Salario accessorio e quota B

Fatto il confronto con il governo ora l’Amministrazione proceda con il pagamento degli arretrati e il nuovo contratto decentrato.

 

Roma -

All'indomani dell'incontro tra la Sindaca Raggi e il Governo nazionale, si può dedurre che l’esecutivo non ha posto ostacoli sull’autonomia della azione amministrativa di Roma Capitale che ha in capo le responsabilità di dirimere l’annosa vicenda del salario accessorio dei dipendenti capitolini. Si è confermata l’impostazione che Roma e i suoi dipendenti hanno già pagato un alto contributo di tagli, dalle mancate assunzioni negli ultimi 5 anni per ben 57 milioni di euro (fonte Dip. Risorse Umane) alla razionalizzazione della spesa per il personale (stop acquisto beni strumentali e materiali, PC vecchi, ecc.) per altri diversi milioni di euro all’anno di risparmi. Ora, è possibile dar seguito agli impegni assunti: dalla ripartizione del fondo del salario accessorio 2015 (necessario per il pagamento della quota B della produttività di sistema) alla determinazione del fondo 2016 (necessario per la definizione del nuovo contratto decentrato).

 

Le centrali sindacali concertative, senza neanche aspettare la già prevista convocazione del tavolo di trattativa, si sono precipitate ad annunciare ricorsi, “gratuiti per gli iscritti”, iniziative di mobilitazione fino a minacciare lo sciopero generale nonché “la prossima rivoluzione dell’intera classe lavoratrice”.

 

Appare singolare la tempestività con cui questi sindacati, dopo aver digerito l’atto unilaterale della Giunta Marino ed aver osannato il Commissario Tronca fino al giorno prima delle elezioni, senza accorgersi che lo stesso Prefetto bloccava il pagamento degli arretrati previsti dall'atto unilaterale, oggi annunciano scenari di guerra.

 

Il demagogico uso di ricorsi appare una azione strumentale per recuperare consensi e tesseramenti, da mesi in picchiata verticale.

 

Non si può accettare logiche dettate da non chiari interessi e dal far pagare sempre al personale capitolino le responsabilità altrui. USB ha predisposto una diffida legale per il pagamento delle spettanze dovute e chiede senza indugio un atto di coraggio alla Giunta Raggi per il pagamento immediato della quota B, evitando inutili, costose e lunghe procedure giudiziarie che causerebbero un ulteriore e sicuro aggravio di spese alle casse comunali, procurando un danno erariale di parecchi milioni di euro.

 

Come USB riteniamo che quanto sta avvenendo al personale di Roma Capitale sia diretta conseguenze delle politiche di accanimento contro i lavoratori pubblici e di strangolamento degli Enti Locali praticata dal Governo Renzi. Per questo siamo convinti che tutte le nostre rivendicazioni a partire dal recupero del salario accessorio fino alla stabilizzazione dei precari, trovino perfetta collocazioni nello sciopero generale del 21 ottobre e nella manifestazione del 22 Ottobre per il No Renzi Day.

 

Il 21 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE PRESIDIO AL MEF PER UN CONTRATTO CON AUMENTI VERI E VERI DIRITTI

PER RIPRENDERCI IL NOSTRO SALARIO ACCESSORIO

PER LA DIFESA DEI SERVIZI PUBBLICI

 

Il 22 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE

NO RENZI DAY

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