SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI. 30 OTTOBRE: SCIOPERO GENERALE

Roma -

SERVIZI EDUCATIVI E SCOLASTICI. 30 OTTOBRE: SCIOPERO GENERALE NAZIONALE. NO AL CAROVITA. NO AL RIARMO. NO ALLA GUERRA

 

Il 30 ottobre USB proclama una giornata di sciopero generale nazionale e promuove manifestazioni in molte città d’Italia.

 

La mobilitazione nasce contro l’aumento del costo della vita, le disuguaglianze sociali, la militarizzazione e le guerre. Mentre crescono le spese per gli armamenti, salari e servizi pubblici sono sempre più sotto pressione e tante famiglie faticano ad arrivare a fine mese.

Scioperiamo per chiedere che le risorse pubbliche siano investite nella vita, nell’educazione, nella sanità, nei diritti e nella dignità delle persone, non nella produzione di strumenti di morte.

 

• EDUCARE ALLA PACE: UNA RESPONSABILITÀ COLLETTIVA

Maria Montessori ricordava: «Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace».

Un pensiero maturato nel drammatico scenario storico delle guerre mondiali, che ci richiama a una responsabilità fondamentale: la pace non si proclama soltanto, si costruisce ogni giorno attraverso l’educazione, le relazioni, il rispetto reciproco e la capacità di riconoscere nell’altra persona un essere umano portatore di diritti e dignità.

Grazie all’eredità di Maria Montessori e al contributo di tante e tanti pedagogisti, educatrici, educatori e insegnanti, sappiamo che educare alla pace è possibile e necessario.

Nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, la pace si costruisce ogni giorno attraverso la cura, l’ascolto, la cooperazione, l’inclusione e il rispetto delle differenze. Bambine e bambini imparano a stare insieme, a condividere, a gestire i conflitti senza violenza e a riconoscere nell’altra persona un soggetto portatore di diritti e dignità.

Il sistema educativo integrato 0-6 è un luogo in cui la pace si pratica concretamente.

Per questo non possiamo educare alla solidarietà e restare indifferenti di fronte alle guerre, alle discriminazioni e alle disuguaglianze. Nei servizi educativi 0-6, ogni bambina e ogni bambino ha diritto di essere accolto con la propria storia, i propri bisogni e le proprie potenzialità.

 

• NEI NIDI E NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA NESSUNA BAMBINA È STRANIERA, NESSUN BAMBINO È STRANIERO. DIFENDERE CHI EDUCA.

La pace richiede scelte politiche coerenti, investimenti pubblici, diritti garantiti e condizioni di lavoro dignitose.

Non si può parlare di inclusione senza servizi accessibili, di qualità educativa senza investimenti nel personale, né di pace senza giustizia sociale.

Educatrici, educatori, insegnanti e tutto il personale dei servizi educativi e scolastici 0-6 svolgono un lavoro fondamentale, fatto di competenze, responsabilità, relazione e cura. Un lavoro che deve essere riconosciuto, valorizzato e adeguatamente retribuito.

Il carovita, la precarietà, la carenza di personale e l’insufficienza delle risorse compromettono la qualità dei servizi e aggravano i carichi di lavoro. Investire nell’educazione significa investire nella democrazia, nella coesione sociale e nella prevenzione delle disuguaglianze.

La mobilitazione riguarda, quindi, il modello di società che vogliamo costruire: una società che investa nella cura e nell’istruzione, non nel riarmo, e che riconosca il lavoro educativo come un bene comune.

 

• RIARMO E TAGLI AI SERVIZI: A PAGARE NON POSSONO ESSERE LE LAVORATRICI, I LAVORATORI E LA COLLETTIVITÀ

Come lavoratrici e lavoratori dei servizi educativi e scolastici comunali 0-6, dobbiamo comprendere la portata delle scelte economiche e politiche in corso.

Nel 2026, le risorse destinate all’acquisizione di nuovi armamenti superano i 13,1 miliardi di euro. Una cifra che impone una domanda fondamentale: quali risorse resteranno per il welfare, i servizi pubblici e gli Enti Locali?

Altro che nuove assunzioni, potenziamento degli organici, stabilizzazioni, internalizzazione dei servizi e riconoscimento dei diritti! Il rischio è quello di bilanci sempre più restrittivi, carenze di personale, esternalizzazioni e privatizzazioni, con pesanti ricadute sulle condizioni di lavoro e sulla qualità dei servizi offerti alla cittadinanza.

Difendere i servizi educativi e scolastici significa difendere il welfare, i diritti collettivi e il futuro delle nostre comunità.

Per questo dobbiamo mobilitarci e scioperare per rivendicare maggiori investimenti nei servizi pubblici, nuove assunzioni, organici adeguati, l’internalizzazione dei servizi e la stabilità occupazionale in tutti i Comuni d’Italia.

 

• IL 30 OTTOBRE FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori dei servizi educativi e scolastici 0-6 dei Comuni italiani, insieme alle famiglie, a partecipare allo sciopero e alle iniziative di mobilitazione.

Uniamoci per chiedere alle Amministrazioni locali, agli Enti Locali e al Governo più risorse per i servizi pubblici, nuove assunzioni, organici adeguati, internalizzazioni, stabilità occupazionale e pieno riconoscimento dei nostri diritti.

Aderire allo sciopero significa rendere visibile il valore del nostro lavoro, contrastare tagli, esternalizzazioni e privatizzazioni e difendere concretamente la qualità dei servizi educativi e scolastici in tutto il Paese.

Portiamo le nostre rivendicazioni a livello locale e nazionale e chiediamo risposte concrete alle Amministrazioni e al Governo.

La crisi dei servizi educativi non si risolve con interventi tampone, finanziamenti occasionali o impegni disattesi. Serve una scelta politica chiara: investire nei servizi pubblici, garantire assunzioni e stabilità occupazionale, rafforzare gli organici e riconoscere il valore sociale ed educativo del lavoro svolto ogni giorno nei nidi e nelle scuole dell’infanzia.

Non c’è qualità educativa senza diritti, non c’è inclusione senza servizi accessibili, non c’è pace senza giustizia sociale.

 

IL 30 OTTOBRE SCIOPERIAMO E MOBILITIAMOCI IN TUTTA ITALIA PER DIFENDERE IL NOSTRO LAVORO, I NOSTRI DIRITTI E IL FUTURO DEI SERVIZI PUBBLICI!

 

Roma 26/10/2026

USB P.I. FUNZIONI LOCALI SETTORE 0 - 6