo essere assistenti ed educatrici, siamo diventate le tappabuchi che possono a malapena cambiare i pannolini». Caterina Fida lavora da anni negli asili d’infanzia, è delegata sindacale e Rsu per l’Unione Sindacale di Base. Per ciò che denuncia riguardo al suo lavoro, che poi è un servizio alla collettività, le è piovuto addosso un avviso di garanzia assieme a 8 colleghi, tutti accusati fra l’altro di resistenza a pubblico ufficiale. Il "mittente" è la giunta capitolina che a maggio fece accogliere una manifestazione delle operatrici da vigili urbani e agenti della Digos. Furono loro a impedire con la forza a delegati come Roberto Betti di raggiungere un tavolo di trattative al quale avrebbero dovuto sedere. Riprende Fida: «Questa vertenza in piedi da 5 anni vede alcune sigle sindacali accettare la riorganizzazione del settore imposta da Veltroni e Alemanno. Si sono attuati tagli di molte unità lavorative e persi 400 posti. Il personale subisce una flessibilità totale, ci sono aumenti pazzeschi di carichi di lavoro, operatrici che devono accudire fino a trenta bimbi. Gli asili dovrebbero essere anche laboratori di cultura per l’infanzia, per rafforzare basi educative sin dalla più tenera età per venire incontro ai bisogni delle famiglie e delle madri lavoratrici. Noi trattiamo bambini molto piccoli e ogni mancanza si può ripercuotere sulla loro crescita. Il Comune di Roma è l’unico in Italia che utilizza le nostre figure anche per supplenze giornaliere orarie. Lì dove il personale di ruolo non riesce a coprire il servizio scatta l’emergenza con precarie impiegate due, tre ore al giorno. Oggi in un asilo, domani altrove senza la possibilità di conoscere i piccini, di stabilire con loro un benché minimo rapporto. Ormai ci si chiede di cambiare pannolini come in una catena di montaggio, si privano le operatrici di professione e dignità». La vertenza ha come nodo centrale qualità e pubblica funzione del servizio come ribadisce l’esecutivo confederale dell’Usb per bocca di Paola Palmieri. Lei lancia anche un’altra sferzante accusa: «Le giunte di centrodestra e centrosinistra che governano grandi città come Roma, Napoli, Bologna stanno conducendo un attacco frontale al sindacalismo di base impegnato nei servizi. Oltre a isolarlo dalle trattative si cerca d’intimidirlo com’è accaduto a Roma. Il Comune di Bologna, ora commissariato, ha praticato un taglio di risorse dell’80% per asili nido e scuole materne, licenziando 400 precari. Ha abbassato i posti pubblici dall’85 al 60% per la gioia di cooperative e gestioni private di quelle attività. La Capitale non è da meno: nel 2001 esistevano tre asili nido comunali dati in convenzione a privati, ora sono 230 e superano i 200 gestiti pubblicamente. Le condizioni di chi lavora nelle strutture private sono animalesche, un minimo di 40 ore settimanali per 700/800 euro mensili e la minaccia di espulsione perché le precarie a ore ambirebbero a quei posti. Se aggiungiamo - spiega l’esponente sindacale - che a Napoli l’ex responsabile Cgil del settore, dimessasi da quell’organizzazione e passata alla nostra, non viene più accreditata dalla giunta, siamo all’attacco frontale alla democrazia sindacale. Questa lavoratrice è conosciutissima e stimata, è stata eletta con centinaia di voti nella Rsu, l’ostracismo verso di lei punta a colpire la scelta del sindacalismo di lotta». Sul tema della democrazia sindacale l’Usb definisce la via "pattizia" mostrata dal nuovo segretario confederale Cgil Camusso «un salto indietro nel tempo che peggiora addirittura le posizioni sostenute da Epifani. Essa è la malattia, non la cura. La vera soluzione per la democrazia sindacale sarebbe una legge giusta che togliesse il monopolio ai sindacati collaborativi e concertativi rimettendo la scelta dei rappresentanti nelle mani dei lavoratori». E fa intendere come il ddl sulla rappresentanza sindacale nei posti di lavoro di cui l’ex Cgil Nerozzi, ora senatore Pd, è primo firmatario, non lo sia affatto.


6 novembre 2010 - Ultimenotizie.tv

Avvisi di garanzia a maestre per il sit-in al Campidoglio

Roma - Un manifestazione sotto il Campidoglio sul tema della scuola che finisce con nove avvisi di garanzia. L’accusa contro i manifestanti (rappresentanti sindacali, educatrici e maestre della scuola d’infanzia) è di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. La manifestazione si svolse il 31 ottobre per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. Secondo Roberto Betti di RdB-Usb del Comune si tratta di «una reazione spropositata» e spiega le intenzioni della protesta: «Volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia – ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fida – la stiamo vivendo come un’ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili». Fida ha poi spiegato che «3 dei 9 avvisi di garanzia sono giunti proprio a delle lavoratrici precarie di nidi e scuole d’infanzia». Paola Palmieri, dell’esecutivo nazionale Usb, ha annunciato una manifestazione entro la fine novembre dei lavoratori dei servizi scolastici ed educativi di Roma, Bologna, Torino, Genova, Napoli, Padova.


