"LA PROVINCIA DI ROMA CON I LAVORATORI ATESIA"

Roma -

Questo è quello che ci dicono, ma la realtà è ben diversa. I Centri per l’impiego della Provincia di Roma ( i vecchi collocamenti ), sono ormai divenuti ricettacoli della peggior specie di contratti precari e flessibili tanto da far concorrenza alle agenzie di somministrazione lavoro, che fanno riferimento ai medesimi, quando non riescono a " collocare" chi si rivolge a loro.

E’ ormai divenuta una ricorrente attività quella di preselezionare personale, che verrà adibito, su richiesta delle aziende, a lavori precari e contrattualmente non garantiti, favorendo l’applicazione della cosiddetta legge Biagi in tutte le formulazioni più consone alle imprese.

Nel corso del 2005, i Centri per l’impiego, hanno offerto posti di lavoro, dove la precarietà è stata una costante: circa 500 fra soci lavoratori ed autonomi, 800 fra tirocini ed apprendistato, 1200 lavori dove il disoccupato è stato mandato a concordare con il datore la tipologia contrattuale da attivare, più di 1000 contratti a progetto e tra questi quasi 700 addetti ai call center o telefonisti in genere.

Se da una parte, la Provincia di Roma, si vorrebbe far paladina delle necessità dei meno garantiti, dall’altra non è in condizione di offrire un servizio ai disoccupati, che li tuteli dalle "esigenze" di un mercato del lavoro, che tende sempre più allo sfruttamento del lavoratore. Trasmissioni televisive, convegni, gadget, impegni programmatici, servono solo ad autocelebrarsi, ma non risolvono le reali necessità di chi si avvicina al collocamento sperando di avere delle risposte alla sua condizione: si privilegia il servizio reso all’impresa piuttosto, che quello dovuto al disoccupato, al soggetto più debole.

I Centri per l’impiego, strutture pubbliche al servizio del cittadino, in particolare del meno garantito, nella loro funzione di mediatori nella domanda/offerta, hanno il diritto/dovere di assicurare la legittimità ed anche la garanzia contrattuale dei rapporti di lavoro, che dovranno instaurarsi e non assecondare un rodaggio perpetuo tra le fila del precariato.

Oggi i Centri per l’impiego della Provincia di Roma, non sono in grado di sviluppare occasioni di lavoro e formazione professionale, piuttosto sono un ulteriore luogo dove le imprese possono trovare, senza impedimenti, tutte quelle forme di precariato oggi disponibili.

Affermare che occorre un controllo realmente pubblico del Collocamento, significa soprattutto fare in modo che anche ai disoccupati e alle loro organizzazioni, sia offerta l’opportunità di intervenire nella sua gestione, onde evitare lotte tra poveri, clientelismi e sperequazioni.

Invitiamo tutti i lavoratori e i disoccupati, che si troveranno costretti a utilizzare i servizi di collocamento ad esigere quelle garanzie e far valere quei diritti, che sono loro dovuti, denunciando tutte le situazioni dove dignità e certezze vengono omesse.

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