Scandicci. Tagli ai servizi e tagli ai salari

In allegato il volantino

Il Comune di Scandicci attraverso gli amministratori della Società delle Salute dell’Area del Nord-Ovest , per l’anno scolastico 2010-2011, ha stabilito un  taglio di più di 200 ore di assistenza educativa scolastica (30-35% in meno). In maniera indiscriminata i tagli sono stati fatti  su tutti gli utenti, senza neppure valutare, caso per caso, la tipologia di handicap e i disagi che la perdita di queste ore potrebbero provocare una volta iniziato l’anno scolastico.

Questo cosa comporterà:


 1) la perdita da parte dei singoli utenti di ore di assistenza educativa, con un danno per la funzione educativa e di inserimento dell’alunno all’interno della classe;

2) i casi più gravi verranno lasciati soli a se stessi nel contesto classe dove una singola insegnante dovrà portare avanti l’attività della classe e gestire l’handicap;

3) la perdita di ore contrattualmente stabilite da parte di tutti gli educatori a contratto a tempo indeterminato con una diminuzione reale dello stipendio che già è intorno ai 700 euro mensili;



4) il mancato rinnovo dei contratti degli educatori a tempo determinato, con il conseguente licenziamento, da parte della Cooperativa Di Vittorio,  di alcuni nostri colleghi.



5) il moltiplicarsi dei casi per ogni singolo educatore , che per arrivare ad avvicinarsi al monte ore stabilito nel contratto dovrà sobbarcarsi l’onere di  5-6 se non 7 casi a settimana, con il caos che questo comporterà  nel portare avanti un progetto educativo coerente.

In conclusione, il taglio delle ore di appalto, oltre ai gravi disagi esposti , porterà anche ad  una sicura perdita di una parte del diritto allo studio degli utenti portatori di handicap, che nella migliore delle ipotesi, staranno seduti sulle sedie della scuola senza fare niente di educativo per alcune ore. Ma nella peggiore delle ipotesi, la scuola chiederà  ai genitori di riportare a casa, prima della fine dell’orario scolastico normale,il proprio figlio portatore di handicap grave, perché la scuola non sarà in grado di gestirlo nella maniera più opportuna, scegliendo ancora una volta, in maniera forzata dai tagli, la strada dell’isolamento e non dell’integrazione sociale, scaricando il costo di certe scelte sulle famiglie e su gli educatori, aggravando ulteriormente situazioni già gravi e precarie.

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