5 novembre 2010 - Il Manifesto

Maestre d'asilo schiaffeggiate in piazza 5 mesi fa
Ora anche nove avvisi di garanzia per «resistenza»

ROMA - Colpiscine nove per zittirle tutte. Non sembra ci siano dubbi sul significato dei nove avvisi di garanzia - per «resistenza aggravata a pubblico ufficiale - contro altrettante maestre ed educatrici degli asili e scuole d'infanzia del Comune di Roma.
Il fatto risale al 31 maggio scorso, quando all'interno dell'assessorato al personale - al Tempio di Giove - si svolgeva una trattativa tra sindacalisti e Comune, mentre fuori dai cancelli un gruppo di educatrici. organizzate con il sindacato di base Usb, «presidiava». Una situazione vissuta già decine di volte, negli ultimi cinque anni e sotto diversi sindaci. Un po' di nervosismo si era manifestato solo perché il delegato Usb era sceso per riferire che non si stava affatto discutendo - come garantito in precedenza - della qualità del lavoro negli asili nido, ma di più generiche «posizioni organizzative». Allo stesso delegato veniva impedito di tornare al tavolo di trattativa, che registrava intanto una perfetta parità tra «favorevoli» e «contrari» alle proposte del Comune.
Alle ovvie rimostranze delle maestre i vigili e un paio di agenti in borghese rispondevano chiudendo i cancelli, in modo da bloccarle all'interno di un cortile, e togliendo l'acqua all'unica fontanella presente. Uno degli agenti in borghese, decisamente più nervoso, prima torceva una mano a una delle donne, poi la schiaffeggiava (le foto mostrate nella conferenza stampa non lasciano adito a dubbi di sorta). L'altro agente (sempre visibile nelle stesse foto) si rivolgeva al «collega» per redarguirlo e invitarlo alla calma.
Tutto qui. Dopo cinque mesi - in cui nessuno dei problemi degli asili è stato affrontato - la sopresa: le donne erano state tutte denunciate per «resistenza», probabilmente in base al rapporto del poliziotto manesco. Altri casi simili vengono segnati in diverse città italiane; sembra quindi che una parte della «forza pubblica» abbia ricevuto un input dall'alto ad usare più spesso «metodi energici» per reprimere proteste anche pacificissime (chi può esserlo più delle maestre d'asilo?). Nella speranza, come sempre, che la massa si spaventi e rinunci ad esercitare un diritto costituzionale.
Intanto, a Roma, gli asili privati «in convenzione» hanno ormai superato di numero quelli pubblici; ogni bambino lì ammesso costa all'amministrazione ben 756 euro al mese. nelle aule pubbliche, invece, «per risparmiare», le maestre sono spesso costrette a lavorare una ogni 15 bambini (fino a tre anni), invece del regolamentare rapporto massimo di 1 a 6. Da maestre a «guardiane», insomma.(R.D.M)


5 novembre 2010 - Liberazione

Roma, 9 avvisi di garanzia. Rdb mobilitate
Hanno difeso gli asili pubblici: maestre "avvisate"
di Daniele Nalbone

Roma - Nove avvisi di garanzia ad altrettante educatrici e maestre di nidi e scuole d'infanzia romane. Motivazione: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. I fatti risalgono allo scorso 31 maggio quando, durante una giornata di sciopero indetta da RbB Pubblico Impiego, le lavoratrici hanno occupato simbolicamente il cortile dell'assessorato al personale del Comune di Roma, in via del Tempio di Giove, per chiedere la partecipazione al tavolo di trattative in corso tra amministrazione e sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Csa) di un loro rappresentante. «Il nostro obiettivo quel giorno, dopo tre mesi di intensa battaglia» ha spiegato ieri Caterina Fida, responsabile RdB-Usb dei nidi comunali della Capitale, in conferenza stampa «era quello di mettere al centro della trattativa sindacale in corso la distruzione, e la conseguente privatizzazione, di un servizio come quello dei nidi e delle scuole d'infanzia che, oltre ad essere pubblico, deve necessariamente essere di qualità». Una qualità alla quale, dal contratto decentrato firmato nel 2005 dall'allora giunta Veltroni sulla riorganizzazione del servizio, «si è strumentalmente rinunciato» spiega Fida: «basti pensare che mentre nel 2001 i nidi convenzionati erano appena tre, oggi ne registriamo ben 230 a fronte di duecento nidi comunali». Da qui la protesta del 31 maggio: «non appena arrivati sotto l'assessorato» racconta Roberto Betti, responsabile RdB-Usb del Comune di Roma «ci siamo trovati davanti a un cordone improvvisato dai Vigili urbani a difesa del cancello, chiuso». Le oltre cento educatrici hanno così inevitabilmente occupato, loro malgrado, la strada. Più tardi, mentre le forze dell'ordine difendevano l'ingresso agli uffici, le lavoratrici sono entrate nel giardino antistante. «Ovviamente ci sono stati dei momenti di tensione» racconta Betti. «Addirittura a una maestra è stato dato uno schiaffo, e ci sono le fotografie a dimostrarlo, e a una educatrice un agente in borghese ha storto una mano». Quel presidio durò dalle 10 di mattina fino alle 18: otto ore per chiedere di partecipare alla trattativa sindacale. «Ma niente da fare. E a chiudere la giornata» sottolinea Betti «senza il mio parere di delegato sindacale RbB, un accordo relativo alla proroga delle posizioni organizzative è passato per un solo voto di scarto». Ora, cinque mesi dopo quella beffa, ecco addirittura gli avvisi di garanzia per nove educatrici. «A livello nazionale» denuncia Paola Palmieri dell'esecutivo RdB-Usb Pubblico Impiego: «è in corso un attacco frontale contro il sindacato di base su materne e nidi che non possiamo tollerare». Mentre a Napoli la delegata Rdb-Usb non viene accreditata come dirigente sindacale «pur essendo la nostra delegata, da poco fuoriuscita dalla Cgil, la prima Rsu eletta nel 2007», a Bologna la commissaria prefettizia Anna Maria Cancellieri, per scoraggiare la manifestazione indetta per il prossimo 7 novembre contro il licenziamento di 400 precari, «ha vietato per quel giorno l'accesso al centro della città a passeggini e carrozzine». Ma la risposta non si farà attendere: per il prossimo 29 novembre, infatti, è in preparazione uno sciopero nazionale del settore. Spiega Palmieri: «Daremo vita a un'assemblea nazionale di educatrici, di ruolo e precarie, sulla piazza del Campidoglio in solidarietà con le colleghe "avvisate" e per urlare, ancora una volta, che ci mobilitiamo per difendere la qualità di un servizio fondamentale per il paese: la crescita e la formazione dei nostri bambini. Un servizio che non può essere appaltato ai privati».


