Roma. PASTICCIO SINDACALE. Trattative al ribasso, RSU antidemocratica e Documento di Programmazione Finanziaria: piccola cronistoria degli ultimi abbagli sindacali

In allegato il volantino e il DPF del comune di Roma

Roma -

RdB ha ritenuto di non sottoscrivere l’accordo del 5 Novembre scorso poiché – in quella sede – non sono state offerte adeguate garanzie da parte dell’Amministrazione Comunale in ordine al rispetto degli accordi poi recepiti con la delibera 88/2008.

 


In particolare abbiamo sottolineato la difficoltà:


-    di garantire i processi di stabilizzazione già avviati (e in buona parte seriamente compromessi dalla futura finanziaria che li congelerà alla data del 30 Giugno 2009);


-    di assicurare le assunzioni già programmate mediante utilizzo di graduatorie pubbliche;


-    di portare a compimento i processi di riqualificazione previsti per il 2009.
Ha dell’incredibile invece il cambiamento di atteggiamento da parte delle altre sigle sindacali e della RSU: in sostanza hanno accettato supinamente quelle proposte contro cui si erano opposti soltanto 15 giorni prima e che aveva indotto la RSU a proclamare lo stato di agitazione.

 


Ci siamo chiesti quale fosse la reale contropartita ritenendo un po’ poco l’ipotetico scambio sull’ordinamento della Polizia Municipale.


Ci è sorto il sospetto che le OO.SS. potrebbero essere state strumento per mire politiche, più che per reali esigenze sindacali (ad esempio nella partita su Risorse per Roma?), ma ad oggi non siamo in grado di dare una risposta.


Lo sviluppo ulteriore si è poi avuto nella RSU che ha sospeso lo stato di agitazione (anche se sulla stampa odierna risulta ripristinato per effetto della intenzione dell’amministrazione capitolina di mandare i vigili ad arrestare i borseggiatori sugli autobus) e che per farlo ha dovuto in una volta sola: cacciare i lavoratori precari che chiedevano di assistere alla riunione, impedire qualsiasi intervento sugli ordini del giorno presentati (anche quelli non strettamente collegati) e valutare positivamente l’accordo sottoscritto.


La nostra visione – se ce ne fosse stato bisogno – è stata confermata dalla bozza di Documento di Programmazione Finanziaria (DPF, che trovate in allegato) che a pag. 33 conferma “…non è all’ordine del giorno un significativo incremento delle dotazioni organiche del Comune di Roma, ma piuttosto un adeguamento delle stesse agli incrementi di servizio…”  e in un capoverso precedente manifesta il proposito di “…approvare un nuovo piano assunzionale, che faccia leva sui risparmi conseguiti…”


Tradotto vuol dire che si potrà assumere solo in presenza di pensionamenti e comunque andando ad un contenimento della spesa.

 


RdB non ha invece tolto lo stato di agitazione del personale che proseguirà con assemblee e scioperi da portare a livello di singolo Municipio, Dipartimento o Ufficio Extradipartimentale per sostenere le ragioni di una protesta forte e decisa al fine di:


-    ripristinare le previsioni assunzionali della delibera 88/2008;


-    consentire ai dipendenti di beneficiare di quei 18 Milioni di Euro del salario accessorio risparmiati nel 2008 come riscatto di una retribuzione poco al di sopra della soglia di povertà;


-    rivalutare significativamente il valore del buono pasto (e la corresponsione al personale dei nidi che -  nonostante l’accordo sindacale - ancora non lo percepisce);


-    avviare percorsi di valorizzazione delle categorie B e C di tutti i settori.

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