Lazio. I FIGLI DELL'OCA BIANCA

In allegato il comunicato e gli emendamenti proposti

Roma -

    LE POLITICHE DI GESTIONE DEL PERSONALE DELLA REGIONE LAZIO CONTINUANO A PRIVILEGIARE UNA PARTE ESIGUA DEL PERSONALE A SCAPITO DELLA MAGGIORANZA DEI DIPENDENTI COSTRETTI A FARE DA SPETTATORI  AL TEATRO TRAGICOMICO DELLA POLITICA.



    IN QUESTI GIORNI ALCUNI CONSIGLIERI (Gigli – UDC, Robilotta – Nuovo PS, Parroncini e Moscardelli – PD, Brancati – Repubblicani LR), ANZICHE’ SVOLGERE IL LORO RUOLO DI ELETTI A SERVIZIO DI TUTTI I CITTADINI, HANNO PROPOSTO EMENDAMENTI (a nostro giudizio illegittimi, incostituzionali e dispendiosi) VOLTI A CONSERVARE PRIVILEGI (principalmente relativi all’area della dirigenza), PERALTRO GIA’ ANNULLATI DALLE SENTENZE ED ORDINANZE DEGLI ORGANI GIURISDIZIONALI, MENTRE PER LE PROGRESSIONI VERTICALI - che comporterebbero un ben più magro aumento di stipendio - LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEL PERSONALE E’ SOTTOPOSTA AD UN  PROCEDIMENTO SELETTIVO CON 3000 QUIZ COMPLETAMENTE SCOLLEGATI CON LA CONCRETA ESPERIENZA LAVORATIVA CHE LI AVREBBE DOVUTI ISPIRARE.  



PER QUESTO RDB RIBADISCE CON FORZA LA NECESSITÀ DI RIDEFINIRE IN UN UNICO ACCORDO - PER TUTTO IL PERSONALE, PEREQUATO E NON - IL DIRITTO ALLA CARRIERA CON CRITERI DI LEGALITA’, GIUSTIZIA E TRASPARENZA PER TUTTI.


    
AUSPICHIAMO CHE QUESTO CONSIGLIO REGIONALE CHE E’ L’ORGANO LEGISLATIVO A TUTELA DELLE GARANZIE DEMOCRATICHE, NON SI PRESTI AD ADOTTARE ULTERIORI PROVVEDIMENTI INIQUI ED ILLEGITTIMI, MA CHE INVECE SI FACCIA INTERPRETE DELLE REALI ESIGENZE DEI LAVORATORI BLOCCATI NELLE QUALIFICHE ORIGINARIE DA TANTISSIMI ANNI.

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