5 novembre 2010 - Controlacrisi.org

Il prezzo della crisi è anche avvisi di garanzia contro maestre ed educatrici
di Daniele Nalbone

Che la democraticità sindacale non fosse il forte del nostro paese è cosa chiara da tempo. Ma che, in questo scenario, si arrivasse addirittura ad emettere nove avvisi di garanzia per resistenza a pubblico ufficiale «aggravata dal concorso di più persone» a nove educatrici dei nidi e delle scuole di infanzia per aver manifestato, durante uno sciopero, è sinceramente troppo. Eppure così è: i fatti contestati alle maestre risalgono allo scorso 31 maggio. Quel giorno l’RdB Pubblico Impiego ha proclamato una giornata di agitazione della categoria per protestare contro lo smantellamento in corso di uno dei settori più delicati della formazione: nidi e scuole dell’infanzia. Per capire i motivi di tale agitazione è sufficiente analizzare un mero dato numerico: se nel 2001 i nidi convenzionati nel comune di Roma erano appena tre, oggi sono ben 230 a fronte di appena duecento nidi pubblici. Questa privatizzazione non ha semplicemente fatto precipitare nella precarietà decine di famiglie, ma ha distrutto il servizio. Ma qualcuno, da cinque anni, non accetta questa umiliazione: così molte lavoratrici sono passate dai sindacati confederali a quelli di base. Hanno dato mandato all’RdB (oggi Usb) di rappresentarle e hanno iniziato una strenua battaglia non per portare avanti delle (pur legittime) rivendicazioni salariali ma per difendere l’importanza del loro ruolo. Così, dopo mesi di promesse e di incontri saltati, lo scorso 31 maggio oltre cento educatrici si sono recate sotto l’assessorato al personale del comune di Roma per protestare contro il lassismo della Giunta Alemanno in materia e per chiedere che al tavolo di trattative in corso al terzo piano di via del Tempio di Giove fosse fatto sedere anche il delegato dell’Rdb. Così, ovviamente, non è stato. Le educatrici, allora, hanno risposto dando vita a un presidio di otto ore al quale l’amministrazione ha replicato schierando poliziotti, in divisa ma soprattutto, come ulteriore provocazione, in borghese. Al primo tentativo di ingresso delle educatrici nel giardino (e non nel palazzo) dal quale si accede agli uffici, le forze dell’ordine hanno risposto: non cariche, ma "uno contro una". Così un agente in borghese ha dato uno schiaffo in pieno volto a una maestra. Un altro ha preso la mano di un’educatrice e le ha storto il polso. Risultato della giornata: accordo raggiunto tra sindacati e amministrazioni per un solo voto favorevole (il voto contrario dell’Rdb avrebbe fatto saltare il tavolo) e, a fine ottobre, nove avvisi di garanzia per nove educatrici. La loro colpa: non accettare di essere relegate al ruolo di semplici "cambiapannolini".


