Vicenza. La differenza tra un lavoro e un lavoro tutelato

Vicenza -

Mentre la Cisl firma contratti a perdere “pur che ci sia lavoro”, i lavoratori e le lavoratrici di questo paese (e di questa città) vedono diminuire in continuazione salari e diritti.

A Vicenza, la Fp-Cisl, con la presa di posizione del suo segretario apparsa su un portale d’informazione, riguardo al“Nuovo centro per la documentazione pedagogica e la didattica laboratoriale” di via dei Mille a Vicenza, si spinge più in là e difende il lavoro non pagato, erogato sotto l’accattivante termine di volontariato.

Al Nuovo Centro di documentazione (“creatura” dell’assessore e vicesindaco Alessandra Moretti e del suo stretto collaboratore, direttore Silvano Golin) non fanno volontariato solo “professionisti generosi”, dipendenti in pensione o amici del Direttore Golin ma, anche dipendenti comunali  attualmente ancora in servizio;  dipendenti comunali che, dopo una giornata di lavoro nelle scuole d’infanzia cittadine, prestano la loro opera di “volontarie” al Centro di via dei Mille.

E a chi afferma che questa è una “libera scelta” noi rispondiamo ricordando anche altre “libere scelte” che i sindacati compiacenti hanno avvallato in nome del “purchè si lavori” o  di “per garantire il servizio” o per “quattro soldi in più… fanno sempre comodo”.

E’ il caso, ad esempio, della “scelta” che le parti sindacali (con l’esclusione di RdBCub ora Usb) hanno a suo tempo fatto di concedere all'amministrazione l'apertura dei nidi anche nel mese di luglio, dietro elargizione di un premio economico alle educatrici. Le educatrici, quindi, hanno acconsentito, in piena “libera scelta”, a  rinunciare  al diritto contrattuale di lavorare 10 mesi, alla pari delle insegnanti. Il risultato finale è che ci hanno rimesso due volte: da quest'anno il premio non è stato erogato perché era illegittimo e hanno dovuto tenere aperto lo stesso il servizio a luglio.

La stessa Cisl che allora incoraggiava le educatrici a lavorare in luglio con il pretesto di tutelare il servizio pubblico dalla concorrenza dei nidi privati, ora difende una struttura che si pone, al di là delle belle parole,  come una falsa e pericolosa risposta allo smantellamento del servizio pubblico e ai tagli alla spesa sociale. A suo tempo quindi è stata usata l’esca di una somma di denaro per aumentare l’orario di lavoro; ora si usa l’ “esca”  del generoso volontariato per far passare il concetto che i servizi possono essere tenuti aperti anche attraverso il lavoro non pagato.

E’ questo il nuovo pericolo che si sta lentamente insinuando negli ambienti comunali: ci sono i lavoratori socialmente utili pagati  pochi euro, i pensionati statali che praticano il volontario nei servizi comunali per poter andare in pensione ancora con i 35 anni di lavoro, i pensionati che  prestano la loro opera  in strutture comunali.

E in quanto alla “libera scelta” dei dipendenti comunali volontari presso il centro e reclutati dall’alto: ricordiamo che le scelte sono realmente libere se chi le propone non ha nessun potere di controllo o di ricatto sulla persona. I dirigenti hanno infatti molti poteri discrezionali sui lavoratori, e sono pagati lautamente con stipendi che in comune di Vicenza si aggirano intorno ai 90 mila euro l'anno.

Sorprende, inoltre, che sia il segretario della Cisl ad intervenire su questa questione, mentre siamo ancora in attesa di risposta alle semplici e comprensibili -dopo il caso del Pediatra pedofilo Mattiello- domande che abbiamo rivolto dell’Assessore Alessandra Moretti nel nostro recente comunicato e che riportiamo di seguito: “con quali criteri l’amministrazione seleziona i volontari? Chi controlla la  qualità del servizio da loro reso? … e soprattutto in che modo si tutelano i bambini affinché non si ci sia il dubbio che potrebbero ripetersi episodi come quelli accaduti nei nidi gestiti dalla cooperativa privata cui l’Amministrazione ha affidato il servizio? Su quali basi si controllano le persone inserite nella lista dei 100 volontari? Chi verifica che all’interno del centro, ove sono seguiti anche bambini con problematiche, non ci siano casi di maltrattamento o di sopruso? Quali le regole d’accesso alla struttura da parte d’estranei?

E aggiungiamo, dopo la preoccupante presa di posizione della Cisl : “intende l’Amministrazione Comunale di Vicenza, a fronte dei tagli governativi e magari con l’appoggio di sindacati collaborativi , proseguire su questa strada applicando anche ad altri settori comunali in sofferenza di personale,  la ricetta dei servizi affidati ai volontari?”

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