SARDEGNA: RIFORMA ENTI LOCALI E RIFORMA DEL LAVORO, UN GRANDE CAOS

Cagliari -

Riforma degli Enti Locali, Riforma del lavoro, Precari, lavoratori dipendenti e servizi. Ancora confusione nella gestione della riforma degli Enti Locali in Sardegna, ancora agitazione e confusione tra i dipendenti che esprimono forte preoccupazione rispetto al loro futuro, alla crescita professionale e al futuro dei servizi erogati ai cittadini.

Ancora nessuna chiarezza, anzi aumenta il caos. Anche l’approvazione della Legge Regionale n°9/2016, legge di riforma sul lavoro, sta creando incertezza e confusione per il trasferimento del personale e non trapela alcuna notizia rispetto a quali saranno gli elementi che costituiranno il piano di subentro della Regione nelle funzioni e nei compiti attribuiti alle province previsto dall’art. 36 della stessa legge.

Intanto ogni Amministratore Straordinario di ogni Provincia invia elenchi su elenchi, alla Regione Sardegna e all’ASPAL, rispetto al personale incardinato nel Settore politiche del lavoro, senza il coinvolgimento né dei dipendenti stessi né delle parti sociali.

In queste ore l’Unione Sindacale di Base Enti Locali, ha chiesto con carattere d’urgenza un incontro all’Assessore Regionale al Lavoro e all’Assessore agli Enti Locali.

Ancora troppa preoccupazione per il futuro dei servizi e per la collocazione del personale delle Province in Sardegna. Si pensa anche a cosa accadrà al personale dopo il referendum di ottobre.

Vincendo il SI tutto il personale dipendente delle Province potrebbe passare alle Unioni dei Comuni, oppure ai Comuni, oppure ancora alla Città media, oppure ancora, come nel caso di Sassari, alla rete metropolitana, con enorme incertezza sul futuro di stabilità lavorativa e di crescita professionale. Inoltre, quali saranno le competenze di questi nuovi enti? e chi svolgerà le funzioni che erano proprie delle Province? Sono domande che ancora non trovano risposta.

È chiaro, si sta avviando un percorso di rottamazione professionale e umana dei dipendenti delle Province e di tutto il pubblico impiego, per dimostrare al Governo Centrale, non un miglioramento efficiente dei servizi con una razionalizzazione della spesa nella pubblica amministrazione, ma invece una drastica riduzione dei dipendenti delle Province e un moltiplicarsi di Enti intermedi (Unioni dei Comuni o città media o rete metropolitana di Sassari ecc…) con relativi incrementi di spesa dovuti alla gestione frammentata dei servizi e all’eventuale assunzione di nuovo personale per ristrutturare gli organici dei nuovi Enti Locali.

In ogni ente intermedio, infatti, andrà istituito almeno un ufficio del personale con almeno un Dirigente da oltre 70 mila euro annui; un Segretario Generale, figura maggiormente costosa ma indispensabile in ogni Ente Locale, con un costo di circa 120mila euro annui; andrà costituito un ufficio ragioneria con un altro Dirigente da 70 mila euro annui, inoltre dovrà essere aggiunto il personale di varie categorie necessario per ogni servizio.

Insomma, si moltiplicano i costi con grande danno e disagio per i cittadini, che si vedono depotenziare e parcellizzare i servizi erogati. Viene difficile credere a chi oggi afferma “che non ci saranno esuberi nelle Province e allo stesso tempo il personale non aumenterà negli enti intermedi. Non si comprende il motivo del perchè nella circolare del Commissario della Provincia di Cagliari si chiede al personale dipendente la mobilità volontaria verso la Provincia del sud, ritenendo quest’ultima sotto organico.

Nonostante la fusione degli organici tra la Provincia di Carbonia-Iglesias, la Provincia del Medio - Campidano e di parte della Provincia di Cagliari la nuova costituenda Provincia del Sud parrebbe ancora sotto organico.

Sorge spontanea una domanda, se le Province Sarde svolgevano i servizi con circa 2000 unità lavorative, oggi, con l’istituzione dei nuovi Enti Locali, per svolgere le stesse mansioni quanto personale servirà? E ancora, in caso di vincita del Si al referendum, che fine faranno i dipendenti delle Province Sarde?

L’Unione sindacale di base, preoccupata per il caos che si sta venendo a creare nel passaggio e nella gestione del personale e dei servizi, auspica di ottenere al più presto l’incontro richiesto all’Assessore Regionale al Lavoro e all’Assessorato Regionale agli Enti Locali.

I cittadini e i lavoratori hanno bisogno di risposte certe, sia in termini di razionalizzazione della spesa, sia in termini di efficienza dei servizi sia in termini di stabilità occupazionale dei dipendenti.



                                                                               Usb Enti Locali Sardegna

Luca Locci

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