5 novembre 2010 - La Repubblica

Protesta in Comune, indagate 9 maestre
Sit-in sotto l´assessorato: l´accusa è resistenza a pubblico ufficiale
di SARA GRATTOGGI

Roma - Nove avvisi di garanzia con l´accusa di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. E´ diventato un caso giudiziario la vicenda di alcune rappresentanti sindacali, educatrici e insegnanti delle scuole di infanzia cittadine, che lo scorso 31 maggio parteciparono a un presidio sotto l´assessorato comunale al Personale di via Tempio di Giove, in occasione di uno sciopero indetto dalle RdB Pubblico Impiego.
«Ci siamo stupiti quando dopo cinque mesi ci siamo visti arrivare questi avvisi di garanzia» spiega Roberto Betti delle RdB-Usb del Comune di Roma. «Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio - continua Betti - Quando ci è stato negato, sono sceso a comunicarlo alle lavoratrici e abbiamo cercato di superare il blocco della polizia, ma l´azione è stata interpretata come un´indebita resistenza. Non solo: anche a me, che ne avevo diritto come Rsu, è stata preclusa la possibilità di tornare a partecipare al tavolo sugli assetti organizzativi del personale. Il nostro voto poteva essere decisivo, ma non abbiamo potuto esprimerlo».
Secondo le RdB-Usb, il gesto costituirebbe «un grave atto intimidatorio nei confronti di lavoratrici che da ben cinque anni sostengono con determinazione una difficile vertenza in difesa della qualità e della natura pubblica del servizio scolastico del Comune per la stabilizzazione del personale precario».
Solidarietà alle lavoratrici raggiunte dagli avvisi di garanzia è arrivata dal presidente dei Verdi del Lazio, Ferdinando Bonessio, dal consigliere provinciale di SeL, Gianluca Peciola e dal portavoce laziale di Sel, Marco Furfaro.
«Ci chiediamo se in questo Paese esista ancora la possibilità di dissentire» - ha dichiarato Bonessio - Si parla di resistenza a pubblico ufficiale, ma qui l´unica resistenza che stanno facendo queste donne, queste madri, queste maestre, è quella della scuola dell´infanzia, che come per il resto del comparto dell´educazione e dell´istruzione, sta subendo un attacco senza precedenti dai governi del centrodestra».
«Ciò che si chiedeva quel giorno - conclude Bonessio - era solo di essere ascoltati».


5 novembre 2010 - Il Messaggero

Roma. Un manifestazione sotto il Campidoglio sul tema della scuola...

Roma - Un manifestazione sotto il Campidoglio sul tema della scuola che finisce con nove avvisi di garanzia. L’accusa contro i manifestanti (rappresentanti sindacali, educatrici e maestre della scuola d’infanzia) è di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. La manifestazione si svolse il 31 ottobre per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. Secondo Roberto Betti di RdB-Usb del Comune si tratta di «una reazione spropositata» e spiega le intenzioni della protesta: «Volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia - ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fida - la stiamo vivendo come un’ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili». Fida ha poi spiegato che «3 dei 9 avvisi di garanzia sono giunti proprio a delle lavoratrici precarie di nidi e scuole d’infanzia».
Paola Palmieri, dell’esecutivo nazionale Usb, ha annunciato una manifestazione entro la fine novembre dei lavoratori dei servizi scolastici ed educativi di Roma, Bologna, Torino, Genova, Napoli, Padova.


5 novembre 2010 - Il Tempo

Asili comunali. Protesta a fine mese

Roma - Una grande manifestazione, a fine novembre, in piazza del Campidoglio per protestare contro i nove avvisi di garanzia a rappresentanti sindacali, educatrici ed insegnanti delle scuole di infanzia per lo sciopero di maggio. L'annuncio è stato dato da Paola Palmieri dell'esecutivo Rdb-Usb nel corso di un'apposita conferenza stampa.


4 novembre 2010 - Adnkronos

ROMA: RDB-USB, AVVISI DI GARANZIA A MAESTRE
CHE MANIFESTARONO IN CAMPIDOGLIO

Roma, 4 nov. - (Adnkronos) - Sono 9 gli avvisi di garanzia giunti ad altrettante educatrici e maestre che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da Rdb Pubblico Impiego lo scorso 31 maggio. Le maestre sono accusate di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. Lo rende noto Rdb-Usb, definendo gli avvisi di garanzia «un grave atto intimidatorio nei confronti di lavoratrici che da ben cinque anni sostengono con determinazione una difficile vertenza in difesa della qualità e della natura pubblica del servizio scolastico del Comune di Roma e per la stabilizzazione del personale precario, Rdb-Usb P.I». Caterina Fida, Rdb-Usb del Comune di Roma, nel corso di una conferenza stampa ha spiegato che «3 dei 9 avvisi di garanzia sono giunti proprio a delle lavoratrici precarie di nidi e scuole d'infanzia. Il 31 maggio, giorno dello sciopero indetto da Rdb, in due Municipi (11° e 4°) sono state sostituite lavoratrici che avevano aderito allo sciopero». Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale Usb, ha annunciato «una manifestazione dei lavoratori dei servizi scolastici ed educativi di diversi Comuni italiani, tra cui Roma, Bologna, Torino, Genova, Napoli, Padova, colpiti dal taglio di risorse, dai licenziamenti e dalla crescente precarizzazione, che si terrà a Roma entro la fine di novembre».


