Roma.Municipio del Campidoglio: Il resto di niente?

Roma -

IL RESTO DI NIENTE?


Siamo ad oltre metà mandato per la compagine pentastellata che amministra il nostro Municipio (è il Campidoglio) è il sentimento più diffuso che cogliamo tra i dipendenti è la delusione nella migliore delle ipotesi, mentre nella peggiore lo sconforto. Chi si cimenta con l’impresa del cambiamento, suscita speranze che,se tradite,producono il più delle volte la peggiore reazione. La storia insegna che nel passato questa ha assunto il tratto dell’ignoranza“sanfedista”, oggi c’è il distacco da qualsiasi impegno politico e sociale, ed il ritorno dei soliti impresentabili protagonisti di stagioni già viste e patite (che propongono alla rabbia sociale, i soliti capri espiatori), oppure con il ritorno nel cantuccio del proprio privato e dello “speriamo che io me la cavo”.Da Battistini al S.Maria della Pietà(S.M.d.P.), l’attesa per un vero miglioramento per le condizioni di chi lavora, essenziali per il risollevamento dal pietoso stato in cui si è condotta negli ultimi trent’anni l’amministrazione, non ha trovato le attese soluzioni, e purtroppo, neanche un vero e credibile inizio di percorso. Per la storica CARENZA DI PERSONALE, nonostante gli sforzi, ciò che è arrivato, non basta neanche a sostituire ciò che mancava. E adesso, con il pensionamento prevedibile a breve di un numero tra i 30 e i 40 colleghi(ben oltre il 10% dell’intera forza lavoro degli uffici municipali)ci troveremo nuovamente in una di quelle emergenze da esaurimento nervoso, che abbiamo già dolorosamente sperimentato in casi drammatici(come ad esempio l’anagrafico,e non solo),ed ora prevedibili su larga scala. Sempre sul tema personale, le ambizioni di cambiamento rubricate come “nuovi servizi”necessiterebbero, in un “mondo normale”di una aggiunta di risorse umane perché mentre ci si forma per acquisire nuove competenze(ammesso che si stanzino le necessarie risorse per la formazione) non si può al contempo erogare la stessa quantità di servizi; e poi,in perfetta continuità con le peggiori pratiche del passato, le istituzioni di “nuovi”uffici(qualcuno spieghi ai neofiti che l’Ufficio Decoro l’abbiamo già visto nascere e morire ai tempi di Veltroni), sottraggono personale a strutture che hanno segnalato situazioni di carenze da tempo insostenibili. La non meno annosa, questione di SPAZI e STRUTTURE, nel nostro Municipio ha visto tutte le ultime amministrazioni (“centro sinistra”, “centro destra”, “noi non c’entriamo”) vergare solenni proclami programmatici sul trasferimento della sede di Battistini e sulla soluzione strutturale del problema di avere uffici funzionali. A noi basterebbe che non ci piovesse dentro, che fossero riscaldati in inverno e rinfrescati in estatee che fossero collegati con sistemi di trasporto pubblico efficienti. Ai cittadini che fossero raggiungibili facilmente nel labirinto del S.M.d.P.;noile nostre richieste in tal senso le abbiamo avanzate nel 2006 all’allora sindaco (sempre Veltroni):dotare il comprensorio di segnaletica diffusa, aggiornata e comprensibile a tutti. Infine la mai risolta questione logistica che impedisce la messa a regime dei servizi di sportello esistenti e di quelli futuribili iscritti nel libro dei sogni (o degli incubi, a seconda del posto dove ci si trova a operare) della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione. E per carità di patria, evitiamo di ricordare lo stato di prostrazione dei colleghi di fronte al “funzionamento”dei programmi e dei sistemi informatici. Venendo ad un altro cavallo di battaglia, piuttosto sfiancato, ovvero alla mitica TRASPARENZA che è nel dna del movimento o forse,è meglio dire, era: abbiamo inutilmente cercato di avere una risposta alla semplicissima richiesta di quantificare le carenze di personale e di stilare un elenco che ne evidenziasse le priorità(con revisione ed aggiornamento semestrale), nessuno ci ha mai detto che non fosse giusto o ragionevole;ma il muro di gomma ancora resiste e i tentativi di sperimentare nuove modalità anche attraverso la creazione di un Gruppo di Lavoro che con spirito inclusivo contribuisse al miglioramento della gestione, sono all’impasse; ma in compenso prosegue la produzione di O.d.S. che sistemano alcuni, ignorano altri e quasi sempre senza alcuna considerazione di qualifiche e categorie. Mentre sulla ormai mitica Microstruttura di cui da anni si parla e si favoleggia(con creazione di “tesori per fortunati”, leggi future P.O.), nessun confronto mai con i lavoratori e chi li rappresenta. Il Presidente quasi un anno fa,firmava a scatola chiusa il “paccotto” preparato dal Direttore, senza sentire neanche il bisogno di chiedere, così per curiosità, cosa ne pensassero i lavoratori. Sempre sul tema vogliamo sottolineare lo sconcerto per la secretazione degli atti relativi al Protocollo d’Intesa con Regione, Comune e ASL per il futuro del S.M.d.P. in cui si inserirà (forse) la definitiva ricollocazione degli uffici municipali, ed il silenzio sul mistero del pad. 16.In ultimo, vogliamo ricordare le richieste di trasparenza sulla allocazione ed effettuazione degli straordinari. Sappiamo che il tema non sposta cifre consistenti, come in passato,ma resta il suo significato simbolico sul quale i lavoratori si attendevano ben altra sensibilità.“Il resto di niente”è un romanzo storico di Enzo Striano che racconta la vita di Eleonora de Fonseca Pimentel, eroina del risorgimento,protagonista della Repubblica Partenopea, una lettura o in alternativa un film con lo stesso titolo di Antonietta De Lillo, che consigliamo.


AUSPICHIAMO UNO SCATTO DI DIGNITA’ DELLA POLITICA UN PIANO STRAORDINARIO PER I PROSSIMI NON FACILI MESI SUL QUALE CONFRONTARSI PRIMA CON I LAVORATORI.

 

FORSE SARETE RICORDATI PER AVERCI

ALMENO PROVATO.

Marina Giorgetti –Gianni Troiani (RSU Municipio XIV)


USB P.I. Funzioni Locali Lazio

 

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