A VOLTE RITORNANO...

In allegato il volantino

Roma -

E così, dopo svariati mesi di assenza, avremo l’onore di assistere al ritorno sulle scene dei Quattro Cavalieri dell’Apocalisse (conosciuti nell’ambiente come “Cgil, Cisl, Uil e Csa”).
Diversi mesi fa USB ha tentato in tutti modi di convincere le altre organizzazioni sindacali della necessità di contrastare frontalmente le nefaste proposte dell’Amministrazione. Ma evidentemente non era questa l’intenzione di lorsignori, che prima hanno snobbato la proposta avanzata dalla USB per la  presentazione di una piattaforma contrattuale unitaria e poi sono scomparsi per mesi.
Oggi, a ridosso della fatidica scadenza del 1° dicembre, riemergono dal letargo e si presentano ai lavoratori, come se nel frattempo non fosse accaduto nulla. Forse si sono accorti che l’Amministrazione è davvero intenzionata ad applicare ciò che aveva deliberato mesi fa e annunciano per l’ennesima volta l’elaborazione di una proposta (speriamo non troppo “segreta”, come le precedenti) che finalmente risolverà in un colpo tutti problemi. Ne saremmo felici. Il minimo che si possa dire è che hanno i riflessi un po’ lenti.

Onde evitare ulteriore confusione oltre quella già esistente, riteniamo opportuna qualche precisazione.
Intanto che nella proposta contrattuale dell’Amministrazione non vi è nulla di accettabile (neanche con qualche piccolo “aggiustamento”). Non lo è il nuovo “sistema incentivante”, né la ferrea gerarchizzazione del modello organizzativo, ancor meno la assoluta indifferenza alle reali esigenze dei cittadini.
Per essere ancor più chiari: l’obiettivo fondamentale che l’Amministrazione si prefigge mediante l’applicazione coatta del nuovo impianto normativo, non è tanto la semplice contrazione della spesa per il personale (quantomeno non nell’immediato), quanto piuttosto la riaffermazione del “comando assoluto” della dirigenza sui lavoratori, il tentativo di riportare tutti noi “sotto padrone”, la pervicace volontà di disporre a piacimento delle fantomatiche “risorse umane” nella massima flessibilità oraria. Certo poi, affermato questo principio, sarà facile procedere velocemente a drastiche riduzioni del salario accessorio.
Pensiamo alla famosa “produttività di sistema”. Se qualcuno pensa di avere già “in tasca” almeno la “quota A”, ritenendo che sia legata alla sola presenza, commette un errore madornale. Entrambe le quote della produttività, sono legate almeno a tre parametri (risultati della performance di struttura, presenza in servizio e valutazione individuale da parte del dirigente) e la stessa “presenza” è intesa in modo molto più “dinamico” di quanto si creda. Leggiamo dall’Allegato B della proposta deliberata dalla Giunta:
“Viene quindi particolarmente incentivata, ai fini del sistema premiale di cui si tratta , la concreta e rilevata disponibilità di adattamento del personale alle esigenze di flessibilità dell’Ente, anche in relazione alla necessità di compensare la sempre maggiore esiguità degli organici, dovuta agli effetti di limitazione del turn over. L’accesso ai premi, in altre parole, presuppone la concreta rilevazione di detta disponibilità, evincibile dal costante avvicendamento del personale, anche al di fuori della turnazione, negli orari di servizio pomeridiano, anche tramite la variazione delle giornate di rientro previste dalle ordinarie articolazioni orarie. In tal senso, troverà particolare valorizzazione la disponibilità alla gestione flessibile degli orari, giornalieri e settimanali, anche mediante la compensazione pluri-settimanale di quote di tempo-lavoro, a parità di debito orario ordinario”
“Comandi Dotto’!” … potrebbe diventare la parola d’ordine dell’ordinaria modalità di prestazione del servizio. Fuor degli scherzi: se consentiamo che passino criteri di questo tipo, l’Amministrazione potrà risparmiare quando e quanto vorrà sulla nostra pelle, semplicemente estromettendo quote crescenti di lavoratori dall’accesso al fondo.


Abbiamo detto e scritto che i guasti di questa trasformazione non nascono oggi, ma sono dovuti a oltre 20 anni di concertazione sindacale. Questo atto della Giunta – anche senza le firme della banda dei quattro – è una loro creatura. Ciò che oggi si vorrebbe imporre, passa anche attraverso una battaglia per il rinnovo del Contratto Nazionale e per l’annullamento delle inique norme del decreto Brunetta, che sarà possibile con una massiccia adesione in termini di iscritti e di voti alle prossime elezioni RSU di Marzo 2015 per sostenere le lotte che USB – unica concreta opposizione sociale nel paese – mette in campo.

A questo aggiungeremo certamente anche le iniziative legali, ma ancor più quelle sindacali, a partire dal

 

PRESIDIO in piazza Madonna di Loreto – Giovedì 27 Novembre 2014 alle ore 17


Se i lavoratori capitolini sapranno con chi schierarsi, abbandonando definitivamente al loro destino i cavalieri dalle lance di plastica, la battaglia per un vero Contratto Decentrato potrà ancora essere vinta, indipendentemente da quello che l’Amministrazione farà il 1° dicembre! 

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