4 novembre 2010 - Omniroma

SCUOLA, USB: AVVISI GARANZIA A MAESTRE
PER PROTESTA IN ASSESSORATO

(OMNIROMA) Roma, 04 nov - Sono nove gli avvisi di garanzia inviati dalla procura di Roma a insegnanti e sindacalisti dell'Usb dopo il presidio del 31 maggio scorso presso l'assessorato comunale al Personale di via Tempio di Giove dove si verificarono tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine. Secondo quanto riferito oggi dai dirigenti del sindacato di base coinvolto, quel giorno i dirigenti Usb erano stati convocati presso l'assessorato per la firma di una bozza d'accordo sugli assetti organizzativi del personale quando sotto la sede dell'ufficio comunale si sono riunite insegnanti e maestre già in sciopero contro i tagli alle scuole materne e dell'infanzia. «I vigili hanno chiuso il cancello e hanno impedito ai manifestanti di entrare - ha detto Roberto Betti, responsabile scuola Usb - è cominciato così uno spingi spingi, sono arrivate le forze dell'ordine, ad una lavoratrice è stata anche storta una mano». Il presidio durò dalle 10 del mattino fino alle 18 e i sindacalisti avevano chiesto di far entrare una delegazione di insegnanti all'assessorato. «Invece ci hanno detto di no - ha continuato Betti - anzi, alla fine non hanno fatto entrare neppure noi che partecipavamo al tavolo della trattativa come Rsu e, senza il nostro voto, è passato un accordo proprio per la mancanza di quel voto». Gli avvisi di garanzia riguardano l'accusa di resistenza aggravata in concorso con altri. Il sindacato Usb ha anche annunciato un'assemblea nazionale di insegnanti e precari sulla Campidoglio, ma che è ancora in preparazione e uno sciopero del settore per il 29 novembre.

COMUNE, BONESSIO (VERDI): «GRAVE INVIO AVVISI GARANZIA A MAESTRE»

(OMNIROMA) Roma, 04 nov - «Gli avvisi di garanzia recapitati alle maestre che lo scorso 31 maggio manifestarono sotto il Campidoglio rappresentano un fatto gravissimo e un attacco alla libertà di sciopero sancita e difesa dalla nostra Costituzione». Lo dichiara in una nota il presidente dei Verdi del Lazio, Ferdinando Bonessio. «Ci chiediamo se in questo Paese esista ancora la possibilità di dissentire e di manifestare nei confronti di ciò che non si ritiene giusto. Ad essere colpita è la serenità di tante famiglie di chi, insegnante, maestra, educatrice o rappresentate sindacale, quel 31 maggio difendeva solo i propri diritti, per altro in occasione di uno sciopero indetto dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego. Si parla di resistenza a pubblico ufficiale, ma qui l'unica resistenza che stanno facendo queste donne, queste madri, queste maestre, è quella della scuola dell'infanzia, che come per il resto del comparto dell'educazione e dell'istruzione, sta subendo un attacco senza precedenti dai governi del centrodestra». «Vogliamo manifestare tutta la nostra vicinanza e solidarietà a queste lavoratrici e ci uniamo a ciò che ha dichiarato Roberto Betti, di RdB-UsB, si tratta di un tentativo di criminalizzazione di chi si oppone alle politiche dell'amministrazione Alemanno. Ciò che si chiedeva quel giorno - conclude Bonessio - era solo di essere ascoltati».

SCUOLA, TOUADI-MASINI (PD): "SOLIDARIETÀ A INSEGNANTI ROMANE"

(OMNIROMA) Roma, 04 nov - "Esprimiamo piena solidarietà ai rappresentanti sindacali di base, alle educatrici e alle insegnanti di Roma che hanno ricevuto un avviso di garanzia in seguito alla manifestazione del 31 maggio scorso". Lo dichiarano, in una nota, Jean-Leonard Touadi e Paolo Masini, parlamentare e consigliere comunale del Pd. "Senza entrare nel merito delle valutazioni autonome degli organismi giudiziari - proseguono - i due esponenti politici fanno notare che in questo modo si risponde con strumenti giuridici alla rabbia e all'esasperazione sociale di fronte ai tagli alla scuola compiuti dal Comune e dal governo. Questa vicenda rischia, con un colpo solo, di cancellare due diritti fondamentali: quello della libertà di manifestare e quello alla scuola. Ci auguriamo - concludono Touadi e Masini - che l'avviso di garanzia (strumento a tutela dell'indagato) preluda ad una rapida archiviazione".


4 novembre 2010 - Wikio News

Avvisi di garanzia per maestre che protestano in Campidoglio,
lo sdegno di Tortosa
Il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori : " Episodio gravissimo, il sindaco Alemanno sta perdendo il buon senso"

Roma, 4 novembre 2010 – "Alemanno sta perdendo il buon senso, far arrivare un avviso di garanzia a 9 maestre che manifestavano in Campidoglio e rivendicavano, durante una giornata di sciopero, una rappresentanza all’interno del Comune è di una gravità estrema". Commenta con indignazione Oscar Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, il provvedimento intimidatorio giunto nelle mani delle 9 educatrici di Asili e Scuole d’infanzia del Comune di Roma, accusate di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. "Mi rendo conto – prosegue Tortosa – che questo sindaco sta perdendo l’equilibrio, non si è mai arrivati attraverso l’amministrazione a questi fatti. Abbiamo avuto altri generi di scioperi, manifestazioni, occupazioni, proteste e si è sempre risolto il problema con la razionalità e con il confronto, quando manca questo viene meno anche la capacità di rappresentare un popolo come quello romano. La serietà della vicenda è notevole, il sindaco dovrà pagarne le conseguenze perché sta veramente accrescendo il disagio dei lavoratori di questa città. Il suo operato ci sorprende ogni giorno di più." I fatti, risalgono al 31 maggio scorso quando le educatrici, impegnate da anni contro la precarietà e a tutela dei diritti, avevano richiesto, durante la trattativa sindacale in corso al Campidoglio, l’invio di un loro rappresentante, per evidenziare all’interno della discussione le tematiche dello sciopero del personale scolastico. Istanza poi inascoltata dalla giunta del primo cittadino e soffocata dall’arrivo delle forze dell’ordine. "Ritengo di esprimere la massima solidarietà alle maestre che hanno ricevuto l’avviso di garanzia -chiosa l’esponente del partito presieduto da Antonio di Pietro - e a tutte le altre, che stanno rivendicando nella battaglia il diritto ad esprimere le loro opinioni in merito alle scelte dell’amministrazione."
Vicesegretario Lazio Italia dei Valori - Oscar Tortosa


