Salario Accessorio: USB chiede alla Corte dei Conti di sollevare la questione di legittimità costituzionale
Giù le mani dal fondo del personale: la Regione Lazio recuperi le somme indebitamente erogate dai dirigenti ad alcuni funzionari nel periodo dal 2007 al 2011 dando seguito alla decisione concordemente adottata dai soggetti Istituzionali nel luglio del 2015.
Il Coordinatore Regione Lazio USB, Domenico Farina, ha presentato anche alla Corte dei Conti del Lazio la richiesta, che potete leggere in allegato, di sollevare questione di legittimità costituzionale riguardo ai commi 82 e 83 dell’art. 22 della legge di Stabilità regionale 2026 (legge n. 20 del 31 dicembre 2025). La richiesta si basa sul fatto che tali norme, che autorizzano il recupero di somme indebitamente erogate dal 2007 al 2011 ad alcuni dipendenti regionali, attraverso riassorbimento sull’attuale fondo del salario accessorio, travalicano le competenze statali e violano i principi costituzionali di legalità, uguaglianza e riparto di competenze tra Stato e Regioni.
In particolare, USB evidenzia che la disciplina regionale si sostituisce alla contrattazione collettiva nazionale e viola la competenza esclusiva dello Stato in materia di trattamento economico dei pubblici dipendenti, con rischi di ripercussioni sulla sostenibilità della finanza pubblica. USB chiede quindi che la Corte dei Conti, nell’ambito del giudizio di parificazione dei conti della Regione Lazio per l’anno 2026, nei termini e nelle modalità previste dalle leggi, sollevi formalmente la questione di costituzionalità per tutelare i principi fondamentali della Costituzione e il corretto riparto di competenze tra i livelli di governo.
Il Coordinatore USB Regione Lazio, Domenico Farina, aveva subito chiesto al Governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale tali norme, con cui si autorizzano gli uffici del personale di Giunta e Consiglio a recuperare dal fondo del salario accessorio del personale del comparto somme illegalmente spese dal bilancio regionale.
Dopo aver presentato l’istanza al Governo, USB aveva richiesto formalmente l’accesso agli atti, ricevendo come risposta dal ministero per gli Affari regionali e le autonomie che i ministeri coinvolti non avevano sollevato rilievi o osservazioni sulla questione. Di conseguenza, il Consiglio dei ministri aveva esaminato e deciso di non impugnare le norme contestate.
Il Coordinatore USB Lazio, Domenico Farina, ha evidenziato che, nonostante la decisione di non impugnare, il governo ha comunque valutato e considerato le argomentazioni di USB, in linea con la direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 23 ottobre 2023, che contempla la possibilità che il Governo non impugni leggi regionali in odore di incostituzionalità, a condizione che le regioni interessate si impegnino a modificarle per renderle conformi alla Costituzione. Tuttavia, al momento non si hanno notizie di modifiche da parte del legislatore regionale del Lazio alle norme contestate.