Regione Lazio. Confronto con Marrazzo

In allegato il comunicato

Roma -

  In seguito all’assemblea del personale regionale del 27 maggio u.s. indetta dalle nostre OO.SS., in data 29 Maggio 2008 una delegazione congiunta è stata ricevuta dal Presidente della Giunta regionale, On.Piero Marrazzo, alla presenza dell’Assessore alle Risorse Umane Marco Di Stefano, del Segretario Generale Francesco Gesualdi e del Direttore del Personale, G.N.Menna.


        Il confronto si è reso necessario per recuperare un dialogo corretto e costruttivo, utile a rappresentare all’Amministrazione le istanze di tutti i lavoratori regionali, nessuno escluso. Infatti la chiusura dimostrata negli ultimi anni dalle Organizzazioni Sindacali Confederali regionali nei nostri confronti non ha fatto altro che creare un contesto di disgregazione dell’unitarietà della domanda deleterio per il personale tutto.


         E’ da rilevare infatti che la RSU eletta nel novembre 2007 non garantisce più la funzione propria per la quale questo organismo è stato istituito, cioè la Rappresentanza Sindacale Unitaria del personale di fronte alla parte pubblica.

Anzi, colui che dovrebbe rappresentare la RSU svolge addirittura il ruolo improprio di “sentinella” dell’Amministrazione, abdicando alle specifiche funzioni sindacali, come si evidenzia dal suo inqualificabile comunicato col quale contesta la nostra assemblea del personale e  la disponibilità del Presidente ad incontrarsi con le nostre Sigle.


Comunque le organizzazioni Sindacali  DIRER  e  RdB  valutano positivamente questo primo confronto con il Presidente Marrazzo che si è dichiarato disponibile a riflettere  sulle proposte, le considerazioni, le precise contestazioni e gli obiettivi di lotta sindacale rappresentati dalle  nostre delegazioni.


Alle lamentele del Presidente, in particolare per quanto riguarda la DIRER, sul ricorso frequente agli organi della Magistratura per comporre le vertenze con l’Amministrazione, è stato utile chiarire che tale comportamento non è il frutto di una volontà di scontro “a priori”, ma una estrema scelta in risposta al costante ed immotivato atteggiamento di preclusione dimostrato dalla Parte Pubblica nei confronti delle legittime richieste dei dipendenti regionali di cui le nostre OO.SS da tempo si fanno carico.


La convergenza che unisce percorsi sindacali diversi in questo caso è motivata dalla volontà di perseguire quegli obiettivi di serietà, rigore e legalità che accomunano tutti i dipendenti della nostra Regione. A ciò si aggiunge la richiesta concorde fatta all’Amministrazione di offrire a tutti i dipendenti, indistintamente, un percorso di carriera possibile ed equo.


    Al Presidente ed alla Giunta regionale abbiamo chiesto una maggiore apertura al confronto utilizzando i due anni residui di legislatura per definire in modo democratico e realmente condiviso i necessari processi di riforma.
          

Pertanto in data 16 giugno 2008 il Presidente Marrazzo ha nuovamente fatto ricevere dal Segretario Generale Gesualdi, una nostra delegazione per definire meglio le proposte da noi avanzate e concordare i possibili obiettivi comuni.


I terreni di confronto, oltre alla progettata riorganizzazione dell’Ente (che non tocca solo i Dirigenti ma interessa tutto il personale), sono stati:

- la nostra proposta di revisione dei criteri per una gestione più equa e trasparente del concorso per le  progressioni verticali;

-i rinnovi contrattuali;

-il contratto decentrato; -i criteri di attribuzione delle indennità di posizione, delle indennità di retribuzione professionale e delle alte professionalità;

-le condizioni contrattuali  riservate ai neoassunti; -la revisione del regolamento regionale;

-la proposta di riorganizzazione e revisione dei rapporti con gli Enti dipendenti e collegati con la Regione (Sviluppo Lazio, Lazio Service, Asp, Laziodisu, ARP ed altri). E’ stata da noi espressa tra l’altro la contrarietà manifestata da oltre il 60% dei dipendenti nei confronti dell’attuale conduzione ed immobilismo della RSU.


           Inoltre la nostra richiesta di rinnovamento è condizionata necessariamente alla volontà da parte dell’Amministrazione di ridurre ed ottimizzare le spese inutili e gravose che impoveriscono la nostra Regione.


    Il Presidente della Delegazione Trattante si è dimostrato sensibile rispetto alla possibilità di valutare un protocollo d’intesa con le RdB affinché venga riconosciuta pari dignità a tutti i Sindacati presenti in Regione in modo tale che tutti possano partecipare al tavolo delle trattative. Questa sensibilità verrà raccolta anche dall’Assessore al Personale?


    Rispetto alle note vicende giudiziarie sulla “perequazione”, il Segretario Generale non ha potuto dare alcuna assicurazione circa la possibilità che nessun consigliere presenti qualche “leggina” di sanatoria. L’Amministrazione comunque chiederà al Consiglio di Stato la sospensiva della sentenza e la conseguente immediata discussione nel merito, in questo contraddicendo in parte quanto asserito dal Presidente Marrazzo nel precedente incontro.


          Con riferimento alle problematiche rappresentate chiediamo ai rappresentanti dei Sindacati Confederali ed Autonomi presenti in Regione di contribuire a ristabilire proficui e sereni rapporti, senza escludere aprioristicamente nessuno, per il buon andamento della Regione Lazio.


       E’ questa la sfida che lanciamo, per assicurare ai dipendenti regionali un futuro migliore ed agli utenti la dovuta attenzione e gli indispensabili servizi, dimostrando così concretamente che le ”ricette” del Prof. Ichino e le “riflessioni” del Ministro Brunetta non sono certamente riferibili a noi.

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