4 novembre 2010 - Ansa

SCUOLA:AVVISI GARANZIA A MAESTRE CHE PROTESTARONO IN COMUNE

(ANSA) - ROMA, 04 NOV - Nove avvisi di garanzia sono stati recapitati a rappresentanti sindacali, educatrici ed insegnanti delle scuole di infanzia di Roma che lo scorso 31 maggio manifestavano sotto il Campidoglio per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. L'accusa è resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. «È stata una reazione spropositata - ha detto Roberto Betti di RdB-Usb del Comune di Roma - siamo stupiti quando dopo cinque mesi ci siamo visti arrivare avvisi di garanzia. Qui si vuole criminalizzare tutti quelli che si oppongono alle politiche del Comune. Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia - ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fide - la stiamo vivendo come un'ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili».

ASILI:USB, A FINE NOVEMBRE PROTESTA EDUCATRICI IN CAMPIDOGLIO

(ANSA) - ROMA, 04 NOV - «Pensiamo di organizzare per fine novembre una grande manifestazione a Roma, magari in piazza Campidoglio, delle educatrici degli asili nido provenienti da tutta l'Italia». Lo ha detto Paola Palmieri dell'esecutivo dell'Usb durante una conferenza stampa. «Siamo di fronte ad un fatto gravissimo - ha aggiunto - c'è un disegno preciso che punta a smontare il nostro lavoro in diverse città d'Italia come Roma, Bologna e Napoli. Il settore degli asili nido è devastato dalle scelte politiche prese negli ultimi anni. Non si può andare avanti così».


4 novembre 2010 - Repubblica.it

Avvisi di garanzia alle maestre che protestarono in Campidoglio
La notifica dell'inchiesta coinvolge alcuni rappresentanti sindacali, educatrici e insegnanti delle scuole di infanzia che il 31 maggio inscenarono una manifestazione. L'accusa è resistenza a pubblico ufficiale
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Roma - Nove avvisi di garanzia sono stati recapitati a rappresentanti sindacali, educatrici ed insegnanti delle scuole di infanzia di Roma che lo scorso 31 maggio manifestavano sotto il Campidoglio per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. L'accusa è resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. "E' stata una reazione spropositata - ha detto Roberto Betti di RdB-Usb del Comune di Roma - siamo stupiti quando dopo cinque mesi ci siamo visti arrivare avvisi di garanzia. Qui si vuole criminalizzare tutti quelli che si oppongono alle politiche del Comune. Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo". "Siamo offesi da questi avvisi di garanzia - ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fide - la stiamo vivendo come un'ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili". La reazioni. "Gli avvisi di garanzia recapitati alle maestre che lo scorso 31 maggio manifestarono sotto il Campidoglio rappresentano un fatto gravissimo e un attacco alla libertà di sciopero sancita e difesa dalla nostra Costituzione". Lo dichiara in una nota il presidente dei Verdi del Lazio, Ferdinando Bonessio. "Ci chiediamo se in questo Paese esista ancora la possibilità di dissentire e di manifestare nei confronti di ciò che non si ritiene giusto. Ad essere colpita è la serenità di tante famiglie di chi, insegnante, maestra, educatrice o rappresentate sindacale, quel 31 maggio difendeva solo i propri diritti, per altro in occasione di uno sciopero indetto dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego. Si parla di resistenza a pubblico ufficiale, ma qui l'unica resistenza che stanno facendo queste donne, queste madri, queste maestre, è quella della scuola dell'infanzia, che come per il resto del comparto dell'educazione e dell'istruzione, sta subendo un attacco senza precedenti dai governi del centrodestra". "Vogliamo manifestare tutta la nostra vicinanza e solidarietà a queste lavoratrici e ci uniamo a ciò che ha dichiarato Roberto Betti, di RdB-UsB, si tratta di un tentativo di criminalizzazione di chi si oppone alle politiche dell'amministrazione Alemanno. Ciò che si chiedeva quel giorno - conclude Bonessio - era solo di essere ascoltati".


4 novembre 2010 - Left

Roma. Nove educatrici e maestre che avevano manifestato in Campidoglio...

