Laziodisu. LE RAGIONI DI UNO SCIOPERO. Assemblea il 14 ottobre

In allegato il volantino

Roma -

Il 17 Ottobre le Organizzazioni Sindacali di Base (tra cui la CUB) hanno proclamato uno sciopero generale per tutte le categorie produttive.

Si tratta di uno strumento estremo e che costa sacrifici ulteriori a ciascun Lavoratore e Lavoratrice, ma mai come ora è necessario scioperare e manifestare.


In ballo c’è il nostro futuro di cittadini e non di sudditi, come qualcuno auspicherebbe.


E c’è il nostro futuro di “classe lavoratrice”.


Abbiamo visto come – nei deliri di falso efficientismo proclamati dal ministro Brunetta – cgil, cisl e uil sono state assolutamente silenziose e anzi si apprestano a demolire l’ultimo baluardo a difesa dei lavoratori: il Contratto Nazionale.


All’interno di Laziodisu abbiamo visto – in piccolo – la riproduzione di quello stesso sistema di relazioni sindacali e di occupazione del potere che investe tutte le istituzioni.


Crediamo di aver segnato, rispetto a questo, l’unica voce discordante in molte circostanze.


E’ necessario però dare più forza e sostegno a RdB per “costringere” le controparti a misurarsi sul terreno delle cose concrete che restano da fare.


Abbiamo portato all’attenzione di tutti il tema delle stabilizzazioni dei rapporti di lavoro precario (compresi gli interinali), dello scorrimento delle graduatorie dei concorsi interni, degli obblighi del’amministrazione rispetto alla cosiddetta rottamazione del personale prossimo alla pensione.


Si tratta di temi che vanno al cuore delle esigenze del personale, che passano attraverso la volontà della politica e non – come vorrebbero farci credere – nei limiti giuridici o economici di percorrere queste strade.

Per questo abbiamo indetto una
Assemblea per il giorno 14 Ottobre a partire
dalle 9,30 e fino alle 11,30, presso la sala Teatro di Laziodisu.


Un’assemblea che è aperta a tutti i Lavoratori e le Lavoratrici stabili, precari, interinali, etc, e anche ai rappresentanti delle RSU e delle Organizzazioni Sindacali presenti nell’ente.

Vogliamo dare voce a chi è stato umiliato e costretto a subire il ricatto del padrone pubblico.

Vogliamo rilanciare un’azione sindacale di grande respiro e non di piccolo cabotaggio, con la partecipazione di tutti, a partire dalla piena e convinta adesione allo sciopero generale e alla manifestazione di Roma.

Vogliamo restituire ai Lavoratori e alle Lavoratrici la dignità che la gestione privata della cosa pubblica vorrebbe calpestare.

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