Roma - Nove educatrici e maestre che avevano manifestato in Campidoglio lo scorso 31 maggio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico impiego, sono state raggiunte da altrettanti avvisi di garanzia. I reati contestati sono: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. Per il sindacato si tratta solo dell’ennesimo atto intimidatorio nei confronti delle lavoratrici che «da 5 anni sostengono con determinazione una vertenza in difesa della qualità e della natura pubblica del servizio scolastico del Comune di Roma».



4 novembre 2010 - Il Messaggero

Scuola. Avvisi di garanzia a maestre per il sit-in al Campidoglio
Avvisi di garanzia a maestre per il sit-in al Campidoglio

Roma - Un manifestazione sotto il Campidoglio sul tema della scuola che finisce con nove avvisi di garanzia. L'accusa contro i manifestanti (rappresentanti sindacali, educatrici e maestre della scuola d'infanzia) è di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. La manifestazione si svolse il 31 ottobre per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. Secondo Roberto Betti di RdB-Usb del Comune si tratta di «una reazione spropositata» e spiega le intenzioni della protesta: «Volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta • durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto eslírimerlo». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia - ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fida - la stiamo vivendo come un'ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privati7lalione degli asili». Fida ha poi spiegato che «3 dei 9 avvisi di garanzia sono giunti proprio a delle lavoratrici precarie di nidi e scuole d'infanzia» Paola Palmieri, dell'esecutivo nazionale Usb; ha annunciato una manifestazione entro la fine novembre dei lavoratori dei servizi scolastici ed educativi di Roma, Bologna, Torino, Genova, Napoli, Padova.


4 novembre 2010 - DNews

La denuncia. L'accusa è resistenza a pubblico ufficiale
Nove avvisi di garanzia alle maestre che protestavano

Roma - Nove avvisi di garanzia a rappresentanti sindacali, educatrici ed insegnanti delle scuole di infanziadiRomacheloscorso 31 maggio manifestavano sotto il Campidoglio per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. L'accusa è resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. «È stata una reazione spropositata - ha detto Roberto Betti di RdB-Usb del Comune - siamo stupiti quando dopo 5 mesi ci siamo visti arrivare avvisi di garanzia. Qui si vuole criminalizzare tutti quelli che si oppongono alle politiche del Comune. Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia», ha aggiunto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fide.


4 novembre 2010 - Roma Today

Avvisi di garanzia per le maestre del nido: manifestavano davanti al Campidoglio
Manifestavano lo scorso 31 maggio davanti al Campidoglio contro i tagli dell'organico e la riduzione degli orari, richiedendo una rappresentanza sindacale. Oggi ricevono avvisi di garanzia per resistenza a pubblico ufficiale

Roma - Sono 9 gli avvisi di garanzia giunti ad altrettante insegnanti che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico Impiego. I reati ascritti si riferiscono agli articoli 110, 337 e 339 comma 2 del Codice Penale: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. I fatti risalgono allo scorso 31 maggio quando, dopo tre mesi di battaglie, le lavoratrici chiedevano una delegazione sindacale che intervenisse durante la trattativa in merito all'accordo sulla riorganizzazione del lavoro, firmato il 7 novembre del 2006 dalla precedente amministrazione, sul quale la giunta Alemanno non è ancora intervenuta, nonostante le iniziali promesse. In sintesi il contratto prevede un abbattimento dei costi dei servizi offerti negli asili nido con riduzione dell'organico e dell'orario di apertura all'utenza.
LE REAZIONI - "E' stata una reazione spropositata - ha detto Roberto Betti di RdB-Usb del Comune di Roma nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi. "Siamo stupiti quando dopo cinque mesi ci siamo visti arrivare avvisi di garanzia. Qui si vuole criminalizzare tutti quelli che si oppongono alle politiche del Comune. Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio. Il nostro voto poteva essere decisivo ma non abbiamo potuto esprimerlo". A manifestare il proprio rammarico per l'accaduto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fida: "Siamo offesi da questi avvisi di garanzia la stiamo vivendo come un'ingiustizia. Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. In questi anni il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili". "Gli avvisi di garanzia recapitati alle maestre che lo scorso 31 maggio manifestarono sotto il Campidoglio rappresentano un fatto gravissimo e un attacco alla libertà di sciopero sancita e difesa dalla nostra Costituzione"ha dichiarato in una nota il presidente dei Verdi del Lazio, Ferdinando Bonessio. "Ci chiediamo se in questo Paese esista ancora la possibilità di dissentire e di manifestare nei confronti di ciò che non si ritiene giusto. Ad essere colpita è la serenità di tante famiglie di chi, insegnante, maestra, educatrice o rappresentate sindacale, quel 31 maggio difendeva solo i propri diritti, per altro in occasione di uno sciopero indetto dalle Rappresentanze di Base del Pubblico Impiego. Si parla di resistenza a pubblico ufficiale, ma qui l'unica resistenza che stanno facendo queste donne, queste madri, queste maestre, è quella della scuola dell'infanzia, che come per il resto del comparto dell'educazione e dell'istruzione, sta subendo un attacco senza precedenti dai governi del centrodestra".


4 novembre 2010 - Carta online

Roma. Avvisi di garanzia alle maestre che protestarono in Campidoglio

Nove avvisi di garanzia sono stati recapitati a rappresentanti sindacali, educatrici ed insegnanti delle scuole di infanzia di Roma che lo scorso 31 maggio manifestavano sotto il Campidoglio per uno sciopero indetto da RdB Pubblico Impiego. L’accusa è resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. Roberto Betti, RdB-Usb del Comune di Roma: «Si vuole criminalizzare tutti quelli che si oppongono alle politiche del Comune. Noi volevamo solo che una nostra delegazione fosse ricevuta durante la trattativa in corso in Campidoglio». «Siamo offesi da questi avvisi di garanzia – ha detto la responsabile Usb degli asili nido di Roma Caterina Fide – Noi non chiediamo soldi ma solo che i servizi funzionino negli asili nido. Il comune sta percorrendo una strada che vuole portare alla privatizzazione degli asili».


4 novembre 2010 - Il Tempo online

Manifestano. Nei guai nove maestre
Linea dura contro le lavoratrici di asili e scuole d'infanzia del Comune

Roma - Sono 9 gli avvisi di garanzia giunti ad altrettante educatrici e maestre che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico Impiego. I reati contestati sono resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. «I fatti risalgono allo scorso 31 maggio - spiega il sindacato Rdb - quando, dopo tre mesi di intensa battaglia, le lavoratrici chiedono di inviare, come loro diritto, un rappresentante RdB alla trattativa sindacale in corso al Campidoglio. L'obiettivo è quello di mettere al centro dell'incontro con i rappresentanti dell'Amministrazione i temi dello sciopero del personale scolastico ed educativo. Uno sciopero rispetto a cui, per l'ennesima volta, era stata negata qualsiasi forma di interlocuzione da parte della Giunta Alemanno, la quale, invece di gestire direttamente le istanze di educatrici e maestre, ha preferito richiedere l'assistenza della forza pubblica».


3 novembre 2010 - Ansa

DOMANI NEL LAZIO

(ANSA) - ROMA, 3 NOV - AVVENIMENTI PREVISTI PER DOMANI NEL LAZIO: ...11.30 - Roma, sede Confederazione Usb, viale Castro Pretorio, 116. Conferenza stampa «Comune di Roma: linea dura contro educatrici e maestre 9 avvisi di garanzia a lavoratrici che hanno manifestato durante uno sciopero», di RdB PI. ...


3 novembre 2010 - Omniroma

COMUNE, RDB: GIUNTI AVVISI GARANZIA A MAESTRE
CHE HANNO SCIOPERATO

(OMNIROMA) Roma, 03 nov - «Linea dura contro le lavoratrici di Asili e Scuole d'infanzia del Comune di Roma. Sono 9 gli avvisi di garanzia giunti ad altrettante educatrici e maestre che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico Impiego. I reati ascritti si riferiscono agli articoli 110, 337 e 339 comma 2 del Codice Penale: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone». Lo comunica Rdb-Usb in una nota. «I fatti risalgono allo scorso 31 maggio - continua la nota sindacale - quando, dopo tre mesi di intensa battaglia, le lavoratrici chiedono di inviare, come loro diritto, un rappresentante RdB alla trattativa sindacale in corso al Campidoglio. L'obiettivo è quello di mettere al centro dell'incontro con i rappresentanti dell'Amministrazione i temi dello sciopero del personale Scolastico ed Educativo. Uno sciopero rispetto a cui, per l'ennesima volta, era stata negata qualsiasi forma di interlocuzione da parte della Giunta Alemanno, la quale, invece di gestire direttamente le istanze di educatrici e maestre, ha preferito richiedere l'assistenza della forza pubblica. Per denunciare questo grave atto intimidatorio nei confronti di lavoratrici che da ben cinque anni sostengono con determinazione una difficile vertenza in difesa della qualità e della natura pubblica del servizio scolastico del Comune di Roma e per la stabilizzazione del personale precario, Rdb-Usb Pi indice per domani a Roma, presso la sede confederale dell'Unione Sindacale di Base in viale Castro Pretorio 116, 3° piano, alle ore 11.30, una conferenza stampa in cui illustrerà i termini della vicenda».


2 novembre 2010 - Apcom

Nove avvisi di garanzia per educatrici e maestre asili Roma
Che hanno manifestato in Campidoglio durante giornata sciopero

(Apcom) "Linea dura" contro le lavoratrici di Asili e Scuole d'infanzia del Comune di Roma. Rdb Cub spiega che 9 avvisi di garanzia sono giunti ad altrettante educatrici e maestre che hanno manifestato in Campidoglio durante una giornata di sciopero indetta da RdB Pubblico Impiego. I reati ascritti si riferiscono agli articoli 110, 337 e 339 comma 2 del Codice Penale: resistenza a pubblico ufficiale aggravata dal concorso di più persone. I fatti risalgono allo scorso 31 maggio quando, "dopo tre mesi di intensa battaglia - spiega il sindacato - le lavoratrici chiedono di inviare, come loro diritto, un rappresentante RdB alla trattativa sindacale in corso al Campidoglio". "Per denunciare questo grave atto intimidatorio nei confronti di lavoratrici che da ben cinque anni sostengono con determinazione una difficile vertenza", RdB-USB P.I. indice per giovedì 4 novembre a Roma una conferenza stampa in cui illustrerà i termini della vicenda.



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